20 Ottobre 2020
Lenti a contatto a Iva ridottissima: conta soltanto l’effetto correttivo
Alle cessioni di lenti a contatto correttive si applica l’Iva al 4%, a prescindere dal colore delle lenti. Questi prodotti, infatti, rappresentano ausili indispensabili per coloro che hanno problemi visivi permanenti.
Quindi, essendo l’aliquota agevolata strettamente connessa alla funzione, va da sé che, al contrario, che le lenti a contatto colorate a esclusivo utilizzo estetico scontano l’Iva ordinaria del 22 per cento. Discorso valido anche le soluzioni per pulire le lenti.
Lo afferma l’Agenzia delle entrate con la risposta n. 488 del 20 ottobre 2020, fornita a una società che vende tali tipologie di beni.
La conclusione è radicata in una disposizione di legge e nel suo chiarimento di prassi.
Si tratta dell’articolo 1, comma 3-bis, del Dl n. 202/1989, il quale ha stabilito che “tutti gli ausili e le protesi relativi a menomazioni funzionali permanenti sono assoggettati all’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto del 4 per cento […]”, e della circolare n. 50/1990 dell’allora ministero delle Finanze, dove è stato chiarito tra l’altro che le lenti a contatto, “essendo destinate a sopperire a menomazioni visive permanenti sono da considerare quali ausili e pertanto alle relative cessioni e importazioni torna applicabile l’IVA nella misura del 4 per cento […]”.
Ultimi articoli
Normativa e prassi 9 Marzo 2026
Spese di telefonia connesse a ricavi: se distinte, la deduzione è piena
I costi relativi a servizi telefonici destinati ad essere ceduti ai propri clienti, anche esteri, non soggiacciono al limite di deducibilità dell’80% previsto per il normale uso in azienda L’Agenzia delle entrate torna sul tema dell’inerenza delle spese di telefonia fissa, mobile e di trasmissione dati nell’ambito aziendale, fornendo indicazioni a una società di servizi erogati a livello internazionale nella risposta n.
Normativa e prassi 6 Marzo 2026
La comunicazione della Pec degli amministratori è senza Bollo
L’esenzione, in origine prevista solo per la registrazione del domicilio digitale dell’impresa, si estende anche al nuovo adempimento, grazie a una lettura logico‑sistematica delle norme di riferimento La comunicazione al Registro delle imprese del domicilio digitale (Pec) degli amministratori di società, obbligati a tale adempimento dalla legge di bilancio 2025, cioè amministratore unico, amministratore delegato o, in assenza di quest’ultimo, presidente del consiglio di amministrazione, non è soggetta a imposta di bollo.
Normativa e prassi 6 Marzo 2026
Teatro italiano ma artista di fuori: corrispettivo tassabile in Italia
Se la convenzione con lo Stato di residenza preserva la potestà impositiva del nostro Paese già prevista dal Tuir, spetta all’altro Stato risolvere l’eventuale doppia imposizione L’Agenzia delle entrate ha dato alcune indicazioni sul trattamento ai fini delle imposte dirette dei compensi ricevuti da un artista dello spettacolo non residente da parte di un teatro con sede in Italia per rappresentazioni svolte nel nostro Paese.
Dati e statistiche 5 Marzo 2026
Bollettino delle entrate tributarie: online i dati 2025 e gennaio 2026
Il report del gettito fiscale dell’anno passato mostra un +3% rispetto al 2024.