9 Ottobre 2025
Grandi città e finanziamenti 2024: gli immobili agevolano il credito
Nel complesso, le grandi città mostrano una maggiore incidenza di capitali non destinati all’acquisto diretto di immobili. Solo il 27% del capitale estratto tramite ipoteca è tornato al mercato immobiliare
Nel 2024, le otto principali città italiane per popolazione hanno concentrato oltre 34 miliardi di euro di capitale finanziato con mutui ipotecari, pari al 31,6% del totale nazionale. Il numero di immobili ipotecati in queste aree è cresciuto del 6,4% rispetto all’anno precedente, con un incremento dei capitali erogati del 31,3%, segno di una forte dinamica del credito concentrata nei grandi centri urbani.
L’analisi dettagliata dei dati sui mutui ipotecari delle grandi città è contenuta nel Rapporto redatto a cura dell’Osservatorio del mercato immobiliare, pubblicato oggi sul sito dell’Agenzia delle entrate.
Milano si conferma il principale polo finanziario del paese: con 23,7 miliardi di euro di capitale e quasi 30mila immobili ipotecati, rappresenta il 22% del totale nazionale e oltre due terzi del capitale complessivo delle grandi città. La crescita rispetto al 2023 è notevole, +57,8% del capitale, sostenuta soprattutto da immobili del settore non residenziale, che costituiscono più dell’80% del valore finanziato. Roma si colloca al secondo posto con più di 37mila immobili ipotecati, pari al 37% del totale delle grandi città, ma il capitale erogato è in calo del 12,5%, scendendo a 6,1 miliardi di euro. Il dato riflette una fase di rallentamento del mercato del credito nella capitale, in controtendenza rispetto all’andamento nazionale.
Le altre città mostrano segnali positivi, con aumenti diffusi sia nel numero di immobili sia nei capitali. A Torino si registra un consolidamento della crescita (+9,8% immobili, +8,3% capitale), mentre Napoli e Palermo evidenziano incrementi più marcati nel capitale finanziato (+26,1% e +43,1%). Bologna e Genova si distinguono per la crescita del numero di immobili ipotecati (+17,6% e +16%), e infine Firenze è l’unica città in flessione su entrambi i fronti (–2,3% immobili, –18,4% capitale).
Nel complesso, le grandi città rappresentano il 13% circa degli immobili ipotecati nazionali, ma assorbono quasi un terzo dei capitali, a conferma della maggiore dimensione media delle operazioni.
L’analisi della composizione del capitale per tipologia di atto mostra differenze territoriali significative. A Milano, la componente residenziale incide solo per il 19% del capitale, contro una media superiore al 60% nelle altre grandi città. In particolare, a Genova il residenziale raggiunge l’83%, mentre a Firenze scende al 55 per cento. Questo quadro presenta, rispetto all’ambito nazionale, un diverso equilibrio tra credito abitativo e finanziamenti destinati ad attività economiche e immobili non residenziali, con Milano che si distingue per la forte concentrazione di operazioni di alto valore e di natura commerciale.

Osservando i dati storici presenti nel Rapporto, appare evidente che il capitale legato agli atti residenziali (Res) mostra un andamento complessivamente simile nelle principali aree urbane, che dopo la flessione del 2023, mostra un generale rialzo nel 2024. Milano presenta tuttavia un profilo più dinamico, con una crescita accentuata sia nelle componenti miste sia in quelle non residenziali. Roma e le altre città esibiscono invece una maggiore stabilità, con incrementi più contenuti.
Analizzando i capitali erogati a garanzia di immobili nelle grandi città dal punto di vista della destinazione del finanziamento, rileviamo, nel complesso, che le grandi città mostrano una maggiore incidenza di capitali non destinati all’acquisto diretto di immobili: solo il 27% del capitale “estratto” tramite ipoteca nel 2024 è tornato al mercato immobiliare, contro una media nazionale del 35 per cento. La quota restante ha finanziato operazioni di investimento, sviluppo e rifinanziamento di attività economiche. Tuttavia, è da evidenziare che questo risultato complessivo è fortemente influenzato dal dato rilevato a Milano, confermando il ruolo crescente dell’area metropolitana come centro di attrazione del credito per usi diversificati. Nelle altre città la tendenza osservata è quella di capitali che vengono impiegati, per oltre il 50%, a rifinanziare compravendite di immobili.

Ultimi articoli
Normativa e prassi 23 Aprile 2026
Irap 2026: ok alle specifiche tecniche per inviare i dati agli enti locali
La trasmissione delle informazioni è effettuata dall’Agenzia delle entrate verso la regione o la provincia autonoma competente, in base al domicilio fiscale del contribuente soggetto passivo Definite, con il provvedimento del 23 aprile 2026, le specifiche tecniche per la trasmissione alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano dei dati contenuti nella dichiarazione Irap 2026.
Attualità 22 Aprile 2026
Servizi estimativi e dell’Omi: il punto su stato dell’arte e futuro
Nel 2025, le consultazioni delle quotazioni immobiliari sono state circa 9,1 milioni sul sito dell’Agenzia e 440mila tramite app, per i servizi estimativi sono stati offerti 13.
Attualità 22 Aprile 2026
La fiscalità del Terzo settore, al via il tour per spiegare le novità
Agenzia delle entrate e Università Pontificia Salesiana illustreranno insieme, in una serie di convegni in tutta Italia, la nuova disciplina tributaria messa a punto a seguito della riforma del no profit Parte da Assisi il prossimo 16 maggio il roadshow promosso dall’Agenzia delle entrate e dall’Università pontificia Salesiana per accompagnare gli enti del Terzo settore nella conoscenza della nuova disciplina fiscale introdotta dopo la riforma del Terzo settore.
Normativa e prassi 22 Aprile 2026
Isa, definiti i criteri d’accesso al regime premiale per il 2025
Il via libera alle agevolazioni non si baserà, anche questa volta, solo sul comportamento adottato nel periodo di riferimento ma terrà conto anche della storia fiscale del contribuente Con il provvedimento del 22 aprile 2026, il direttore dell’Agenzia delle entrate approva le modalità e le condizioni che consentono l’accesso ai benefici premiali collegati agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) per l’anno d’imposta 2025 (articolo 9‑bis, comma 11, del Dl n.