Dati e statistiche

11 Marzo 2021

Statistiche fiscali anno d’imposta 2018, con quelle Ires e Irap si chiude il ciclo

Disponibili sul sito del dipartimento delle Finanze le statistiche sulle dichiarazioni Ires e Irap dell’anno d’imposta 2018 presentate nel corso degli anni 2019 e 2020. I dati pubblicati, comprendendo anche le informazioni sulle dichiarazioni Ires presentate dai soggetti che utilizzano il modello Redditi – Enti non commerciali, completano i dati statistici relativi alle dichiarazioni fiscali per l’anno d’imposta 2018.
I dati fiscali tengono conto, precisa il Df, anche delle società di capitali il cui anno d’imposta non coincide con l’anno solare e, conseguentemente, la conclusione del periodo d’imposta 2018 si verifica nel corso del 2019. Le informazioni non risentono, pertanto, della crisi generata dal Covid-19.

Ires
Nell’anno d’imposta 2018 le dichiarazioni delle società di capitali sono state 1.229.010, in crescita rispetto all’anno precedente (+2,6%).
Nell’89,7% delle società di capitali si tratta di una società a responsabilità limitata. Il 64% dei soggetti ha dichiarato un reddito d’impresa rilevante ai fini fiscali, mentre il 29% ha dichiarato una perdita e il 7% ha chiuso l’esercizio in pareggio.
Il reddito fiscale dichiarato, pari a 174,5 miliardi di euro, mostra un leggero incremento (0,7%). Tra i settori in cui si riscontra un incremento del reddito vi sono: “attività dei servizi di alloggio e ristorazione” (+9,4%), “commercio all’ingrosso e dettaglio” (+8,8%) e “costruzioni” (+8,1%).
Nel 2018 le società di capitali hanno dichiarato un imponibile di 140,6 miliardi di euro (-1,8% rispetto al 2017.
Nel 2018 la percentuale delle società di capitali che dichiarano un’imposta è pari al 59,7%, in crescita di oltre un punto percentuale rispetto all’anno precedente; il rimanente 40,3% non ha dichiarato un’imposta o ha un credito.
I contribuenti che hanno presentato il modello “Redditi Enc” per l’anno d’imposta 2018 sono stati 149.539 (-0,88% rispetto all’anno precedente).
Classificando i soggetti in base alla natura giuridica, si rileva che le “Associazioni non riconosciute e comitati” rappresentano il 64% del totale degli enti non commerciali, seguite da “Altri enti ed Istituti” (10% del totale) e dalle “Associazioni riconosciute” (9% del totale).
L’imposta netta totale dichiarata dagli enti non commerciali risulta pari a 778 milioni di euro.

Aiuto alla Crescita Economica
Nel 2018 il rendimento figurativo che dà diritto alla deduzione dal reddito d’impresa del capitale proprio (cosiddetta Ace, “Aiuto alla Crescita Economica”) passa dall’1,6% all’1,5%.
Le società di capitali con diritto alla deduzione Ace sono oltre 312.000 (-2,7% rispetto al 2017), per un ammontare di deduzione spettante di 18,3 miliardi di euro.
La quota di Ace detenuta dai soggetti con ricavi superiori a 50 milioni di euro è pari al 46,1% dell’ammontare complessivo, mentre l’analisi per attività evidenzia che circa il 60,6% dell’Ace spettante proviene complessivamente da due settori: “attività finanziarie ed assicurative” (38,6%, pari a 7,1 miliardi di euro) e “attività manifatturiere” (22,0%, pari a 4 miliardi di euro).

Analisi della deducibilità degli interessi passivi
Gli interessi passivi di periodo iscritti in bilancio ammontano a 30 miliardi di euro (-9,5% rispetto al 2017), mentre quelli afferenti a periodi precedenti, e riportabili in quanto non dedotti precedentemente, ammontano a 39,5 miliardi di euro (+0,2% rispetto al 2017). La quota di interessi deducibili (comprensiva di quelli dei periodi precedenti) è pari a circa 26,1 miliardi di euro (37,7% del totale).
Classificando le società per volume d’affari, si rileva che la percentuale degli interessi deducibili raggiunge il 53% nella classe oltre 25 milioni di euro mentre scende al 13% nella classe da 0 a 200.000 euro.

Patent Box
A partire dall’anno d’imposta 2015 è stata introdotta la possibilità di optare per un trattamento di favore dei redditi derivanti dall’utilizzo di brevetti industriali, marchi, opere di ingegno, processi e disegni industriali. Nel 2017 i marchi d’impresa sono stati esclusi dal regime patent-box; tuttavia sono state previste delle disposizioni di salvaguardia per le opzioni esercitate precedentemente, per le quali rimane aperta una finestra temporale per continuare a sfruttare tale agevolazione entro il 30 giugno 2021. L’opzione ha una durata di 5 esercizi ed è irrevocabile.
Dalle dichiarazioni per il 2018 risultano oltre 1.764 società che hanno utilizzato l’agevolazione per un ammontare di reddito detassato e plusvalenze esenti pari a 4,7 miliardi di euro (1,7 volte il valore del 2017).
L’incremento maggiore si riscontra nei settori “manifatturiero” (1,6 volte il valore del 2017 passando da 2,1 a 3,5 miliardi di euro) e “servizi di informazione e comunicazione” (da 133 a 246 milioni di euro).
Il 74,1% del totale dell’agevolazione è utilizzato nel settore manifatturiero.

