18 Gennaio 2023
Art-bonus, più indizi per determinare l’appartenenza pubblica dell’immobile
Sì all’agevolazione dell’Art bonus nel caso di un istituto di diritto pubblico, costituito in società per azioni, il cui unico socio è un ministero e che possiede un immobile destinato a museo o polo culturale pubblico. Il requisito della ”appartenenza pubblica” degli istituti e dei luoghi della cultura che consente l’accesso alla misura si considera infatti soddisfatto non solo per l’appartenenza allo Stato, alle Regioni e agli altri Enti territoriali, ma anche al ricorrere di altre caratteristiche del soggetto destinatario delle erogazioni. Il via libera dell’Agenzia delle entrate è contenuto nella risposta n. 66 del 18 gennaio 2023.
L’istituto che chiede il chiarimento è nato dalla trasformazione da ente pubblico economico a società per azioni. Fa presente di avere come socio unico il ministero che ne ha voluto la trasformazione e ne detiene l’intero capitale, di operare secondo i principi di trasparenza e pubblicità e che è soggetto alla disciplina del codice dei contratti pubblici.
L’istante ha intenzione bandire un concorso per il progetto di riqualificazione e recupero di un suo immobile dichiarato di interesse storico, per destinarlo a museo e polo culturale pubblico. A fine concorso sarà avviata la procedura per l’affidamento dell’opera di restauro.
Ciò detto chiede se, tenuto conto della sua natura, l’art-bonus sia applicabile alle erogazioni liberali in denaro finalizzate alla realizzazione del suddetto progetto.
L’Agenzia conferma, chi finanzia il recupero della struttura potrà beneficiare del credito d’imposta previsto dal decreto legge n. 83/2014 (articolo 1, comma 1). Il bonus premia, in misura diversa, le persone fisiche, gli enti non commerciali e i titolari di reddito d’impresa che effettuano erogazioni in denaro per sostenere la ristrutturazione, la manutenzione o la realizzazione di beni pubblici dedicati allo svolgimento di attività culturali o dello spettacolo. L’agevolazione spetta anche per le donazioni destinate ai concessionari o affidatari dei beni interessati.
La circolare n. 24/2014 ha specificato per quali scopi è possibile usufruire dell’art-bonus (vedi articolo “Art-bonus a sostegno della cultura. Dall’Agenzia i primi chiarimenti”), mentre, riguardo al requisito di “appartenenza pubblica” degli istituti e dei luoghi della cultura oggetto dell’intervento, la risoluzione n. 136/2017 ha chiarito che la condizione si considera soddisfatta, non solo in virtù dell’appartenenza allo Stato, alle Regioni e agli altri Enti territoriali, ma anche in presenza di altre caratteristiche del destinatario delle erogazioni. Il documento di prassi ne fa alcuni esempi non esaustivi (vedi articolo “Ok all’art bonus se la fondazione è un luogo di cultura pubblica”). L’agevolazione spetta, ad esempio, se il finanziamento è destinato a un soggetto:
- costituito per iniziativa di soggetti pubblici e mantiene una maggioranza pubblica dei soci e partecipanti
- è finanziato esclusivamente con risorse pubbliche
- gestisce un patrimonio culturale di appartenenza pubblica, assegnato in uso al soggetto stesso
- è sottoposto, nello svolgimento delle proprie attività, ad alcune delle regole previste per la pubblica amministrazione, come gli obblighi di trasparenza o il rispetto della normativa in materia di appalti pubblici
- è sottoposto a controllo analogo di una amministrazione pubblica.
In pratica, la porta di accesso al credito d’imposta resta aperta anche per le erogazioni a istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica, con personalità giuridica di diritto privato (come le fondazioni) purché di natura sostanzialmente pubblicistica.
Tornando all’interpello in esame, l’Amministrazione finanziaria, prima del “responso” definitivo, ha ritenuto opportuno acquisire il parere del ministero socio unico e detentore dell’intero capitale dell’istituto.
La consultazione ha confermato le caratteristiche descritte dall’istante – e sopra riportate – riguardo alla sua natura giuridica, alla sua dipendenza economica dall’unico socio (il ministero), alle caratteristiche dell’immobile riconosciuto di interesse storico, all’attuazione del piano industriale nell’ambito del quale è stata deliberata l’indizione di un concorso di progettazione per la riqualificazione e il recupero del bene in questione, con destinazione d’uso a museo e polo culturale pubblico.
In definitiva, l’Agenzia ritiene che esistano i presupposti affinché l’istituto possa essere riconosciuto come di “appartenenza pubblica” e, di conseguenza, per il riconoscimento dell’art-bonus in relazione alle donazioni volte a finanziare gli interventi di manutenzione, protezione e restauro del bene culturale pubblico di cui è proprietario l’istante.
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