Dati e statistiche

16 Febbraio 2017

Catasto, nel 2016 addio alla carta:digitalizzazione e informatizzazione

Dati e statistiche

Catasto, nel 2016 addio alla carta:
digitalizzazione e informatizzazione

Ricerche nelle banche dati online, invio telematico degli atti di aggiornamento e archiviazione documentale: ecco come è cambiato l’ufficio che si occupa di territorio in Italia

Catasto, nel 2016 addio alla carta:|digitalizzazione e informatizzazione

Cinquantadue milioni di consultazioni sulle banche dati catastali, 47 su quelle di Pubblicità immobiliare, una rendita catastale aggiornata per 63 milioni di unità immobiliari. Sono solo alcuni numeri che permettono di avere un’idea del volume delle attività catastali e ipotecarie che hanno coinvolto l’Agenzia delle Entrate nell’anno appena trascorso. Il 2016 è stato l’anno che ha dato una decisa accelerazione al processo di digitalizzazione e informatizzazione del Catasto e della Pubblicità immobiliare, grazie soprattutto all’introduzione dell’archiviazione digitale degli atti di aggiornamento catastale e dei registri, che ha mandato in soffitta quella cartacea a favore di un sistema più moderno ed efficiente.
 
Il Catasto celebra il suo anniversario e guarda al futuro
Il 2016 si è aperto con un evento che ha celebrato i 130 anni del Catasto, un convegno che ha ripercorso e analizzato le tappe fondamentali dell’evoluzione del sistema catastale italiano, per affrontare al meglio le sfide future e le opportunità offerte dalla tecnologia.
Guardando indietro nel tempo, non si è potuto fare a meno di notare i cambiamenti che negli ultimi anni sono stati realizzati, con notevoli vantaggi sia per l’Agenzia sia per le categorie professionali e i cittadini, grazie a importanti innovazioni che hanno portato a una maggiore semplificazione e a un maggiore efficientamento della macchina amministrativa.
 
Dal 31 marzo 2014, i contribuenti abilitati ai servizi Fisconline ed Entratel dell’Agenzia possono consultare gratuitamente e comodamente dal proprio pc le informazioni relative alla casa di loro proprietà, come la visura catastale, la mappa con la particella terreni, la planimetria dell’unità immobiliare, l’ispezione ipotecaria e il titolo se inviato telematicamente.
Inoltre, le mappe catastali possono essere acquistate direttamente online, senza bisogno di recarsi in ufficio.
 
Dall’11 maggio 2015, i Comuni possono accedere gratuitamente alle planimetrie catastali degli immobili per i controlli urbanistici e la gestione della fiscalità immobiliare locale, mentre dal 9 novembre 2015, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile la superficie catastale nelle visure delle unità immobiliari censite nelle categorie dei gruppi A, B e C (una novità che interessa circa 57 milioni di immobili).
 
Tutti i numeri del 2016
Dal 1° giugno 2015, gli atti di aggiornamento catastale viaggiano esclusivamente online: i professionisti possono inviare gli atti di aggiornamento solo via internet, utilizzando il software messo a disposizione dalle Entrate, direttamente dal proprio ufficio, senza doversi recare presso gli sportelli, in ogni giorno della settimana e in qualunque momento della giornata.
Tecnici e istituzioni possono eseguire online anche la registrazione, la trascrizione e la voltura degli atti immobiliari, grazie all’Adempimento unico telematico.
 
Nel 2016 sono stati presentati telematicamente 1.366.154 atti di aggiornamento del catasto fabbricati, 319.035 del catasto terreni, 3.123.781 formalità ipotecarie e 368.928 cancellazioni ipotecarie semplificate.
Le consultazioni effettuate nelle banche dati catastali sono state, invece, 52.209.269, di cui il 91,1% online, mentre quelle nelle banche dati di Pubblicità immobiliare hanno toccato quota 47.380.459, di cui il 93,4% è avvenuto telematicamente.
 
