Dati e statistiche

6 Marzo 2025

Immobili non residenziali, +28% gli scambi tra ottobre e dicembre

Il mercato degli immobili non residenziali ha chiuso il 2024 in rialzo, registrando un significativo incremento delle compravendite. Con una crescita del 28% rispetto allo stesso periodo del 2023, il volume complessivo degli scambi ha superato le 91.000 unità, confermando la tendenza crescente che ha caratterizzato l’intero anno. L’andamento del trimestre, con particolare riferimento ai settori terziario-commerciale e produttivo, è consultabile nelle Statistiche trimestrali, report da oggi disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate.

Nel dettaglio dei singoli comparti, i settori terziario-commerciale e produttivo hanno mostrato un lieve aumento, rispettivamente +1,9% e +1,1% su base tendenziale; più evidente la crescita per il settore agricolo, in rialzo del 5%, seguito dagli scambi di immobili classificati in “Altro”, ai quali appartengono principalmente le unità censite nel gruppo catastale F.

Serie storica destagionalizzata NTN non residenziale per area territoriale dal 2022

grafico con la serie storica delle transazioni normalizzate per il settore non residenziale per area territoriale dal 2022

Nell’ambito del settore terziario-commerciale, il mercato degli uffici, in calo del 2,3%, ha avuto un andamento eterogeneo a livello territoriale: al Nord Est gli scambi sono rimasti sostanzialmente stabili (+1,4%), al Sud si è assistito a un forte incremento (+15%) mentre nelle altre aree si è osservata una diminuzione delle compravendite, in particolare nelle Isole, circa il 18% in meno rispetto al quarto trimestre del 2023. La flessione su scala nazionale è concentrata esclusivamente nei comuni capoluogo che perdono circa il 9%: infatti, nelle otto principali città per popolazione, si è registrata una netta contrazione, che, nei casi di Roma, Palermo e Bologna, ha quasi dimezzato i volumi di compravendita. Tuttavia, Torino ha segnato una performance positiva, con un aumento delle transazioni del 47 per cento.

La superficie complessiva degli uffici scambiati ha seguito un andamento simile, con una diminuzione del 5,5% a livello nazionale, accentuata nei capoluoghi, dove la superficie scambiata è scesa di circa il 15 per cento.

Nel segmento dei negozi, gli scambi sono saliti del 3,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La crescita dei volumi ha interessato tutte le aree geografiche, a eccezione del Centro, dove il Ntn è diminuito dell’1,3 per cento. Il Nord Est ha visto l’incremento più significativo (+8%), seguito dal Sud e dal Nord Ovest, entrambe con un aumento attorno al 4,5%, e dalle Isole, che hanno esibito una variazione più contenuta, +2,3 per cento.

Tra le grandi città, Roma, pur mantenendo il primato nei volumi scambiati, ha registrato un calo tendenziale del 12,6%; battuta d’arresto anche a Genova, dove gli scambi di negozi si riducono del 4% circa, mentre nelle altre metropoli la crescita è generalizzata, soprattutto a Torino, dove le compravendite aumentano quasi del 30 per cento. La superficie complessiva scambiata (Stn) dei negozi, che, su scala nazionale, è salita del 2,5%, ha subito un rallentamento nelle grandi città, pari a -2,6%, condizionata prevalentemente dai cali osservati a Roma e Milano.

Il mercato degli immobili destinati alla produzione industriale ha registrato un lieve incremento delle compravendite, +1,1% su base tendenziale, con circa 5mila unità scambiate. Questo settore ha beneficiato di una domanda sostenuta proveniente dalle aree del Nord Ovest e del Sud, che hanno mostrato una crescita attorno al 7%, vanificando, così, i risultati negativi del Centro e delle Isole, rispettivamente -8,8% e -13,1 per cento.

Riguardo alle province con la maggiore quota di stock produttivo, si è evidenziata un’espansione del settore a Padova, quasi il 40% in più in confronto al quarto trimestre 2023, Torino e Treviso, con incrementi superiori al 25%; di contro, si sono denotate flessioni più o meno marcate nelle province di Bergamo, Bologna, Brescia, Vicenza, Milano e Roma.

Nel complesso, il mercato non residenziale, in salita per il quinto trimestre consecutivo, ha evidenziato una crescita generalizzata in tutti i suoi comparti, a eccezione degli uffici che hanno mostrato segnali di rallentamento in particolare nelle grandi città. Le compravendite di negozi, invece, sono aumentate quasi in tutte le aree geografiche, Centro escluso, dove spicca la forte contrazione registrata a Roma; più eterogeneo l’andamento nel settore produttivo che presenta aree sia con tendenza crescente che decrescente.

Immobili non residenziali, +28% gli scambi tra ottobre e dicembre

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