Normativa e prassi

27 Novembre 2024

Per gli affidamenti in house, solo il nuovo bollo una tantum

In caso di affidamenti diretti, come quelli ”in house”, in relazione agli atti della procedura tesa ad assegnare l’esecuzione di servizi e forniture, non è dovuta un’ulteriore imposta di bollo rispetto a quella da assolvere al momento della stipula del contratto, secondo le modalità indicate dall’allegato I.4 al Codice dei contratti pubblici.

Lo ribadisce l’Agenzia delle entrate, con la risposta n. 230 del 27 novembre 2024), fornita a un ente, che, come si capisce, intende affidare dei contratti per l’esecuzione di servizi e forniture in proprio favore direttamente a società in house, come previsto dell’articolo 7, comma 2 del Dlgs 36/2023 (il nuovo Codice dei contratti pubblici) e vuole conferma, riguardo al bollo, sull’applicazione delle recenti norme.

Per argomentare la risposta, l’Amministrazione riporta le pertinenti disposizioni del richiamato decreto legislativo, con il quale è stata data attuazione alla delega al Governo in tema di contratti pubblici (articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78).
Per cominciare, l’articolo 18, comma 10, del Dlgs n. 36/2023, il quale dispone che “con la tabella di cui all’allegato I.4 al codice è individuato il valore dell’imposta di bollo che l’appaltatore assolve una tantum al momento della stipula del contratto e in proporzione al valore dello stesso. Con la medesima tabella sono sostituite le modalità di calcolo e versamento dell’imposta di bollo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, in materia di contratti pubblici disciplinati dal codice. L’allegato I.4 è abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore di un corrispondente decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, che lo sostituisce integralmente anche in qualità di allegato al codice”.
Intanto, l’allegato I.4 prevede, all’articolo 1, che “il valore dell’imposta di bollo che l’appaltatore è tenuto a versare al momento della stipula del contratto è determinato sulla base della Tabella annessa […]. L’imposta è determinata sulla base di scaglioni crescenti in relazione all’importo massimo previsto nel contratto…” e, all’articolo 2 che “il pagamento dell’imposta di cui all’articolo 1 ha natura sostitutiva dell’imposta di bollo dovuta per tutti gli atti e documenti riguardanti la procedura di selezione e l’esecuzione dell’appalto, fatta eccezione per le fatture, note e simili di cui all’articolo 13, punto 1, della Tariffa, parte I, allegata al d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642”.
L’articolo 7, poi, dispone che “le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono affidare direttamente a società in house lavori, servizi o forniture, nel rispetto dei principi di cui agli articoli 1, 2 e 3 […]. Tali contratti devono essere predisposti “nel rispetto dei principi di cui agli articoli 1, 2 e 3” del Codice dei contratti pubblici e, in base a quanto stabilito nell’articolo 17 del Dlgs n. 201/2022 (il quale contiene la disciplina degli affidamenti in house), “… secondo le modalità di cui alla disciplina in materia di contratti pubblici …”.

In sostanza, osserva l’Agenzia, il Codice individua e include nella disciplina degli appalti pubblici l’affidamento ”in house”. Da ciò deriva che a questa tipologia di contratti, in materia di bollo, si applicano le regole indicate dall’allegato I.4 al Codice dei contratti pubblici. Pertanto, nel caso in esame, di affidamento “in house’”, sugli atti della procedura non è dovuta alcuna ulteriore imposta di bollo rispetto a quella da assolvere al momento della stipula del contratto.

Per gli affidamenti in house, solo il nuovo bollo una tantum

Ultimi articoli

Attualità 24 Aprile 2026

Modello Iva 2026, invio entro il 30 aprile

Scadenza in arrivo per i titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa, artistiche o professionali, tenuti a presentare la dichiarazione relativa all’anno d’imposta 2025 Ancora qualche giorno, fino a giovedì 30 aprile, per inviare il modello Iva 2026, anno d’imposta 2025.

Dati e statistiche 24 Aprile 2026

Dichiarazioni Irpef e Iva 2025, online le statistiche del Mef

Il 58,9% delle persone fisiche ha utilizzato il modello 730 (+3,1% rispetto al 2023), mentre il numero di coloro che hanno utilizzato il modello Redditi si è ridotto (-2,8% rispetto al 2023) Nel 2024 i contribuenti Irpef sono stati oltre 42,8 milioni, in lieve aumento rispetto all’anno precedente.

Normativa e prassi 23 Aprile 2026

Irap 2026: ok alle specifiche tecniche per inviare i dati agli enti locali

La trasmissione delle informazioni è effettuata dall’Agenzia delle entrate verso la regione o la provincia autonoma competente, in base al domicilio fiscale del contribuente soggetto passivo Definite, con il provvedimento del 23 aprile 2026, le specifiche tecniche per la trasmissione alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano dei dati contenuti nella dichiarazione Irap 2026.

Attualità 22 Aprile 2026

Servizi estimativi e dell’Omi: il punto su stato dell’arte e futuro

Nel 2025, le consultazioni delle quotazioni immobiliari sono state circa 9,1 milioni sul sito dell’Agenzia e 440mila tramite app, per i servizi estimativi sono stati offerti 13.

torna all'inizio del contenuto