5 Novembre 2026
Entrate tributarie, in nove mesi il gettito supera i 438 miliardi
Il quadro diffuso dal Mef segnala un progresso del 2,6% sul 2025: a sostenere il risultato sono soprattutto le imposte dirette, mentre è l’Iva a trainare le indirette
Le entrate tributarie erariali accertate nei primi nove mesi del 2026 raggiungono 438.081 milioni di euro, con un aumento di 11.130 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025, pari al 2,6 per cento. Il dato emerge dal Bollettino delle entrate tributarie di settembre 2026, pubblicato oggi, 5 novembre 2026, dal dipartimento delle Finanze e corredato dalle Appendici statistiche e dalla Nota tecnica.
Nel periodo considerato, le imposte dirette si attestano a 248.651 milioni di euro, con una crescita di 6.682 milioni, pari al 2,8 per cento. Le imposte indirette ammontano invece a 189.430 milioni, in aumento di 4.448 milioni, pari al 2,4 per cento.
Imposte dirette
Nei primi nove mesi dell’anno, il gettito Irpef raggiunge 176.009 milioni di euro, con un incremento di 5.207 milioni, pari al 3 per cento. La variazione positiva è legata soprattutto alle ritenute sui redditi dei lavoratori dipendenti. In particolare, quelle del settore privato ammontano a 77.084 milioni di euro, in aumento di 1.723 milioni, pari al 2,3 per cento. Quelle relative ai dipendenti pubblici raggiungono invece 73.356 milioni, con una crescita di 3.782 milioni, pari al 5,4 per cento. Infine, le ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi si attestano a 11.622 milioni, 330 milioni in più rispetto al 2025, pari al 2,9 per cento.
La Nota tecnica rileva che l’andamento positivo delle ritenute sui redditi da lavoro si registra nonostante gli effetti della manovra di bilancio 2026, tra i quali la riduzione dal 35 al 33% della seconda aliquota Irpef e l’introduzione di regimi sostitutivi introdotti per agevolate alcune fattispecie di reddito, fra cui gli incrementi dovuti a rinnovi contrattuali, il lavoro notturno e le indennità di turno. Nel periodo gennaio-settembre, secondo i dati Istat, gli occupati sono aumentati su base annua di 198mila unità e la retribuzione oraria media è cresciuta del 2,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.
I versamenti Irpef in autoliquidazione, pari a 11.323 milioni di euro, scendono complessivamente di 160 milioni di euro, pari all’1,4 per cento. La flessione deriva dalla riduzione degli acconti, che diminuiscono di 329 milioni, pari al 4,4%, mentre i versamenti a saldo aumentano di 169 milioni, pari al 4,2 per cento.
L’Ires si attesta a 30.982 milioni di euro, con una diminuzione di 685 milioni, pari al 2,2 per cento. Il saldo scende del 12,6%, mentre gli acconti crescono del 3,2 per cento.
Redditi finanziari e fondi pensione
L’imposta sostitutiva sui redditi, insieme alle ritenute sugli interessi e sugli altri redditi di capitale, genera 14.208 milioni di euro, con una riduzione di 1.259 milioni, pari all’8,1 per cento. Il calo dipende soprattutto dalle ritenute sugli interessi e sui premi corrisposti dagli istituti di credito, diminuite di 2.729 milioni, pari al 60,7 per cento.
La Nota tecnica collega tale andamento al graduale ridimensionamento dei tassi di interesse nel corso del 2025 e al trasferimento di liquidità dai conti di deposito ai titoli pubblici, i cui interessi sono soggetti all’aliquota agevolata del 12,5 per cento.
Sale, invece, il gettito dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione, che raggiunge 2.321 milioni di euro, con un incremento di 815 milioni, pari al 54,1 per cento. L’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze ammonta a 3.056 milioni, in aumento del 2,3 per cento.
