Normativa e prassi

12 Maggio 2021

“Cashback”: uno sconto che non configura alcun reddito

Una società che realizza degli accordi di affiliazione di marketing con diverse società di e-commerce in base ai quali pubblica sul proprio Portale inserzioni per l’acquisto di beni e/o servizi offerti dalle stesse cui associa uno “sconto” fruibile sotto forma di Cashback, non dovrà assoggettare ad alcuna imposizione tali somme, non rientrando in nessuna categoria reddituale prevista dal Tuir. Il chiarimento arriva con la risposta dell’Agenzia n. 338 del 12 maggio 2021.

In sintesi, l’istante è una società che opera nel settore del commercio elettronico, attraverso il proprio sito internet mediante il quale garantisce la presenza di inserzioni di beni e servizi in vendita su piattaforme esterne, gestite da terzi. L’istante fa presente che agli utenti registrati al suo Portale viene offerta la possibilità di effettuare gli acquisti sui siti affiliati, ottenendo una percentuale di sconto fruibile in modalità Cashback che sarà riconosciuto, cumulativamente, per più acquisti effettuati anche su siti diversi.

Si tratta in sostanza di una vera e propria forma di incentivo delle vendite dei siti di e-commerce effettuate tramite il Portale, offrendo ai clienti la possibilità di recuperare una quota della spesa sostenuta.
L’Agenzia, quindi, in linea con quanto prospettato dalla società istante, ritiene che il Cashback vada inquadrato nell’ambito degli sconti commerciali, in quanto l’importo rimborsato all’utente ha una funzione di incentivo all’acquisto, riducendo indirettamente il prezzo lordo pagato dal cliente.

Di conseguenza, non essendo configurabile alcuna corresponsione di reddito, la società istante non dovrà operare alcuna ritenuta alla fonte sugli importi erogati.

Condividi su:
“Cashback”: uno sconto che non configura alcun reddito

Ultimi articoli

Normativa e prassi 23 Giugno 2021

Esenzione Irap da “Rilancio” per la società costituita nel 2019

La società nata il 1° ottobre 2019, che ha stabilito una durata di 15 mesi per il primo esercizio sociale, con primo esercizio “a cavallo” (dalla costituzione al 31 dicembre 2020), non deve effettuare i versamenti dell’Irap in scadenza a giugno 2021, ossia il versamento del saldo relativo al periodo d’imposta 1° ottobre 2019 – 31 dicembre 2020 e la prima rata di acconto relativo al periodo d’imposta 1° gennaio 2021 – 31 dicembre 2021.

Normativa e prassi 22 Giugno 2021

“Legge Antispreco”, i chiarimenti sui beni non più commercializzabili

Nell’ambito dei beni ceduti per finalità solidaristiche e ambientali la presenza di imperfezioni, alterazioni, danni o vizi dei prodotti tali da non modificarne l’idoneità all’utilizzo o altri motivi similari, non si riferisce alla locuzione “non più commercializzati”, ma solo all’espressione “non idonei alla commercializzazione”.

Normativa e prassi 22 Giugno 2021

Remissione in bonis al consolidato, se l’omessa opzione è in buona fede

La controllante che, per un semplice disguido, quindi, in buona fede, non ha esercitato tempestivamente l’opzione per il consolidato fiscale per il triennio 2020-2022, cioè nel modello Redditi 2020 (come previsto dall’articolo 119, comma 1, lettera d), del Tuir) può rimediare, avvalendosi della remissione in bonis.

Attualità 22 Giugno 2021

Cfp “automatici”, in arrivo per 1,8 milioni di partite Iva

Disposti i pagamenti dei contributi a fondo perduto riconosciuti in via automatica dall’articolo 1 del decreto “Sostegni-bis” (Dl n.

torna all'inizio del contenuto