Normativa e prassi

1 Marzo 2021

L’imposta sui servizi digitali, ha i “numeri” per passare in cassa

Istituiti, con la risoluzione n. 14 del 1° marzo 2021, i codici tributo per versare, tramite modello F24, l’imposta sui servizi digitali, cosiddetta DST – Digital Services Tax, che ha visto la luce con la legge di bilancio 2019 (articolo 1, commi da 35 a 50, legge n. 145/2018), gli eventuali interessi e sanzioni dovute in caso ravvedimento.
Il provvedimento del 15 gennaio 2021 del direttore dell’Agenzia delle entrate, recependo quanto stabilito dal Dl n. 3/2021, ha definito, al termine di una consultazione pubblica, le modalità applicative e di versamento (vedi articolo “Imposta sui servizi digitali: pronte le regole per partire”).

A regime l’imposta deve essere versata entro il 16 febbraio dell’anno solare successivo a quello in cui sono stati realizzati i ricavi imponibili; per il primo anno di applicazione della tassazione (quindi il 2020), il termine slitta di un mese e cioè al 16 marzo 2021.

I tre nuovi codici tributi sono:

  • 2700” denominato “Imposta sui servizi digitali – articolo 1, commi da 35 a 50, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e s.m.”
  • 2701” denominato “Imposta sui servizi digitali – articolo 1, commi da 35 a 50, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e s.m. – interessi
  • 2702” denominato “Imposta sui servizi digitali – articolo 1, commi da 35 a 50, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e s.m. – sanzione”.

Il loro posto è nella sezione Erario” del modello F24, in corrispondenza e delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, indicando nel campo “anno di riferimento” l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, nel formato “AAAA”.
Se il pagamento è effettuato dal rappresentante fiscale del soggetto passivo o dalla società designata dal gruppo, nella sezione “contribuente” del modello F24 dovranno essere indicati:

  • nel campo “codice fiscale”, il codice fiscale del soggetto passivo
  • nel campo “codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”, il codice fiscale del rappresentante fiscale o della società designata che effettua il pagamento, titolare del conto di addebito
  • nel campo “codice identificativo”, il codice “72”.
Condividi su:
L’imposta sui servizi digitali, ha i “numeri” per passare in cassa

Ultimi articoli

Normativa e prassi 16 Aprile 2021

Vendite a distanza Ue con doppia Iva, le regole per ottenere il rimborso

Una ditta che effettua vendite online di videogiochi, alla quale viene notificato dal Paese estero di destinazione dei beni un avviso di versamento Iva, in quanto ha superato la soglia di 100mila euro, potrà chiedere il rimborso per gli anni accertati, cioè 2015 e 2016, presentando istanza entro due anni dal ricevimento dell’avviso.

Normativa e prassi 16 Aprile 2021

“Affitti”: il fatturato dell’acquirente nella cessione d’azienda con riserva

Una società che nel 2019 cede un bar con riserva e nel 2020 lo riacquisisce dal gestore inadempiente, per la riduzione del fatturato che dà diritto alla fruizione del bonus locazioni dovrà computare la quota del medesimo fatturato derivante dell’azienda oggetto di trasferimento per i mesi di riferimento del credito.

Attualità 16 Aprile 2021

Record di contributi “Sostegni”: il totale erogato supera i 3 miliardi

Più di 1 milione i pagamenti eseguiti dall’Agenzia delle entrate a favore di imprese e lavoratori autonomi, per un importo complessivo che supera i 3 miliardi di euro (3.

Normativa e prassi 16 Aprile 2021

Il fine previdenziale è d’obbligo per fruire della sostitutiva al 7%

Il residente nel Regno Unito, titolare di polizze assicurative estere, che trasferisce la residenza in uno dei Comuni individuati dall’articolo 24-ter del Tuir, non può beneficiare del regime fiscale agevolato previsto dallo stesso articolo (applicazione di un’imposta sostitutiva del 7% per 10 anni): le polizze sono investimenti finanziari che non hanno una finalità previdenziale.

torna all'inizio del contenuto