Attualità

14 Settembre 2020

Audizione alla Camera di Ruffini. Priorità fiscali del Recovery Fund

La sfida che abbiamo davanti e che dobbiamo cogliere è mettere a sistema, rendendole strutturali, le soluzioni innovative sperimentate con successo accelerando gli investimenti negli strumenti di supporto all’interlocuzione a distanza. Semplificazione della legislazione e rafforzamento dei processi di digitalizzazione che consentono un rapido contatto tra fisco e contribuenti, come la stabile adozione dei sistemi di videoconferenza, il lavoro agile, l’appuntamento programmato, lo Smart-Pos per gli esercenti. Sono alcune delle proposte sull’utilizzo del Recovery Fund illustrate di Ernesto Maria Ruffini nell’audizione di  oggi alla Camera.

Il direttore ha ricordato inizialmente che le “Linee guida per la definizione del piano nazionale di ripresa e resilienza” del comitato interministeriale per gli Affari europei prevedono, tra le politiche di supporto ai Paesi a seguito dell’emergenza sanitaria, la riforma del Fisco, puntando, tra l’altro, sulla semplificazione, su un contrasto all’evasione supportato sempre di più dal digitale e sul pieno utilizzo e interoperabilità delle banche dati, nel rispetto della privacy. Fermo restando che le scelte definitive spettano al Parlamento e al Governo, le risorse del Recovery Fund, dunque, potrebbero essere utilizzate per una riforma del Fisco e per un rafforzamento dei processi di digitalizzazione e innovazione, campi sui quali l’Agenzia ha già investito rilevanti risorse negli ultimi anni.
Ha quindi sottolineato l’importanza di una legislazione fiscale più snella per accrescere l’efficienza dell’Amministrazione finanziaria, migliorare il rapporto con i cittadini e aumentare la produttività del sistema Paese. In tal senso si potrebbe intervenire con un’opera di raccolta della frammentata legislazione fiscale, mediante la definizione di pochi testi unici per materia, da far confluire in un unico codice tributario.
Oltre alla semplificazione normativa, è nel campo dell’innovazione e della digitalizzazione che si possono realizzare dei veri e propri interventi strutturali a beneficio dell’intera collettività
Il direttore Ruffini evidenzia, infatti, che sono proprio i cambiamenti “digitali” intervenuti negli ultimi anni, fra cui il 730 precompilato, la fatturazione elettronica, corrispettivi telematici, che hanno determinato un rinnovamento molto significativo dell’Amministrazione finanziaria, cambiando il rapporto tra Fisco e cittadini. Inoltre, l’esperienza di questo periodo emergenziale ha evidenziato l’importanza di investire in un fisco sempre più telematico per migliorare ulteriormente il rapporto con cittadini, professionisti e imprese.
In estrema sintesi il principale canale di fruizione dei servizi fiscali deve essere quello telematico. Sarà necessario, quindi, garantire il massimo sostegno nell’utilizzo dei software, potenziando l’help desk tecnico, anche tramite la creazione di nuove strutture specializzate. Gli uffici dovranno adottare sempre di più un modello di accoglienza basato sull’appuntamento in luogo dell’accesso fisico “a vista”, da riservare ai casi urgenti. Inoltre si dovrà puntare su un sistema di “assistenza telefonica diffusa”, per tutti coloro che devono contattare l’ufficio per avere informazioni specifiche sulla propria posizione fiscale o su una pratica in trattazione.

Lavoro agile, pagamento elettronico, ausili al patrimonio informativo
Ulteriori investimenti quindi, nell’ambito del processo innovativo e digitale della Pa potrebbero interessare ad esempio lo svolgimento della prestazione lavorativa, da parte dei dipendenti dell’Agenzia, in modalità “agile”, o favorire l’uso di strumenti elettronici di pagamento che uniscono le esigenze semplificative con un contrasto all’evasione più puntuale. Al riguardo sarebbe utile rafforzare le modalità automatizzate per accedere al patrimonio informativo attualmente disponibile.

