Attualità

14 Ottobre 2022

Nuovo patto antievasione in “Comune”: l’intesa a quattro funziona e si ripete

Agenzia delle entrate, Guardia di finanza, Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) e Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (Ifel) ancora insieme per contrastare l’evasione fiscale attraverso la partecipazione dei Comuni all’attività di accertamento erariale.

Il protocollo già sottoscritto negli anni passati è stato rinnovato, oggi, per dare una nuova spinta all’azione.

I quattro enti si impegnano, ognuno per il proprio ambito di competenza, a fornire strumenti tecnici e a promuovere conoscenze in grado di favorire lo sviluppo qualitativo della partecipazione dei Comuni all’attività di recupero dell’evasione dei tributi statali. Nell’intesa sono specificati i mezzi idonei a raggiungere l’obiettivo prefissato.
Tra questi, la condivisione delle informazioni presenti negli archivi dell’Anagrafe tributaria, in forma anonima e aggregata, mediante la procedura Siatel, nel rispetto dei principi di liceità, necessità, correttezza, pertinenza e non eccedenza ai sensi del Regolamento Europeo 216/679 e del Codice in materia di protezione dei dati personali, al fine di consentire ai Comuni l’implementazione dei processi di analisi del rischio utili a individuare comportamenti evasivi ed elusivi di tributi statali e locali, la predisposizione di linee guida per la formazione di segnalazioni qualificate che gli enti locali inviano alla Guardia di finanza e all’Agenzia delle entrate, la standardizzazione di metodologie di intervento per aumentare la qualità delle azioni che i Comuni possono concretamente realizzare. Sono, inoltre, previsti programmi mirati per la formazione tecnico-operativa rivolti sia agli 007 “locali” che al personale dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza.
Particolare attenzione è dedicata alla diffusione di best practices riscontrate sul territorio, per favorirne la conoscenza e l’implementazione nelle altre realtà locali, lo sviluppo di linee guida per la predisposizione delle “segnalazioni qualificate” e la messa a sistema di soluzioni informatiche utili per standardizzare le metodologie di intervento.

Sostegno per il raggiungimento degli obiettivi individuati nel protocollo stesso, al gruppo di lavoro, costituito in occasione del dell’accordo siglato il 30 gennaio 2018 (vedi articolo “Un patto antievasione in “Comune”: nuova spinta alla collaborazione”) composto da personale delle quattro istituzioni, altamente qualificato e specializzato in materia di tributi locali ed erariali, banche dati, attività di verifica e accertamento. In particolare, saranno i componenti di questa “cabina di regia” a strutturare, in base alle esigenze, i percorsi di formazione previsti dall’intesa.
Assicurati, inoltre, lo scambio di informazione e un monitoraggio no stop. L’intento è anche quello di monitorare costantemente i risultati della partecipazione dei Comuni all’accertamento, sulla base di informazioni omogenee e di precisi indicatori concordati.

Nel dettaglio, l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza, in particolare, s’impegnano a tracciare ciascuna segnalazione qualificata trasmessa dai Comuni, consentendo così, in ogni fase del ciclo di verifica e accertamento, di restituire informazioni aggregate significative, fornendone anche un dettagliato report all’Anci.
Dal canto loro, l’Anci e l’Ifel promuoveranno presso gli enti locali iniziative di sensibilizzazione, utili a raccogliere sistematicamente informazioni sull’andamento delle attività di partecipazione ai controlli.

L’Agenzia delle entrate, infine, verificherà e concorderà, con Anci e Ifel, le eventuali ulteriori informazioni, utili ai Comuni per partecipare al meglio all’accertamento, impegnandosi a fornirle, sempre nel rispetto dei limiti fissati dal codice sulla privacy.

Il protocollo firmato oggi sarà operativo per tre anni e una volta appurata la sua efficacia potrà essere ancora rinnovato.

Nuovo patto antievasione in “Comune”: l’intesa a quattro funziona e si ripete

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