L’archiviazione digitale manda in pensione la carta
Nel 2016, l’Agenzia ha introdotto due importanti novità nell’ambito dei processi di archiviazione dei documenti. In particolare, dal 2 maggio, l’archiviazione degli atti di aggiornamento catastale avviene in maniera informatica, nell’ambito del Sistema di conservazione dei documenti digitali, che ha permesso di interrompere quella cartacea.
Anche i documenti di Pubblicità immobiliare, quelli cioè che interessano, ad esempio, le trascrizioni e le iscrizioni ipotecarie, le cancellazioni e le altre formalità relative ai beni immobili, sono conservati digitalmente dal 31 ottobre, con notevoli vantaggi in termini di trasparenza, efficienza e spending review.
 
L’innovazione non si ferma
Nell’anno appena passato, l’Agenzia delle Entrate ha cercato di agevolare anche il lavoro dei professionisti, realizzando una piattaforma, la “Scrivania del territorio”, che li assiste nelle attività di compilazione e controllo degli atti di aggiornamento delle banche dati catastale e ipotecaria.
Grazie a questa interfaccia unica, gli utenti non devono più scaricare archivi di supporto dal sito istituzionale delle Entrate per la compilazione delle dichiarazioni e, allo stesso tempo, hanno a disposizione una serie di servizi per lo scambio di informazioni con le banche dati catastale e ipotecaria.
 
Nel corso dell’anno, inoltre, sono state implementate le altre attività in cantiere, come l’Archivio nazionale dei numeri civici delle strade urbane, l’Anagrafe dei titolari (che permetterà di definire la corretta identificazione degli intestatari degli immobili) e il Sistema integrato del territorio.
Quest’ultimo rappresenta un’evoluzione dell’attuale sistema catastale e cartografico e consentirà la predisposizione di un complesso database, utile alla gestione integrata delle informazioni relative al patrimonio immobiliare italiano, dando vita a un sistema aperto e integrato per la condivisione e lo scambio di informazioni con gli enti che gestiscono il territorio e la fiscalità immobiliare.

Fabio Brocceri

pubblicato Lunedì 20 Febbraio 2017

Condividi su:
Catasto, nel 2016 addio alla carta:digitalizzazione e informatizzazione

Ultimi articoli

Normativa e prassi 24 Settembre 2022

In Gazzetta il “decreto Aiuti ter”, altre misure contro il caro energia

Articolo Contenuto 1 Bonus energetici alle impreseProrogati temporalmente e potenziati quantitativamente i contributi straordinari alle imprese per l’acquisto di energia e gas, riconosciuti sotto forma di credito d’imposta: per quelle “energivore”, il bonus è pari al 40% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata e utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022 (per il periodo luglio-settembre è stato al 25%); per le “gasivore”, il bonus è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022, per usi energetici diversi da quelli termoelettrici (per il terzo trimestre è stato al 25%); per le imprese “non energivore” dotate di contatori con potenza pari almeno a 4,5 kW (in questo caso, è anche ampliata la platea dei beneficiari, in quanto, precedentemente, il limite era fissato a 16,5 kW), il bonus è pari al 30% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022 (per il trimestre luglio-settembre è stato al 15%); per le imprese “non gasivore”, il bonus è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022, per usi energetici diversi da quelli termoelettrici (per il terzo trimestre è stato al 25%).

Normativa e prassi 23 Settembre 2022

Spazio a nuovi codici tributo nel modello di pagamento F24

Con le risoluzioni n. 50, 51 e 52 del 23 settembre 2022 pronto un pacchetto di nuovi codici tributi.

Normativa e prassi 23 Settembre 2022

Fine della coppia di fatto, imposta di registro ordinaria

La cessione della propria quota dell’immobile acquistato in comunione con l’agevolazione “prima casa”, effettuata da un membro di una coppia di fatto in favore dell’altro, e non seguita dal riacquisto entro l’anno, comporta la decadenza dall’agevolazione fruita.

Normativa e prassi 23 Settembre 2022

Attività formativa all’estero, l’Iva dipende dall’ “allievo”

Con la risposta n. 469 del 23 settembre 2022, l’Agenzia ribadisce che le prestazioni didattiche e quelle accessorie, effettuate da una società in uno Stato estero in veste di ente ospitante, non sono territorialmente rilevanti in Italia quando rese a favore di un committente privato.

torna all'inizio del contenuto