22 Febbraio 2017
Fideiussioni e decreti ingiuntivi:niente alternanza tra Iva e registro
Normativa e prassi
Fideiussioni e decreti ingiuntivi:
niente alternanza tra Iva e registro
Il più recente orientamento della Cassazione afferma l’irrilevanza, in ambito tributario, della natura accessoria dei contratti di garanzia, privilegiando l’autonomia dei singoli negozi
Il chiarimento è contenuto nella risoluzione n. 22/E del 22 febbraio 2017, con cui la direzione centrale Normativa dell’Agenzia delle Entrate ha risposto alla richiesta di consulenza giuridica formulata da un proprio ufficio in merito alla possibilità di definire alcune liti pendenti scaturite dall’impugnazione di avvisi di liquidazione su atti giudiziari.
Sulla questione della tassazione, ai fini dell’imposta di registro, dei decreti ingiuntivi emessi a favore del fideiussore escusso dal creditore del rapporto obbligatorio principale, va registrato il mutato orientamento della Corte di cassazione. Secondo alcune recenti pronunce (per lo più del 2014), tali atti giudiziari, in virtù della “natura accessoria della fideiussione in relazione al rapporto obbligatorio principale”, scontano l’imposta di registro in misura fissa, in applicazione del principio di alternatività Iva/registro.
Di contro, la sentenza 17237/2013 aveva affermato l’irrilevanza in ambito tributario della natura accessoria del contratto di fideiussione, dando importanza, invece, all’autonomia del singolo negozio.
A definire poi il radicale cambio di orientamento, la sentenza 20266/2015, secondo la quale la complessiva operazione è divisibile in più rapporti, distinti e autonomi: tra creditore e debitore principale; tra creditore e garante; tra garante e debitore. In particolare, viene evidenziato che, nel rapporto tra garante e debitore, il decreto ingiuntivo ottenuto dal primo (escusso dal creditore garantito nei confronti del debitore principale) va registrato con aliquota proporzionale al valore della condanna, in quanto il titolo giudiziario ottenuto non ha a oggetto il pagamento di corrispettivi o prestazioni soggetti a Iva: quando il fideiussore chiede l’emissione del decreto ingiuntivo non fa valere il credito da corrispettivo per la prestazione di servizi resa al debitore (cioè, la garanzia), “ma si limita a esercitare i diritti già spettanti al creditore, a seguito del pagamento da lui eseguito”.
Le stesse conclusioni sono state espresse anche in ulteriori pronunce del 2015.
Di qui, il non coinvolgimento del principio di alternatività Iva/registro e la conseguente applicazione del Registro nella misura del 3%.
Clementina Capone
pubblicato Mercoledì 22 Febbraio 2017
Ultimi articoli
Normativa e prassi 18 Giugno 2026
Cessione con Superbonus, conta la data di acquisto dell’immobile
L’imponibilità della plusvalenza scatta in relazione alla destinazione dell’unità immobiliare e al suo perdurare nel tempo nel decennio antecedente all’alienazione del bene Con la risposta a interpello n.
Normativa e prassi 18 Giugno 2026
Bonus carburanti per la pesca, pronte le regole per l’accesso
Stabilite le modalità per fruire del contributo statale concesso alle imprese ittiche sotto forma di credito d’imposta e forniti i chiarimenti sulle spese ammesse al beneficio e sui limiti da rispettare Pubblicato in Gazzetta ufficiale (n.
Attualità 17 Giugno 2026
Fatture false via Pec: è il nuovo phishing in circolazione
Il link malevolo contenuto nella mail non è visibile nel file, ma viene creato al passaggio del mouse, rendendo più difficile identificarlo Individuata una nuova campagna di phishing che usa false fatture elettroniche.
Attualità 17 Giugno 2026
730 e Redditi Pf precompilati, ultimi giorni per annullare l’invio
Il 22 giugno è l’ultimo giorno utile per revocare il 730 precompilato inviato via web.
