17 Dicembre 2020
Assegno divorzile all’ex tedesca: come mettere al sicuro la deduzione
Gli assegni periodici corrisposti all’ ex coniuge residente in Germania, stabiliti da una sentenza di divorzio pronunciata dall’Autorità giudiziaria tedesca, sono deducibili dal reddito: lo stabilisce l’articolo 10, comma 1, lettera c), del Tuir, da leggere insieme alla circolare n. 19/2020, che ha tracciato le linee guida univoche per la corretta compilazione del modello 730.
E, in mancanza del codice fiscale della destinataria, da riportare in dichiarazione pena il mancato riconoscimento della deduzione, il contribuente può richiederne l’attribuzione all’Agenzia: lo prevede il secondo comma dell’articolo 6, Dpr n. 605/1973, in base al quale “Coloro che sono tenuti agli obblighi di indicazione del numero di codice fiscale di altri soggetti hanno diritto di riceverne da questi ultimi comunicazione scritta e, se tale comunicazione non perviene almeno dieci giorni prima del termine in cui l’obbligo di indicazione deve essere adempiuto, possono rivolgersi direttamente all’Amministrazione finanziaria, anche utilizzando sistemi telematici, previa indicazione dei dati di cui all’art. 4, relativi al soggetto di cui si richiede l’attribuzione del numero di codice fiscale. L’obbligo di indicazione del numero di codice fiscale dei soggetti non residenti nel territorio dello Stato, cui tale codice non risulti già attribuito, si intende adempiuto con la sola indicazione dei dati di cui all’art. 4, con l’eccezione del domicilio fiscale, in luogo del quale va indicato il domicilio o sede legale all’estero. Nel caso in cui non sia stato possibile acquisire tutti i dati indicati nell’art. 4 relativi ai soggetti cui l’indicazione si riferisce, coloro che sono tenuti a tale indicazione devono richiedere l’attribuzione di un codice numerico all’Amministrazione finanziaria, che provvede previo accertamento delle ragioni addotte”.
Appurata la deducibilità delle somme corrisposte dal contribuente istante alla ex moglie tedesca, l’Agenzia delle entrate, con la risposta n. 598 del 17 dicembre 2020, consegna allo stesso le indicazioni sulle corrette modalità dichiarative. Sì, perché il contribuente teme di perdere la possibilità, in quanto il modello di dichiarazione 730 richiede, per la deduzione dell’onere in questione, l’indicazione del codice fiscale del percipiente e la sua ex non ce l’ha.
Nel caso in esame quindi, per far sì che la deduzione vada a buon fine, l’istante dovrà chiedere l’attribuzione di un codice fiscale per la ex moglie sulla base di un’istanza motivata, alla quale dovrà essere allegata la sentenza di divorzio.
Ultimi articoli
Normativa e prassi 23 Ottobre 2026
Ravvedimento e concordato: le regole per sanare gli anni passati
L’opzione per regolarizzare le annualità dal 2020 al 2023 può essere esercitata dal 1° gennaio al 15 marzo 2027 Con un provvedimento del 23 ottobre 2026, il direttore dell’Agenzia delle entrate ha definito modalità e termini per accedere al ravvedimento speciale previsto dall’articolo 29 del Dlgs n.
Normativa e prassi 23 Ottobre 2026
Erasmus Mundus, borsa senza Irpef Il master Ue supera il test fiscale
Con la risposta a interpello n. 187/2026, l’Amministrazione riconosce la continuità tra i programmi europei Erasmus+ e Emjm e conclude per l’esenzione dal prelievo sul reddito Borse per master internazionali: riconosciuta l’esenzione Irpef dei sostegni economici erogati agli studenti delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) per l’intera durata del programma Erasmus+.
Normativa e prassi 23 Ottobre 2026
Gmt: conta il bilancio approvato. Oic 34 rilevante solo a confronto
Le rettifiche derivanti dai nuovi criteri di contabilizzazione non incidono sulla verifica dei requisiti previsti dalla disciplina internazionale, per l’applicazione della global minimum tax In caso di adozione del nuovo principio contabile Oic 34, la rideterminazione retroattiva dei ricavi non può essere utilizzata per modificare l’esito della verifica della soglia dimensionale richiesta dalla disciplina della global minimum tax (Gmt).
Attualità 23 Ottobre 2026
Phishing: false regolarizzazioni sulla dichiarazione dei redditi
Una finta comunicazione dell’Agenzia, che arriva via mail, induce i destinatari a fare dei pagamenti online per saldare presunti importi dovuti L’Agenzia delle entrate, con l’avviso del 23 ottobre 2026, mette in guarda i contribuenti su una campagna di phishing veicolata tramite mail che utilizza indebitamente il nome e l’immagine dell’Amministrazione finanziaria per indurre i destinatari a effettuare pagamenti non dovuti.