Attualità

25 Gennaio 2023

Conservatoria di Roma, la storia dall’esame dei titoli

Salvatore Tiralongo e Antonio Iaria scrivono un saggio sulla rivista Territorio Italia 2023, soffermandosi sugli archivi storici delle Conservatorie dei registri immobiliari di Roma e sul loro valore, espresso all’interno di confini storici e giuridici definiti, ma anche dal punto di vista artistico.

È da molti anni, che gli esperti lavorano per affinare le tecniche di gestione di questi documenti cartacei e dei servizi all’utenza. La digitalizzazione degli archivi e l’informatizzazione sono stati i primi passi in questa direzione. In particolare, la digitalizzazione per quanto riguarda i documenti antecedenti il 1970, e la loro delocalizzazione (vedi articolo “Archivi digitali delle Conservatorie, esempio di best practice per la Pa”) e l’informatizzazione hanno, in generale, consentito l’interrogazione degli atti, sia dal punto divista formale che sostanziale.

Gli autori, in particolare, descrivono un nuovo archivio (che si trova, ad esempio, presso la Conservatoria dei Registri immobiliari di Roma 3), accessibile per la consultazione dei documenti cartacei risalenti a date ancora precedenti. Questa ulteriore archiviazione permette di evidenziare i momenti cronologici che fanno da sfondo alle vicende della storia d’Italia, soffermandosi sul contenuto degli atti e dei suoi elementi formali e sostanziali. Ed è proprio alla valorizzazione della documentazione storica che si rivolge questo approfondimento, dedicato in modo particolare al caso studio degli atti giacenti presso la Conservatoria di “Roma 3”.

Molti gli elementi che caratterizzano la lettura dei documenti, che diventano – grazie alle peculiarità individuabili – non solo atti di valore giuridico, ma anche una fotografia della società contemporanea del redattore dell’atto.

L’aspetto grafico
Le immagini presenti all’interno di questi documenti assumono un valore probatorio e storico, oltreché di pregio artistico. Infatti, contrariamente alle abitudini attuali, dove ogni pubblico ufficiale si identifica prevalentemente in modalità digitale, in passato esisteva il “signum tabellionis”, il segno creativo – un piccolo disegno unico per ogni notaio, che i professionisti apponevano a mano sugli atti sin dall’alto Medioevo, per renderne inconfutabile l’autenticità e il valore, dove le iniziali, o il nome, spesso sono inseriti nell’immagine stessa. Inoltre, anche la grafia si elevava, nell’Ottocento e inizio Novecento, quale elemento di riconoscibilità per un dato notaio. In effetti, dal termine “grafia” si passa a “calligrafia” (dal greco: bella grafia), in quanto gli atti erano una vera e propria piccola opera d’arte, di dimostrazione di perizia calligrafica, quale tratto dal valore artistico.
In relazione alla forma di governo presente alla data di redazione dell’atto, insieme ai sigilli notarili compare anche, ad esempio, lo stemma del Regno d’Italia con la croce sabauda.
 
Le intestazioni
Un aiuto alla collocazione storica dell’atto viene proprio dalla prima pagina, dove emergono informazioni utili sull’epoca nel quale è stato redatto, in particolare sul regnante in carica che appare proprio nell’intestazione.
Inoltre, al cambiamento politico, con l’avvento della repubblica, anche l’intestazione muta in “Repubblica italiana”.

Le immagini
Un altro aspetto a corredo dell’atto è quello visivo. Infatti, oltre alla descrizione del bene di cui si tratta nel documento, sempre più spesso sono allegate descrizioni figurate di ciò. Non sono certamente così dettagliate come le attuali planimetrie, ma un elemento grafico a supporto della descrizione contenuta nell’atto.

Conservatoria di Roma, la storia dall’esame dei titoli

Ultimi articoli

Normativa e prassi 11 Marzo 2026

Lavoratori impatriati: conta la residenza post-rimpatrio

Il regime fiscale speciale applicabile ai lavoratori impatriati è quello applicabile al luogo in cui il contribuente trasferisce la propria residenza Con la risposta a interpello n.

Normativa e prassi 11 Marzo 2026

Bonus elettrodomestici utilizzato: comunicazione Mimit – Agenzia

La trasmissione delle informazioni, riferite all’anno in cui il venditore ha accettato il voucher, deve essere effettuata dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, tra l’altro, per la predisposizione della precompilata Definite, con il provvedimento dell’11 marzo 2026 del direttore dell’Agenzia delle entrate, le modalità con cui il ministero delle Imprese e del Made in Italy trasmetterà all’Anagrafe tributaria i dati relativi ai voucher utilizzati dai contribuenti finali del contributo per l’acquisto di elettrodomestici ad elevata efficienza energetica, ai fini, tra l’altro, della predisposizione della dichiarazione precompilata.

Attualità 11 Marzo 2026

Vidimazione libri sociali: versamento entro il 16 marzo

Le società di capitali sono tenute a versare annualmente e in misura forfettaria la tassa di concessione governativa dovuta sui libri e registri contabili Il 16 marzo di ogni anno le società di capitali, comprese quelle consortili, devono versare la tassa di concessione per la vidimazione dei libri e registri contabili.

Attualità 11 Marzo 2026

L’Agenzia in Trentino-Alto Adige/Südtirol: presentata la nuova direzione regionale

Potenziata la funzione di indirizzo e di governo delle attività operative, con particolare riferimento ai servizi di assistenza, controllo, consulenza legale e supporto alle imprese Presentata ieri la nuova organizzazione dell’Agenzia delle entrate in Trentino-Alto Adige/Südtirol, che prevede l’istituzione della direzione regionale.

torna all'inizio del contenuto