Imposte indirette
Sul versante delle imposte indirette, il principale contributo alla crescita proviene dall’Iva. Nei primi nove mesi il gettito raggiunge 132.596 milioni di euro, con un aumento di 5.367 milioni, pari al 4,2 per cento.
La componente relativa agli scambi interni ammonta a 117.247 milioni di euro, in crescita del 3,6 per cento. In tale importo sono compresi 14.425 milioni versati dalle pubbliche amministrazioni attraverso il meccanismo dello split payment, con un incremento del 6,7 per cento. L’Iva sulle importazioni raggiunge 15.349 milioni, in aumento del 9,5%, anche per effetto del maggiore valore imponibile delle merci importate, in particolare dei prodotti energetici.
L’analisi per settore mostra un aumento dell’Iva sugli scambi interni del 6,1 per cento nel commercio, del 2,9 per cento nell’industria e dell’1,9 per cento nei servizi privati. Il 75,9% del gettito è riferibile alle società di capitali, comprese le società a responsabilità limitata, alle quali corrisponde una quota del 43 per cento.
Le altre imposte indirette
L’imposta di registro produce 4.391 milioni di euro, con un incremento dell’1,3%, mentre l’imposta di bollo scende a 8.554 milioni, in diminuzione del 5,4 per cento. La flessione del bollo è ricondotta soprattutto ai minori versamenti relativi ai contratti di assicurazione sulla vita a contenuto finanziario.
Le tasse e imposte ipotecarie ammontano a 1.360 milioni di euro, in aumento dell’1,1%, mentre i diritti catastali e di scritturato raggiungono 526 milioni, con una crescita dell’1,5 per cento. L’imposta sulle assicurazioni si attesta a 533 milioni, in aumento dell’8,3 per cento.
Tra le altre voci, l’imposta sulle successioni e donazioni fa registrare 881 milioni di euro, 108 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025, pari al 14 per cento. Il gettito dell’imposta sul consumo dei tabacchi ammonta invece a 8.882 milioni, con un incremento del 3,3 per cento.
Accise e giochi
L’accisa sui prodotti energetici e derivati si attesta a 16.992 milioni di euro, con una riduzione di 1.480 milioni, pari all’8 per cento. L’accisa sull’energia elettrica raggiunge 1.827 milioni di euro, in diminuzione del 12,2 per cento. Quella sul gas naturale per combustione ammonta invece a 2.315 milioni, con un incremento di 509 milioni, pari al 28,2 per cento.
Le entrate complessive relative ai giochi si attestano a 5.452 milioni di euro, con una flessione del 5,8 per cento. Il calo è attribuibile in larga parte agli apparecchi e congegni da gioco, il cui gettito scende di 273 milioni, pari al 7 per cento.
Accertamento e controllo
Nel periodo gennaio-settembre 2026, gli incassi derivanti dall’attività di accertamento e controllo raggiungono 12.352 milioni di euro, con un incremento di 689 milioni, pari al 5,9 per cento.
Le imposte dirette contribuiscono per 6.085 milioni di euro, con una crescita del 2,3 per cento. Le imposte indirette producono 6.267 milioni, in aumento del 9,6%, grazie soprattutto ai maggiori incassi Iva.
Focus sul mese di settembre
Nel solo mese di settembre 2026, le entrate tributarie erariali accertate ammontano a 39.294 milioni di euro, con un aumento di 1.031 milioni rispetto a settembre 2025, pari al 2,7 per cento.
Le imposte dirette raggiungono 21.663 milioni di euro, con una crescita del 3,2 per cento. L’Irpef si attesta a 17.458 milioni, in aumento del 5,2%, mentre l’Ires scende a 1.832 milioni, con una diminuzione del 16,2 per cento.
Le imposte indirette raggiungono il volume di 17.631 milioni di euro, in crescita del 2,1 per cento. L’Iva produce 11.933 milioni, con un aumento del 7,9%: la componente sugli scambi interni sale dell’8% e quella sulle importazioni del 7,4 per cento.
Fonte: FiscoOggi
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