Normativa e prassi

22 Settembre 2025

Cessioni di semilavorati auriferi, quando si applica il reverse charge

Sono esclusi dal regime di inversione contabile i prodotti finiti destinati a montaggio, assemblaggio e incastonatura

Con la risposta n. 13 del 22 settembre 2025 a una consulenza giuridica, l’Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti sul perimetro di applicazione del meccanismo dell’inversione contabile (cosiddetto reverse charge) in caso di cessioni di materiale d’oro e di prodotti semilavorati.

La domanda di consulenza
L’Associazione Alfa ha interpellato l’Agenzia delle entrate per chiarire se il reverse charge sia applicabile anche ai manufatti auriferi (es. mollette per orecchini, moschettoni, castoni, chiusure per bracciali) che, pur presentando una struttura finita, vengono sottoposti ad attività di montaggio o incastonatura per la realizzazione di oggetti destinati al consumatore finale. Secondo l’Associazione, tali beni rientrerebbero nella definizione di “semilavorati”.

Il Dpr n. 150/2002 definisce semilavorati i prodotti che, pur presentando una struttura finita o semifinita, non hanno uno specifico uso o funzione e sono destinati ad essere inseriti in oggetti compositi. Il decreto legislativo n. 211/2024 ha esteso il reverse charge anche a questi semilavorati, purché abbiano una purezza pari o superiore a 325 millesimi.

Semilavorati e prodotti finiti
L’Agenzia delle Entrate ha ribadito che il reverse charge si applica solo ai beni auriferi semilavorati, quelli cioè destinati a una successiva lavorazione industriale. Sono considerati semilavorati, ad esempio:

– rottami di gioielli d’oro ceduti per fusione e affinazione

– beni d’oro usati, anche integri, destinati alla trasformazione industriale

– polveri e paste contenenti oro, valutate per il contenuto aurifero

Come è stato chiarito con la risoluzione n. 161/E/2005 (dedicata al caso delle montature di anelli o le chiusure per collane e bracciali), non rientrano nell’ambito dei semilavorati i prodotti finiti, quelli cioè che hanno completato il loro specifico processo produttivo e non necessitano di ulteriori lavorazioni industriali.

La risposta del Fisco
Nella sua domanda, l’Associazione aveva chiesto se rientrano nei semilavorati anche quei “prodotti finiti (ad esempio mollette per orecchini, moschettoni, anelli a molla, chiusure per anelli o bracciali, maglie varie, castoni e altri similari) che vengono sottoposti ad attività di montaggio (assemblaggio e/o incastonatura) finalizzate alla realizzazione di oggetti utilizzabili dal consumatore finale”.

Nella risposta n. 13/2025, l’Agenzia ha chiarito che questi beni non rientrano nella categoria dei semilavorati perché l’attività di assemblaggio o incastonatura è distinta dalla trasformazione del metallo e non è a questa assimilabile. In pratica, poiché non vengono rintracciate differenze apprezzabili tra questi beni e le montature di anelli o le chiusure per collane e bracciali (vedi risoluzione n. 161/E/2005), il meccanismo dell’inversione contabile non trova applicazione in questi casi e l’Iva deve essere assolta secondo le modalità ordinarie.

Cessioni di semilavorati auriferi, quando si applica il reverse charge

Ultimi articoli

Normativa e prassi 9 Marzo 2026

Immobili “D” non ancora accatasti, aggiornati i coefficienti Imu e Impi

I valori adeguati dovranno essere utilizzati per il calcolo dell’imposta municipale propria e dell’imposta immobiliare sulle piattaforme marine da corrispondere per l’annualità 2026 Sul sito del dipartimento delle Finanze del Mef è disponibile il decreto del 6 marzo che aggiorna i coefficienti necessari per determinare la base imponibile dell’imposta municipale propria (Imu) e dell’imposta immobiliare sulle piattaforme marine (Impi) per il 2026, relativi ai fabbricati del gruppo catastale “D” cioè immobili a destinazione speciale come opifici, alberghi, ospedali, capannoni e palestre.

Normativa e prassi 9 Marzo 2026

Controlli nell’agroalimentare: esami di laboratorio senza Iva

Gli istituti a cui le autorità pubbliche devono affidarsi per le analisi richieste nei controlli ufficiali sono designati specificamente dalle norme di settore e manca quindi il presupposto soggettivo Gli importi versati a copertura dei costi delle analisi, prove e diagnosi svolte dai laboratori ufficiali incaricati nell’ambito dei controlli ufficiali nel settore agroalimentare (regolamento Ue “Ocr”) sono esclusi dall’Iva.

Normativa e prassi 9 Marzo 2026

Spese di telefonia connesse a ricavi: se distinte, la deduzione è piena

I costi relativi a servizi telefonici destinati ad essere ceduti ai propri clienti, anche esteri, non soggiacciono al limite di deducibilità dell’80% previsto per il normale uso in azienda L’Agenzia delle entrate torna sul tema dell’inerenza delle spese di telefonia fissa, mobile e di trasmissione dati nell’ambito aziendale, fornendo indicazioni a una società di servizi erogati a livello internazionale nella risposta n.

Normativa e prassi 6 Marzo 2026

La comunicazione della Pec degli amministratori è senza Bollo

L’esenzione, in origine prevista solo per la registrazione del domicilio digitale dell’impresa, si estende anche al nuovo adempimento, grazie a una lettura logico‑sistematica delle norme di riferimento La comunicazione al Registro delle imprese del domicilio digitale (Pec) degli amministratori di società, obbligati a tale adempimento dalla legge di bilancio 2025, cioè amministratore unico, amministratore delegato o, in assenza di quest’ultimo, presidente del consiglio di amministrazione, non è soggetta a imposta di bollo.

torna all'inizio del contenuto