17 Maggio 2023
In audizione alla Camera, Ruffini parla della riforma fiscale
Nel corso della sua audizione, che si è svolta oggi, 17 maggio 2023, presso la VI Commissione finanze della Camera dei deputati, il direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini si è soffermato sui contenuti del Ddl di delega al Governo per la riforma del Fisco, quale riforma di accompagnamento al Piano nazionale di ripresa e resilienza, come parte integrante della ripresa economica del Paese. Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 16 marzo, infatti, contiene misure che hanno l’obiettivo di delineare un impianto giuridico stabile, all’interno del quale si possa dare attuazione a efficaci politiche economiche. A tal proposito, ha osservato Ruffini, un riassetto delle disposizioni tributarie vigenti, effettuato sia mediante la redazione di testi unici, sia nel solco della raccolta delle norme in un codice unico opportunamente articolato, come previsto dal Ddl, “costituirebbe un indubbio fattore di semplificazione e di miglioramento della chiarezza e della conoscibilità delle regole fiscali, da cui può trarre vantaggio, in termini di maggiore efficienza della propria azione, la stessa Amministrazione finanziaria”.
E in tale contesto, ha aggiunto, “la delega prevede una revisione organica del sistema che, nel rispetto del principio di progressività, dovrà operare una semplificazione del processo di determinazione del reddito, oltre a una graduale riduzione dell’imposta, una revisione degli scaglioni di reddito, delle aliquote di imposta, delle deduzioni dalla base imponibile, delle detrazioni dall’imposta lorda e dei crediti d’imposta”.
Fatta questa premessa, il direttore dell’Agenzia ha passato in rassegna l’intero impianto normativo, ricordando che dall’entrata in vigore della legge scatteranno i ventiquattro mesi a disposizione del Governo per dare concreta attuazione alla riforma attraverso i necessari decreti legislativi, rispettosi, oltre che dei princìpi costituzionali e del diritto dell’Unione europea e internazionale, anche dei princìpi e dei criteri definiti con la stessa delega (articolo 1).
I principi cardine della riforma sono individuati nella parte generale (Titolo I) all’articolo 2, nel quale è scritto, tra l’altro, che le nuove norme dovranno stimolare la crescita economica mediante la riduzione del carico fiscale, anche per sostenere famiglie, lavoratori e imprese; prevenire e ridurre l’evasione e l’elusione fiscali; razionalizzare e semplificare il sistema tributario; facilitare gli adempimenti dichiarativi e di versamento a carico dei contribuenti; assicurare un trattamento particolare per gli atti di trasferimento o di destinazione di beni e diritti in favore di persone con disabilità.
L’articolo 3, invece, tratta dell’adeguamento del diritto nazionale ai princìpi generali del diritto tributario Ue e internazionale, tenendo conto anche dell’evoluzione giurisprudenziale della Corte di giustizia; della coerenza del nostro ordinamento con le raccomandazioni Ocse nell’ambito del progetto Beps; della revisione della disciplina della residenza fiscale di persone fisiche e giuridiche; dell’introduzione di incentivi all’investimento o al trasferimento di capitali in Italia per promuovere attività economiche nel nostro Paese.
Sempre riguardo all’impianto generale, Ruffini ha ripercorso anche la profonda revisione dello Statuto dei diritti del contribuente (legge n. 212/2000) annunciata dall’articolo 4, il quale prevede di:
- rafforzare l’obbligo di motivazione degli atti impositivi, con indicazione delle prove su cui si fonda la pretesa
- valorizzare il principio del legittimo affidamento del contribuente e quello di certezza del diritto
- razionalizzare la disciplina degli interpelli, riducendone l’utilizzo. A tal fine, andranno emanati provvedimenti interpretativi in cui rappresentare anche una casistica delle fattispecie di abuso del diritto, il ricorso all’istituto da parte delle persone fisiche e dei contribuenti di dimensioni ridotte dovrà essere circoscritto ai soli casi in cui non è possibile ottenere risposte mediante servizi di interlocuzione rapida (tecnologie digitali, intelligenza artificiale), bisognerà istituire il pagamento di un contributo, graduato in funzione di fattori quali la tipologia di contribuente o il valore della questione oggetto dell’istanza, destinato a finanziare specializzazione e formazione professionale del personale del Fisco
- potenziare il diritto di accesso agli atti del procedimento tributario
- applicare in modo generalizzato il principio del contraddittorio a pena di nullità
- definire una disciplina generale delle invalidità degli atti impositivi e degli atti della riscossione
- potenziare l’istituto dell’autotutela, da estendere agli errori manifesti anche quando l’atto sia divenuto definitivo.
Infine il direttore si è soffermato su altre quattro aree tematiche in cui è suddivisa la riforma del Fisco, cioè i Titoli II, III, IV e V che trattano rispettivamente:
- dei singoli tributi, con i principi e i criteri direttivi per la revisione del sistema di imposizione sui redditi, dell’Iva, dell’Irap e per la razionalizzazione degli altri tributi indiretti
- dei princìpi e delle regole fondanti la revisione generale degli adempimenti tributari, dell’attività di accertamento, dei procedimenti di riscossione, rimborso e contenzioso tributario, nonché del sistema sanzionatorio amministrativo e penale
- criteri per il riordino organico delle disposizioni che regolano il sistema fiscale attraverso la puntuale individuazione delle norme vigenti, organizzate per settori omogenei;
- degli effetti finanziari delle norme contenute nella delega e della loro eventuale copertura.
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