Attualità

28 Agosto 2020

Bonus pubblicità: in arrivo nuovo modello e istruzioni

È stato pubblicato, sui siti internet dell’Agenzia delle entrate e del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del consiglio dei ministri, il nuovo modello, con  le relative istruzioni,  per presentare la comunicazione per richiedere il credito d’imposta per investimenti pubblicitari. L’aggiornamento è stato reso necessario in considerazione delle importanti novità apportate alla norma istitutiva dell’agevolazione (articolo 57-bis del Dl n. 50/2017) dall’articolo 186 del decreto “Rilancio” (vedi articolo “Dl “Rilancio” a piccole dosi – 6 i bonus per editori e rivenditori”).

Novità per  l’anno 2020: investimenti agevolabili e misura del credito d’imposta
Limitatamente all’anno 2020, il credito d’imposta è concesso, ai medesimi soggetti previsti dalla norma istitutiva dell’agevolazione (imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali), nella  misura  del 50% del valore degli investimenti effettuati (a “regime”, invece, è concesso nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati): non è necessario, pertanto, aver sostenuto nell’anno precedente analoghi investimenti sugli stessi mezzi di informazione, requisito invece previsto per il riconoscimento del credito d’imposta “a regime”. Viene meno, di conseguenza, anche il requisito del valore incrementale degli stessi investimenti (superiore di almeno l’1% rispetto al valore di quelli effettuati nell’anno precedente).
Altra novità riguarda la natura degli investimenti agevolabili: per l’anno 2020, infatti, l’agevolazione è stata estesa anche agli investimenti sulle emittenti televisive e radiofoniche nazionali non partecipate dallo Stato.

Limiti e condizioni
L’agevolazione per il 2020 è concessa nel limite di 40 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, e nel limite di 20 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle  emittenti  televisive  e radiofoniche  locali  e  nazionali, analogiche o  digitali, non partecipate dallo  Stato.
Resta fermo il riconoscimento del credito d’imposta nei limiti del regime “de minimis” previsto dai Regolamenti europei. Continuano ad applicarsi, inoltre, per i profili non derogati, le norme previste dal regolamento di cui al Dpcm n. 90/2018.

Termini e modalità per la presentazione delle istanze
Alla luce delle novità introdotte, il legislatore ha previsto una nuova finestra temporale per l’invio delle comunicazioni telematiche per l’accesso al credito d’imposta: per l’anno 2020, la comunicazione va presentata dal 1° al 30 settembre 2020. Le comunicazioni telematiche già presentate nel periodo compreso tra il 1° e il 31 marzo 2020 restano valide e il relativo credito d’imposta richiesto, determinato a marzo con i criteri di calcolo allora previsti, sarà rideterminato con i nuovi criteri. È comunque possibile presentare a settembre una nuova comunicazione per sostituire quella presentata a marzo 2020.
Le funzionalità per inviare la comunicazione e per consultare l’importo del credito d’imposta ricalcolato sono disponibili nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate, accessibile con le credenziali Spid, Entratel e Fisconline, o con la Carta nazionale dei servizi.

La dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati, con la quale si dichiara che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato, dovrà essere presentata invece nei termini ordinari (dal 1° al 31  gennaio 2021).

Utilizzo
Dopo la presentazione delle dichiarazioni sostitutive, il credito d’imposta è riconosciuto con provvedimento del dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, pubblicato sul sito istituzionale dello stesso, ed è utilizzabile unicamente in compensazione, a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla suddetta pubblicazione, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Il codice tributo da utilizzare è “6900”, istituito dall’Agenzia delle entrate con risoluzione n. 41/2019 (vedi articolo “Credito d’imposta pubblicità, il codice tributo per l’utilizzo”).

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito internet del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria dove sono disponibili le faq e l’elenco – pdf dei soggetti ammessi alla fruizione del credito d’imposta per l’anno 2019.

Condividi su:
Bonus pubblicità: in arrivo nuovo modello e istruzioni

Ultimi articoli

Normativa e prassi 16 Aprile 2021

Vendite a distanza Ue con doppia Iva, le regole per ottenere il rimborso

Una ditta che effettua vendite online di videogiochi, alla quale viene notificato dal Paese estero di destinazione dei beni un avviso di versamento Iva, in quanto ha superato la soglia di 100mila euro, potrà chiedere il rimborso per gli anni accertati, cioè 2015 e 2016, presentando istanza entro due anni dal ricevimento dell’avviso.

Normativa e prassi 16 Aprile 2021

“Affitti”: il fatturato dell’acquirente nella cessione d’azienda con riserva

Una società che nel 2019 cede un bar con riserva e nel 2020 lo riacquisisce dal gestore inadempiente, per la riduzione del fatturato che dà diritto alla fruizione del bonus locazioni dovrà computare la quota del medesimo fatturato derivante dell’azienda oggetto di trasferimento per i mesi di riferimento del credito.

Attualità 16 Aprile 2021

Record di contributi “Sostegni”: il totale erogato supera i 3 miliardi

Più di 1 milione i pagamenti eseguiti dall’Agenzia delle entrate a favore di imprese e lavoratori autonomi, per un importo complessivo che supera i 3 miliardi di euro (3.

Normativa e prassi 16 Aprile 2021

Il fine previdenziale è d’obbligo per fruire della sostitutiva al 7%

Il residente nel Regno Unito, titolare di polizze assicurative estere, che trasferisce la residenza in uno dei Comuni individuati dall’articolo 24-ter del Tuir, non può beneficiare del regime fiscale agevolato previsto dallo stesso articolo (applicazione di un’imposta sostitutiva del 7% per 10 anni): le polizze sono investimenti finanziari che non hanno una finalità previdenziale.

torna all'inizio del contenuto