Super-ammortamento
Nel 2018 continua ad applicarsi il “super-ammortamento”, che prevede la possibilità di dedurre una maggiore percentuale della quota di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria sugli investimenti in beni materiali strumentali nuovi.
Nel 2018 tale agevolazione è stata fruita da 295.900 società di capitali, per un ammontare di 6,6 miliardi di euro.
Circa il 64% dei fruitori si concentra nelle classi di ricavo comprese tra 100.000 euro e 2.500.000 euro.
L’ammontare dell’agevolazione è concentrato nelle seguenti regioni: Lombardia (31%), Lazio (12%) e Piemonte (11%).
In termini di ammontare, la maggiore deduzione è concentrata (76%) nei seguenti quattro settori: “manifatturiero” (36%), “noleggio, agenzie viaggio e servizi di supporto alle imprese” (20,2%), “commercio all’ingrosso e al dettaglio” (10,3%) e “servizi di informazione e comunicazione” (9,3%).

Iper-ammortamento
Per quanto riguarda l’agevolazione dell’iper-ammortamento, volta a favorire i processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello «Industria 4.0», nel 2018 l’incentivo è stato utilizzato da oltre 17.700 società, per un ammontare di circa 2,3 miliardi di euro.
Nell’ambito del modello “Industria 4.0” è stata prevista anche una maggiorazione del 30% (fino al 2017 era del 40%) sugli investimenti in beni strumentali immateriali che è stata utilizzata da oltre 21.900 soggetti per un ammontare di 342 milioni di euro.

Crediti d’imposta
Per quanto riguarda i principali crediti d’imposta usufruibili dalle società, il credito d’imposta per ricerca e sviluppo dichiarato da 29.200 soggetti per un ammontare di credito spettante nel periodo di 3,4 miliardi di euro (+19,5% rispetto al 2017).
I principali settori in cui si concentra l’ammontare del credito sono: il “manifatturiero” (43,3%), i “servizi di informazione e comunicazione” (13,1%), il “commercio all’ingrosso e al dettaglio” (7,7%) e le “attività professionali, scientifiche e tecniche” (7,5%).
L’analisi per dimensione d’impresa evidenzia che oltre il 57% del credito spettante proviene da piccole e medie imprese, il 12% da micro-imprese mentre soltanto il 16,8% dalle grandi imprese.
Inoltre, per quanto riguarda il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi nel Mezzogiorno11 introdotto con la Legge di Stabilità 2016, dalle dichiarazioni per il 2018 risultano oltre 11.900 soggetti per un ammontare di circa 852 milioni di euro.

Irap
Il numero dei soggetti che hanno presentato la dichiarazione Irap per l’anno d’imposta 2018 è pari a 3.710.017 (-2,9% rispetto al 2017). La contrazione ha interessato in misura prevalente le persone fisiche (-6,2% rispetto al 2017), a causa della crescente adesione al regime forfetario e le società di persone (-4,2% rispetto al 2017).
I soggetti che dichiarano un valore della produzione diverso da zero (al netto delle deduzioni del costo del lavoro) sono 3.220.726 (-2,7% rispetto all’anno precedente), per un ammontare complessivo di circa 408,9 miliardi di euro (+9,3% rispetto al 2017).
L’incremento riguarda in particolare le persone fisiche (+57,4%) e le società di persone (+21,3%) per effetto delle consistenti perdite d’impresa in regime di contabilità semplificata che sono state scomputate nel 2017 a seguito della modifica del criterio di determinazione del reddito da “competenza” a “cassa”.
Per le società di capitali l’incremento del valore della produzione è pari al 6,8%.
La base imponibile totale è risultata pari a circa 457,3 miliardi di euro (+4,5% rispetto al 2017); se si considera la base imponibile dell’attività istituzionale della pubblica amministrazione, costituita dall’ammontare delle retribuzioni corrisposte (pari a 113,5 miliardi di euro), si riscontra un incremento del 3,6%.
L’imposta dichiarata per l’anno 2018 è stata pari a 24,1 miliardi di euro (+4% rispetto al 2017), interamente di competenza di Regioni e Province autonome, con un valore medio pari a 10.830 euro. La distribuzione territoriale sulla base del luogo in cui è svolta l’attività produttiva ha evidenziato che il 52% dell’imposta è prodotta al Nord e il 16% al Sud, in linea con l’andamento dell’anno precedente.
Per quanto riguarda l’anno d’imposta 2018, le deduzioni per lavoro dipendente sono pari a circa 408 miliardi di euro (+3% rispetto al 2017) e sono utilizzate per l’88% dalle società di capitali.

Imprese
Riguardo le società di capitali, il quadro delle statistiche relative all’anno d’imposta 2018 è completo. Si contano 3.396.677 imprese italiane, di cui 1.510.734 ditte individuali, 656.933 società di persone e 1.229.010 società di capitali.

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