Le risorse del Recovery Fund potrebbero quindi essere utilizzate per:

  • potenziare i servizi di videoconferenza e di collaborazione a distanza già sperimentate con successo
  • trasformare le dotazioni informatiche a disposizione dei dipendenti, puntando a dispositivi mobili, utilizzabili sia in ufficio sia a casa o in altri luoghi fisici, con soluzioni e opzioni differenziate in base alle mansioni
  • potenziare la rete aziendale, per migliorare la connettività interna ed esterna, rispetto alle crescenti esigenze di digitalizzazione
  • fornire un’adeguata formazione al personale per l’adozione delle modalità di gestione del lavoro agile

Una seconda iniziativa in tema di digitalizzazione evidenziata nel corso dell’audizione riguarda l’incentivo all’utilizzo di strumenti elettronici per la regolazione delle transazioni sui corrispettivi telematici. In particolare, il comma 5-bis dell’articolo 2 del Dlgs n. 127/2015 ha previsto l’introduzione, di “sistemi evoluti di incasso, attraverso carte di debito e di credito e altre forme di pagamento elettronico, dei corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi”, demandando a un provvedimento dell’Agenzia di prossima emanazione le regole attuative e le caratteristiche tecniche di tali sistemi.
Al riguardo, l’Agenzia ha avviato un dialogo con alcuni operatori che offrono sistemi di pagamento elettronico (Pos) per  acquisire gli elementi necessari a emanare il citato provvedimento e le relative specifiche tecniche.
Alcuni Pos evoluti (smart-Pos) sono già in grado di unificare in un unico strumento le funzioni di terminale di pagamento con funzionalità aggiuntive, che coadiuvano le operazioni di registratore di cassa e potrebbero essere adeguati alle regole tecniche necessarie per la memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi, affiancandosi così ai registratori telematici e alla procedura web messa a disposizione dall’Agenzia per gli esercenti.
Tenuto conto che ad oggi la diffusione degli smart-Pos è solo parziale, si potrebbero prevedere degli incentivi, magari da finanziare mediante il Recovery Fund, per favorire l’acquisizione e l’utilizzo di tali strumenti da parte degli operatori economici.

La terza iniziativa in tema di destinazione delle risorse provenienti dai fondi Ue, riguarda il potenziamento degli strumenti di ausilio all’attività di controllo.
L’Agenzia è impegnata a realizzare una complessiva strategia di sviluppo di tecniche di analisi sui cosiddetti “big data”, finalizzata a superare i tradizionali controlli basati sugli “incroci” a favore di approcci innovativi e diversificati. Sono state realizzate, ad esempio, metodiche di individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione, attraverso un processo di interconnessione di informazioni strutturate e non strutturate presenti nei data base. I positivi risultati sono stati ottenuti grazie a machine learning e intelligenza artificiale, che hanno reso più precisi  e affidabili i processi di selezione dei contribuenti da sottoporre ad accertamento, estraendo profili a maggior rischio fiscale che non è possibile intercettare mediante tecniche tradizionali.
Puntare su queste conoscenze rappresenta una priorità strategica e un’opportunità di rilievo per l’Agenzia in quanto possono incrementare in maniera i processi di contrasto all’evasione, la promozione della tax compliance, riducendo la spesa pubblica.

Tassazione per cassa e superamento degli acconti Irpef
Il direttore, poi ha analizzato una possibile riforma della modalità di determinazione dell’Irpef da parte degli operatori economici titolari di partita Iva, che porterebbe al superamento dell’attuale versamento dell’imposta con il sistema degli acconti (pagati in due rate) e del saldo. Si tratta di un sistema di tassazione per cassa che potrebbe prevedere un versamento delle imposte mese per mese sulla base di quanto si incassa effettivamente e al netto di quanto si spende per svolgere la propria attività, favorendo così gli investimenti in beni strumentali, i cui costi potrebbero essere subito dedotti dal reddito.
Le persone fisiche titolari di partita Iva potrebbero così evitare l’attuale meccanismo degli acconti e dei saldi d’imposta che non rispecchiano l’effettivo andamento delle loro attività.

In sostanza, il sistema basato sul principio di cassa, oltre a soddisfare esigenze di semplicità, costituirebbe anche la scelta più corretta sul piano della coerenza costituzionale in tema di capacità contributiva, con un meccanismo di tassazione basato sulla valorizzazione degli incassi effettivi e delle spese realmente sostenute. Tale sistema potrebbe essere rivolto in un primo momento alle imprese minori in contabilità semplificata e alle persone fisiche in regime di vantaggio e in regime forfetario, con una possibile estensione anche ai lavoratori autonomi, con esclusione delle società di capitali.

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