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Ruffini in audizione-web alla Camera sulle misure anti-Covid delle Agenzie

È online, sul sito delle Entrate, l’audizione di Ernesto Maria Ruffini, tenutasi in videoconferenza in commissioni riunite Finanze e Attività produttive alla Camera dei deputati, durante la quale il direttore dell’Agenzia delle entrate e presidente dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, ha ripercorso i principali interventi normativi di carattere fiscale messi in atto, dallo scorso mese di febbraio, per permettere ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori dipendenti e autonomi, di affrontare i disagi economici e sociali conseguenti alla diffusione dell’emergenza sanitaria e le relative misure di contenimento del rischio.
Nell’indagine conoscitiva sulle misure per il sostegno del sistema finanziario con riferimento all’aspetto tributario e della riscossione, connesse alla situazione determinatasi dall’epidemia da Covid-19, il direttore Ernesto Maria Ruffini ha focalizzato l’attenzione sull’impegno congiunto di Agenzia delle entrate e Agenzia entrate-Riscossione nel dare attuazione alle varie disposizioni legislative fiscali che sono state emanate, al fine di agevolare il rapporto tra fisco e contribuenti nel contesto dell’emergenza epidemiologica.

Il direttore ha rappresentato ai membri della Commissione che l’Agenzia delle entrate, per venire incontro alle richieste di chiarimento dei contribuenti, della stampa specializzata,  delle associazioni di categoria e degli stessi uffici delle Entrate, nonché per fornire un quadro sistematico delle diverse misure fiscali introdotte in questa fase emergenziale nell’arco di poche settimane (si vedano i vademecum “Cura Italia” e “Liquidità imprese”), ha emanato diversi documenti di prassi per illustrare la portata delle previsioni fiscali che interessano i contribuenti e quella delle norme che hanno effetto sulle attività degli uffici.
Questi i documenti di prassi adottati:

Dopo la dettagliata disamina riguardante la documentazione dell’Agenzia messa a disposizione dell’utenza, delle associazioni di categoria e dei professionisti il direttore si è soffermato, tra l’altro, sui crediti d’imposta e sulle misure agevolative introdotte dai decreti “Cura Italia” e “Liquidità” a sostegno di imprese e lavoratori, nonché incentivi fiscali per le erogazioni liberali a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza epidemiologica.
Tra questi ricordiamo il credito d’imposta per botteghe e negozi, quello per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro e per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro, l’istituzione del “premio” per il mese di marzo in favore dei lavoratori dipendenti con un reddito non superiore a 40mila euro annui, il trattamento fiscale in deroga previsto per le erogazioni liberali in denaro o natura destinate al finanziamento degli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19.

Fin dall’inizio della fase emergenziale – ha proseguito il direttore – l’Agenzia delle entrate ha sospeso l’invio nei confronti dei contribuenti degli atti conseguenti alle diverse attività di controllo, tra cui, in particolare, le comunicazioni degli esiti dei controlli automatizzato e formale delle dichiarazioni (c.d. “avvisi bonari”). Tale sospensione, pur non essendo espressamente inizialmente prevista da diposizioni normative è stata attuata per non porre ulteriori adempimenti a carico dei contribuenti in questa fase così delicata per tutto il Paese”, ricordando che sono state sospese circa 300mila lettere di compliance per i riscontri delle comunicazioni periodiche Iva e 250mila “avvisi bonari” che derivano dai controlli automatizzati delle dichiarazioni.

Il decreto “Cura Italia”, ha ricordato il direttore, ha previsto, tra l’altro, la sospensione dall’8 marzo al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso e ha disposto la proroga biennale dei termini di prescrizione e decadenza per l’accertamento relativo alle annualità in scadenza al 31 dicembre 2020.
L’Agenzia delle entrate, vista la particolare situazione sociale conseguente all’epidemia in atto e tenuto anche conto di tale proroga, ha sospeso le attività di liquidazione, controllo e accertamento, ad eccezione di quelle indifferibili e urgenti. Questo ha comportato la sospensione della notifica di circa 15mila accertamenti ordinari, 200mila accertamenti parziali automatizzati e 4,7mila procedimenti di adesione.
La ripresa delle attività di liquidazione, controllo, accertamento e riscossione dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia delle entrate Riscossione, ha evidenziato il direttore, avrà luogo dal 1° giugno.

Il direttore Ruffini, nell’ultima parte della sua esposizione, ha rappresentato gli interventi messi in atto per il mantenimento delle funzionalità dell’Agenzia e il rafforzamento dei servizi ai contribuenti attraverso l’introduzione del lavoro agile quale forma di lavoro ordinario a tutela della salute pubblica e garanzia della continuità dell’azione amministrativa. Al tal fine, sono stati adottati provvedimenti indirizzati verso la riduzione della permanenza in ufficio dei dipendenti di entrambe le Agenzie, l’adozione di criteri di turnazione del personale, la riduzione al minimo degli accessi fisici presso gli uffici, limitando, in via precauzionale e preventiva, ogni situazione di possibile contagio da Covid-19, potenziando canali alternativi al contatto diretto. In particolare, sono state introdotte specifiche modalità semplificate per la fruizione dei servizi, valide in questo periodo emergenziale, e dirette a privilegiare la relazione “a distanza”, per via telematica o tramite contatto telefonico (vedi articolo “Emergenza Covid-19: via Pec o email i “servizi essenziali” sono garantiti”).
Il rinnovato modello organizzativo e gestionale adottato in questa fase emergenziale, ha evidenziato il direttore, va nella direzione di far evolvere ulteriormente il rapporto tra fisco e cittadino, anche grazie all’utilizzo sistematico e più “intensivo” dei nuovi strumenti che la tecnologia rende via via disponibili e in quest’ottica, molte delle soluzioni attualmente in fase di studio o di prima applicazione, rimarranno “a regime”, entrando a far parte delle ordinarie modalità di colloquio con gli utenti (ad esempio, l’utilizzo di sistemi di videoconferenza a completamento della fase istruttoria o per la realizzazione degli appuntamenti non più effettuabili in presenza).