Normativa e prassi

3 Luglio 2024

Welfare aziende, via libera alle attività dei piani formativi

Il rimborso erogato dall’azienda, a copertura delle spese sostenute dai dipendenti per l’attività sportiva praticata dai figli in caso di servizi diversi da quelli resi nell’ambito scolastico ed educativo, sconta l’Irpef. Sono escluse dall’imposta sul reddito delle persone fisiche solo le somme relative alle spese sostenute nell’ambito di “iniziative incluse nei piani di offerta formativa scolastica”. È, in sintesi, quanto chiarisce l’Agenzia con la risposta n. 144 del 3 luglio 2024, nella quale ricorda che, in base all’articolo 51 del Tuir, in linea di massima, costituiscono reddito di lavoro dipendente “tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro”.

Il chiarimento è indirizzato a una società che, nell’ambito del welfare aziendale, intende appunto rimborsare le spese per le attività sportive svolte dai figli dei dipendenti all’interno di circoli sportivi e palestre o anche all’interno di istituti scolastici. Nel caso particolare l’istante afferma, che il soggetto erogatore del servizio sarebbe sempre la stessa associazione sportiva che eroga corsi annuali. A parere della società, dopo il riconoscimento costituzionale del “…valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme” (nuovo articolo 33, Costituzione), sarebbe possibile includere le spese in questione tra quelle ammesse a fruire del regime di esenzione dall’Irpef previsto dall’articolo 51, comma 2, lettera f-bis), del Tuir.

Tale disposizione, osserva l’Agenzia, più volte modificata, prevede che non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente “le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari indicati nell’articolo 12, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari”.

Sul tema, con la circolare n. 28/2016 (paragrafo 2.2), l’Amministrazione ha specificato che l’attuale formulazione della norma consente di comprendere tra i servizi di istruzione e educazione, oltre agli asili nido già previsti in precedenza, le scuole materne, precedentemente escluse, e, in sostituzione della locuzione “colonie climatiche” ormai desueta, anche i centri estivi e invernali e le ludoteche.

Riguardo alle borse di studio, poi, con la circolare n. 238/2000, ha precisato che sono attratti nell’esenzione tutti i benefit con finalità didattica (ad esempio, i rimborsi ai lavoratori delle spese sostenute per le rette scolastiche, tasse universitarie, libri di testo, nonché gli incentivi economici agli studenti che conseguono livelli di eccellenza nell’ambito scolastico).

Ancora, considerata l’ampia formulazione della lettera f-bis), rientrano nella norma il servizio di trasporto scolastico, il rimborso di somme destinate alle gite didattiche, alle visite d’istruzione e alle altre iniziative incluse nei piani di offerta formativa scolastica nonché l’offerta anche sotto forma di rimborso spese di servizi di babysitting.

Per quanto concerne le modalità di erogazioni delle prestazioni, l’attuale formulazione conferma la possibilità che il datore di lavoro eroghi i servizi di educazione ed istruzione direttamente o tramite terzi.

Tanto premesso, con riferimento ai rimborsi per le spese sostenute per l’attività sportiva praticata dai familiari, l’Agenzia ha chiarito che non rientrano nell’esenzione le attività che non rientrano nei piani di offerta formativa scolastica. È questo il caso di attività sportive messe a disposizione dei figli dei dipendenti, nelle quali il soggetto erogatore sia un’associazione sportiva. Ne consegue che le spese possono rientrare nell’esclusione solo se sostenute nell’ambito di “iniziative incluse nei piani di offerta formativa scolastica”, cioè quelle previste dall’articolo 51, comma 2, lettera f-bis), del Tuir.

Welfare aziende, via libera alle attività dei piani formativi

Ultimi articoli

Normativa e prassi 12 Marzo 2026

Valori bollati acquistati in contanti: controllo “lungo” oltre i 500 euro

La riduzione di due anni del termine di accertamento ai fini delle imposte dirette e Iva è possibile solo se i pagamenti superiori a tale soglia, sia ricevuti sia effettuati, sono tracciabili Acquistare valori bollati in contanti, quindi attraverso strumenti non tracciabili per importi superiori a 500 euro non consente la riduzione di due anni dei termini di accertamento prevista dall’articolo 3 del decreto legislativo n.

Normativa e prassi 12 Marzo 2026

L’addestramento dei vigili urbani è un’attività esente da Iva

La formazione impartita alla polizia locale non costituisce un servizio generico, ma un insegnamento qualificato, che risponde a un preciso obbligo normativo I corsi di formazione rivolti agli agenti della polizia locale, quali l’addestramento al tiro, l’uso del distanziatore telescopico e l’impiego dello spray urticante, rientrano a pieno titolo nel regime di esenzione Iva (articolo 14, comma 10, legge n.

Analisi e commenti 12 Marzo 2026

Determinazione del reddito d’impresa: le nuove regole nel Bilancio 2026

Il legislatore è intervenuto sulla rivendita delle azioni proprie, la deduzione di oneri connessi a piani di stock option e del costo di marchi d’impresa, avviamento e attività immateriali L’articolo 1, comma 131, della legge n.

Attualità 12 Marzo 2026

Modifiche al Bilancio 2026: dal Mef rinvii, precisazioni e altro

I ritocchi di prossima adozione mirano a rendere più efficaci e applicabili alcune misure, conciliando esigenze operative, certezza giuridica e sostegno alla competitività delle imprese Un imminente provvedimento legislativo interverrà su tre aree significative del Bilancio 2026 (legge n.

torna all'inizio del contenuto