Normativa e prassi

30 Luglio 2020

Cessioni di vino, aceto e olio: ammesse al regime Iva speciale

Un agricoltore che produce e commercializza vini, aceto e olio, derivanti dalla coltivazione di viti e ulivi propri, potrà applicare il regime Iva speciale previsto per i produttori agricoli, consistente nella detrazione forfetizzata dell’Iva assolta sugli acquisti, determinata applicando le percentuali di compensazione stabilite con decreto del ministro delle Finanze di concerto con il ministro delle Politiche agricole (articolo 34 del Dpr n. 633/1972). Tali produzioni, come anche precisato con la circolare n. 44/2002, rientrano infatti tra quelle strumentali e funzionali all’attività principale che il legislatore ha voluto incentivare, in quanto rappresentano una valorizzazione dei beni agricoli coltivati. I prodotti inoltre sono inclusi nella Tabella A, parte I, allegata al Dpr n. 633/1972 che beneficiano dell’aliquota Iva ridotta. È una delle precisazioni contenute nella risposta n. 228/E del 28 luglio 2020.

In sintesi, i dubbi, chiariti dall’Agenzia, riguardano il corretto trattamento fiscale ai fini Iva e delle imposte dirette delle seguenti attività:

  • quelle già svolte dall’istante (coltivazione di viti, ulivi e cedri finalizzati alla produzione di vino, olio e marmellate, confezioni di cesti regalo utilizzando sia beni propri sia acquistati da terzi, visita occasionale delle cantine e dell’azienda agricola con eventuale degustazione dei prodotti)
  • l’attività di visita delle cantine con degustazione qualora sia svolta in futuro in modo non occasionale
  • l’attività di “fattorie didattiche” che intende intraprendere.

Attività già svolte dall’istante
Oltre alla produzione e commercializzazione di vino e olio che come già precisato rientrano a pieno titolo nel regime Iva speciale, riguardo alla marmellata di cedro, parimenti prodotta e venduta dall’istante, l’Agenzia rileva che tale alimento non è incluso tra i prodotti elencati nella citata Tabella A, Parte I, allegata al Dpr n. 633/1972, pertanto l’attività sconterà le modalità ordinarie del regime analitico con applicazione dell’Iva sui corrispettivi con aliquota del 10% prevista dalla Tabella A, Parte III, n. 73), allegata al decreto Iva.

Per quanto concerne l’attività, occasionale e accessoria, di confezionamento e commercializzazione di cesti regalo, utilizzando sia beni di produzione propria che beni acquistati da terzi, il documento di prassi ricorda che, come già chiarito con la circolare n. 44/2002, nel caso in cui il prodotto sia acquistato da altre persone viene meno il legame di accessorietà e strumentalità con la coltivazione del fondo. Di conseguenza, non potrà beneficiare del regime Iva speciale ma troverà applicazione il regime dell’impresa mista (articolo 34, comma 5, Dpr n. 633/1972) e l’istante quindi dovrà applicare le “percentuali di compensazione” per i prodotti propri e il “regime analitico” citato per i prodotti acquistati da terzi.

Ai fini Irpef, l’Agenzia precisa che le attività di produzione e commercializzazione di vino, aceto, olio d’oliva e marmellata di cedro, ottenuti esclusivamente con frutti derivanti dalla coltivazione del proprio fondo, rientrano nell’articolo 32, comma 2, lettera c) del Tuir e devono essere tassate su base catastale.
Per la conservazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli per i cesti regalo è rilevante la connessione con l’attività agricola che fa rientrare le somme nel reddito agrario (articolo 32 del Tuir). In assenza di tale elemento le attività in questione producono reddito d’impresa da determinarsi analiticamente e sono, quindi, esclusi anche dall’applicazione del regime forfettario di cui all’articolo 56-bis del Tuir. Tuttavia, nel caso in cui la commercializzazione di prodotti acquistati da terzi è solo occasionale, come indicato dall’istante, si genera un “reddito diverso” (articolo 67 comma 1, lettera i) del Tuir), calcolato dalla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo di imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione. Infatti, considerati chiarimenti contenuti nella circolare n. 44/2004, l’attività di vendita di prodotti acquistati da terzi non esercitata congiuntamente ad un processo di manipolazione o trasformazione non può inquadrarsi come attività agricola connessa a quella principale, ma come un’attività per la quale manca ogni connessione con l’attività agricola principale.

Ai fini Irap, essendo la predetta attività non esercitata congiuntamente ad alcun processo di manipolazione o trasformazione ed effettuata in maniera occasionale, manca il presupposto oggettivo del tributo, ossia l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata (articolo 2, comma 1, del Dlgs n. 446/1997).

Con riferimento, inoltre, all’attività di visita occasionale delle cantine e dell’azienda agricola con eventuale degustazione dei prodotti l’Agenzia ritiene che si applichino le misure fiscali proprie dell’attività agrituristica (articolo 5 della legge n. 413/1991).

Fra le precisazioni fornite dall’Agenzia sulle attività da intraprendere (visita cantine con degustazione non occasionale e fattorie didattiche) si ricorda la necessità di separare le attività (articolo 36, comma 3, Dpr n. 633/1972).
Con riferimento alle “fattorie didattiche”, inoltre, essendo l’istante inserita nell’elenco regionale degli organismi che svolgono prestazioni di natura educativa riconosciuta da programmi statali o regionali, l’Agenzia ritiene che tali attività siano esenti dall’Iva, ai sensi dell’articolo 10, n. 20), Dpr n. 633/1972. Ne consegue, in tale ipotesi, l’applicabilità del meccanismo del pro-rata (articolo 19-bis del Dpr n. 633/1972).

Condividi su:
Cessioni di vino, aceto e olio: ammesse al regime Iva speciale

Ultimi articoli

Normativa e prassi 26 Novembre 2020

Meccanismi transfrontalieri, le regole quando c’è l’obbligo di notifica

Le istruzioni, dedicate a intermediari e contribuenti, sulle informazioni fiscali relative ai meccanismi transfrontalieri soggetti a obbligo di notifica da comunicare all’Agenzia.

Attualità 26 Novembre 2020

Bonus pubblicità: arrivano in rete “prenotati” e importo assegnato

Pubblicato sul sito del Dipartimento per l’informazione e l’editoria l’elenco dei richiedenti il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari per l’anno 2020 inviato dall’Agenzia delle entrate quale canale di “transito” delle domande presentate.

Normativa e prassi 26 Novembre 2020

L’Inps chiede, l’Agenzia provvede: abolita la causale contributo “Foin”

Con la risoluzione n. 74/E del 26 novembre 2020, in risposta alla specifica richiesta dell’Inps, l’Agenzia delle entrate ha soppresso la causale contributo che consentiva ai datori di lavoro di versare, tramite F24,  le quote di Tfr al Fondinps per queii lavoratori che non hanno espresso la volontà di aderire alla previdenza complementare, nei settori in cui non sono operativi i fondi negoziali previsti dagli accordi o dai contratti collettivi.

Attualità 25 Novembre 2020

Contributi a fondo perduto e ristori: il totale pagato sfiora gli 8,3 miliardi

In meno di un mese, l’Agenzia delle entrate ha disposto 312mila bonifici relativi ai contributi automatici previsti dal primo Dl “Ristori”, per un importo di 1,6 miliardi di euro, a cui si aggiungono i 2,4 milioni di euro in ossequio al decreto “Rilancio”, per un valore di 6,6 miliardi di euro.

torna all'inizio del contenuto