Attualità

17 Giugno 2026

Al via le domande per tre bonus Inps 2026

Si tratta delle richieste di totale esonero contributivo per assunzioni di giovani o donne in condizioni di difficoltà e per quelle di disoccupati nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno

Sono ufficialmente aperti i termini per richiedere tre incentivi all’occupazione previsti per il 2026: il bonus donne, il bonus giovani e il bonus Zes, introdotti dal Dl 62/2026 (rispettivamente, articoli 1, 2 e 3 del decreto). L’Inps ha annunciato l’apertura per l’invio delle domande con tre distinti messaggi dell’11 giugno 2026, dando il via a misure che puntano a favorire nuove assunzioni stabili e a ridurre le difficoltà di accesso al lavoro per alcune categorie più fragili.

Si tratta di agevolazioni importanti per le imprese, perché prevedono un esonero totale, pari al 100%, dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati. L’obiettivo è incentivare contratti a tempo indeterminato nel corso di tutto il 2026, sostenendo allo stesso tempo l’occupazione giovanile, femminile e nelle aree economicamente più svantaggiate del Paese.

Il bonus donne
L’incentivo riguarda le assunzioni di lavoratrici in condizioni di svantaggio o di forte svantaggio. Spetta per tutti i contratti a tempo indeterminato attivati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 e prevede l’azzeramento dei contributi previdenziali per un massimo di 24 mesi. La misura è rivolta a donne senza un impiego stabile da almeno 24 mesi, oppure da almeno 6 mesi se si trovano in particolari condizioni di difficoltà legate, ad esempio, al contesto lavorativo o territoriale. In alcuni casi, soprattutto nelle aree della Zes unica del Mezzogiorno, l’importo massimo dell’agevolazione, 650 euro al mese, può essere più elevato, arrivando fino a 800 euro mensili.

Con la circolare n. 57/2026, l’Istituto previdenziale nazionale, in particolare, ha fornito istruzioni sulle modalità di fruizione, che cambiano a seconda del tipo di gestione (ordinaria, pubblica o agricola), ma in tutti i casi devono essere inseriti codici specifici e riferimenti alla domanda. È previsto anche il recupero degli arretrati per i mesi da gennaio 2026, da indicare entro precise scadenze. Se l’azienda ha già usato altri incentivi non compatibili, deve restituirli prima di applicare il bonus. Con la stessa circolare, infine, l’Inps ha chiarito che l’agevolazione non è cumulabile con altri sconti contributivi e si applica solo ai datori di lavoro privati, non alla pubblica amministrazione.

Il bonus giovani
Questa agevolazione, regolata dalla circolare n. 55/2026, è destinata alle assunzioni di under 35. Anche in questo caso l’esonero contributivo è totale e riguarda i contratti a tempo indeterminato stipulati nel 2026. Possono beneficiarne i datori di lavoro che assumono giovani senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 6 mesi se rientrano nelle categorie considerate svantaggiate dalla normativa. L’incentivo ha una durata variabile, fino a 24 mesi per i casi più complessi, e prevede un tetto mensile che può arrivare fino a 650 euro nelle aree più svantaggiate.

Il bonus Zes
Lo sgravio contributivo, in questo caso, è pensato per sostenere l’occupazione nelle regioni incluse nella Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno. Questa misura si rivolge alle piccole imprese, cioè ai datori di lavoro privati che occupano fino a dieci dipendenti. L’agevolazione è concessa per l’assunzione di lavoratori con almeno 35 anni di età, disoccupati da almeno due anni, impiegati in sedi produttive situate nelle regioni del Sud e in alcune aree del Centro Italia incluse nella Zes unica. Anche in questo caso l’esonero contributivo è totale e può durare fino a 24 mesi, con un limite di 650 euro al mese per ciascun lavoratore. Indicazioni precise riguardo la specifica agevolazione sono state fornite con la circolare Inps n. 56/2026.

Per tutte e tre le misure, le domande devono essere presentate attraverso il “Portale delle Agevolazioni”, il sistema online DiResCo dell’Inps. I datori di lavoro devono compilare i moduli dedicati a ciascun bonus e seguire le indicazioni operative fornite dall’Istituto. Gli stessi messaggi, infine, contengono anche istruzioni tecniche su come indicare correttamente gli esoneri nel flusso Uniemens, che è il sistema utilizzato per comunicare i dati contributivi.

È importante ricordare che non tutti i rapporti di lavoro rientrano in queste agevolazioni. Sono esclusi, ad esempio, i contratti con la Pubblica amministrazione, il lavoro domestico e l’apprendistato. Inoltre, per accedere agli incentivi, le aziende devono rispettare alcune condizioni fondamentali, come la regolarità contributiva certificata dal Durc e l’applicazione dei contratti collettivi.


Fonte: FiscoOggi

Al via le domande per tre bonus Inps 2026

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