10 Febbraio 2025
Osservatorio sulle partite Iva: i dati di riepilogo del 2024
Nel corso del 2024 sono state aperte 498.361 nuove partite Iva, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2023. Pubblicata sul sito del dipartimento delle Finanze la consueta sintesi dell’Osservatorio con le informazioni suddivise per natura giuridica, territorio, settore produttivo e dati anagrafici. A guidare la classifica, per le attività, sempre il comparto del commercio.
“Giuridicamente”, le maggiori aperture si registrano dalle persone fisiche con un 67,8 per cento. Alle società di capitali va, invece, il 24,5%, il 32,2% alle società di persone e il 4,5% ai “non residenti” e alle “forme giuridiche”. Rispetto al 2023, l’incremento degli avviamenti ha riguardato soprattutto i “non residenti e le altre forme giuridiche” (+14,3%), le società di capitali (+8,6%) e le società di persone (+4,6%), mentre si regista una diminuzione degli avviamenti per le persone fisiche (-2,0%).
“Territorialmente”, la parte più consistente di nuove partite Iva è localizzata al Nord (47,8%). Al Centro si conta il 21,7%, mentre al Sud e nelle Isole è concentrato il 30,2 per cento. Confrontando i dati con quelli dell’anno precedente si osserva una generale che circa la metà delle Regioni mostra un aumento degli avviamenti: i più consistenti, in termini percentuali, si registrano in Basilicata (+6,5%), Lazio (+5,4%) e Toscana (+4,1%). Tra i territori in cui invece si registra un calo delle nuove aperture rispetto al 2023 emerge la Valle d’Aosta (-12,2%), seguita dal Molise (-7,2%) e dalla Calabria (-4,0%).
“Settorialmente”, vince come sempre il comparto del commercio, che si piazza al primo posto per numero di aperture (il 18,5% del totale), seguito dalle attività professionali (17,1%) e dal settore dell’edilizia (10,3%). Le variazioni più significative rispetto all’anno precedente riguardano il settore dei servizi residuali (+6,9%), il comparto delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+3,5%), delle attività artistiche e di intrattenimento (+3,4%), delle attività professionali (-3,3%), il settore delle attività di noleggio e servizi di supporto alle imprese (+3,1%) e il settore del commercio (+2,7%).
“Demograficamente” rimane costante la preponderanza della quota maschile (60,4%), si tratta però della parte più giovane. In sostanza, circa la metà delle nuove partite Iva è stata aperta da persone di sesso maschile di età inferiore o pari a 35 anni, poco più di un terzo del dato va, invece, alla classe 36-50 anni. Il confronto con l’anno precedente evidenzia un moderato decremento delle nuove aperture per quasi tutte le classi di età, a eccezione di quella 51-65 anni, che invece fa registrare un lieve incremento (+1,2%). Analizzando il Paese di nascita degli avvianti, i dati evidenziano che il 21,3% delle nuove aperture di partite Iva è operato da un nato all’estero, con un lieve incremento rispetto all’anno precedente (+1,5%). Nel 2024, 233.511cittadini hanno aderito al regime forfetario, pari al 46,9% del totale delle nuove aperture di partite Iva nel 2024, con una lieve flessione rispetto al 2023 (-2,2%).
Ultimi articoli
Normativa e prassi 22 Gennaio 2026
Successione transfrontaliera, inapplicabile l’esenzione impositiva
Il trasferimento ”mortis causa” a favore di un ente pubblico svizzero del Canton Ticino sconta l’imposta di successione per mancanza del requisito della condizione di reciprocità Un Comune svizzero, ente territoriale di diritto pubblico, è stato nominato erede universale di una cittadina deceduta in Svizzera, dove aveva domicilio e residenza.
Normativa e prassi 22 Gennaio 2026
Il lavoratore frontaliere in Italia può rientrare con reddito agevolato
Il contribuente che, residente all’estero, viene ogni giorno a lavorare nel nostro Paese e ora vorrebbe riportarvi anche la residenza, può accedere potenzialmente al nuovo regime dei lavoratori impatriati Nuovo chiarimento dell’Agenzia delle entrate in merito a un caso specifico riguardante l’accesso al nuovo regime dei lavoratori impatriati (articolo 5, Dlgs n.
Normativa e prassi 21 Gennaio 2026
Auto a uso promiscuo, esenzione per il fringe benefit convenzionale
Le somme che superano tale soglia non usufruiscono del regime speciale di non imponibilità previsto dall’articolo 51 del Tuir che disciplina la determinazione del reddito di lavoro dipendente Il contributo del dipendente al costo dell’auto aziendale concessa a uso promiscuo può beneficiare dell’esenzione Irpef soltanto per la parte trattenuta in busta paga e fino al valore convenzionale del fringe benefit fissato in base alle tabelle Aci.
Attualità 21 Gennaio 2026
Furto delle credenziali Spid: il phishing torna in azione
Alla vittima viene chiesto di inserire la password della propria identità digitale, mentre l’indirizzo mail è già precompilato tramite personalizzazione del link Una nuova truffa online cerca di sfruttare il logo dell’Agenzia delle entrate con l’intento di sottrarre le credenziali Spid (sistema pubblico di identità digitale) degli utenti.