Dati e statistiche

21 Maggio 2026

Rapporto Omi sulla casa, nel 2025 mercato in crescita

Durante tutto lo scorso anno, le transazioni di abitazioni hanno presentato sempre andamenti positivi, che hanno portato a un tasso di rialzo annuale del 6,4 per cento

L’economia immobiliare delle residenze italiane è positiva, sono quasi 767mila le abitazioni compravendute. In crescita anche il fatturato relativo agli acquisti, che ammonta a circa 124 miliardi di euro, oltre 10 miliardi in più rispetto al 2024 (+8,8%). In media, nel 2025, le vendite residenziali hanno avuto un rialzo del 6,4%, circa 46mila unità in più del 2024. Nelle città capoluogo l’incremento degli scambi è del 5,4% mentre sfiora il 7% nei comuni non capoluogo. A comprare casa sono soprattutto acquirenti di età compresa tra 31 e 50 anni; invece, i venditori sono soprattutto over 60.

Questi i principali risultati che emergono dal rapporto immobiliare residenziale, redatto dall’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) in collaborazione con l’Associazione bancaria italiana (Abi), disponibile da oggi sul sito dell’Agenzia delle entrate.

I dati della crescita
Durante tutto lo scorso anno, le transazioni di abitazioni hanno presentato sempre tassi di crescita positivi, nel primo trimestre c’è stata una variazione dell’11%, nel secondo e terzo trimestre le compravendite sono cresciute al ritmo dell’8% e, infine, nell’ultimo trimestre la crescita è stata più contenuta pari a +0,4%, per un tasso di rialzo annuale del 6,4 per cento.

Nel 2025, tra le aree nel Nord Ovest, la crescita è stata dell’8%, bene anche per le aree del Nord Est, del Centro e delle Isole, dove il tasso di incremento è intorno al 7%, mentre nel Sud l’aumento risulta più contenuto, 2,5 per cento.

I dati relativi al fatturato calcolato per gli acquisti di abitazioni nel 2025 mostrano una stima complessiva che ammonta a circa 124 miliardi di euro, (+8,8% rispetto al 2024). Di questi, il 58% riguarda acquisti di abitazioni ubicate nelle aree del Nord, il 23,3% sono riferiti ad abitazioni compravendute nel Centro e il 18,7% riguarda scambi di residenze del Sud e delle Isole. Le variazioni del fatturato rispetto al 2024 non presentano differenze significative tra comuni capoluogo e non capoluogo. Un quarto del valore del fatturato nazionale si concentra nelle otto principali città italiane, con un valore stimato che ammonta complessivamente a circa 31,3 miliardi di euro.

La superficie media delle abitazioni compravendute in Italia nel 2025 risulta di 107 mq, mediamente più piccole nei capoluoghi, circa 98 m2 rispetto a quelle dei comuni non capoluogo, circa 111 mq. Le residenze mediamente più grandi si acquistano nei comuni minori del Nord Est, 121 mq, e quelle con superficie più piccola si trovano nei comuni capoluogo del Nord Ovest, 89 mq. Nel corso dell’anno, le abitazioni maggiormente compravendute in assoluto si confermano quelle con superficie tra 50 mq e 85 mq, circa 236mila abitazioni pari a circa il 31% del totale degli scambi.
In tutte le regioni crescono le vendite di case seppure con intensità diverse, a eccezione della Puglia che presenta una lieve variazione negativa dello 0,9 per cento.
I tassi di crescita maggiore, superiori al 15%, si registrano in Valle d’Aosta, seguono l’Umbria e il Piemonte, con incrementi di circa il 10%. I mercati più vivaci, individuati grazie all’indice di intensità di mercato (Imi), sono la Lombardia, 2,85%, e l’Emilia-Romagna con un Imi pari a 2,65 per cento.

Le grandi città
Tutti i mercati delle grandi città sono in crescita, a eccezione del mercato di Firenze che mostra un calo del 3,8 per cento. Tra le città in crescita spicca il mercato di Palermo con un incremento del 9,4%, anche Torino e Roma presentano ottimi risultati con rispettivamente +6,8% e +6,2% sul 2024.
Proprio Torino è, tra le grandi città, quella con l’indice della dinamica di mercato più elevato, con un Imi che sfiora il 3,2%, seguito da Milano, 3 per cento.
La superficie media delle abitazioni compravendute nelle maggiori città risulta pari a circa 90 mq, valore inferiore a quello osservato a livello nazionale (107 mq).
Infatti, nelle principali città il taglio dimensionale più compravenduto è quello la cui metratura è compresa tra 50 e 85 mq, solo a Palermo prevale di poco la classe compresa tra 85 e 115 mq. Infatti, proprio a Palermo sono vendute mediamente abitazioni più grandi, di circa 108 mq. Seguono le abitazioni compravendute a Firenze che in media raggiungono quasi i 100 mq. A Roma, Genova e Napoli le case compravendute in media hanno una metratura di 94/95mq. Nelle restanti principali città sono state vendute case che, in media, non raggiungono neppure i 90 mq.


 

In tutte le principali città capoluogo si osserva una crescita del fatturato. Il maggiore incremento è raggiunto a Palermo +12,2% e Milano, +11,4%, seguono Roma, +9,8%, e Torino con guadagni vicini al 9 per cento.

Il Mercato della nuda proprietà
Le transazioni di nuda proprietà sono 24mila, questo mercato rappresenta una quota molto piccola, il 3,2%, rispetto al totale delle abitazioni compravendute in Italia.
Dal confronto nel tempo, tra le usuali compravendite di abitazioni e l’andamento delle vendite di nuda proprietà, si nota che dal 2011 al 2017 entrambe le tipologie di vendite seguono un andamento simile tra loro. Dal 2017 le vendite di nuda proprietà cominciano un leggero ribasso, mentre la piena proprietà prosegue la tendenza in crescita fino al 2019. Nel 2019 si registra una ripresa anche nel mercato della nuda proprietà. La contrazione del 2020 e il recupero del 2021 e del 2022 investe entrambi i mercati. Nel 2023 cresce la nuda proprietà e raggiunge il picco più alto di tutto il periodo. Invece, nel mercato della piena proprietà si ha un ribasso. Negli ultimi due anni le due serie continuano infatti il loro andamento con segni opposti, mentre le compravendite di nuda proprietà diminuiscono invece la piena proprietà cresce.

Confronto tra i numeri indice delle compravendite di piena e nuda proprietà nel tempo


 

L’analisi degli acquisti di abitazioni per il diritto di nuda proprietà mostra variazioni negative in quasi tutte le regioni, a eccezione dei mercati della Valle d’Aosta +20,4%, dell’Umbria, +2,7% e della Basilicata, +1,2 per cento. Lombardia e Lazio sono le regioni con la maggior quota di questo mercato e hanno tassi di variazione rispettivamente pari a -11,5% e -8,6 per cento. Tra le grandi città, Roma ha la fetta di mercato maggiore delle vendite di nuda proprietà e rappresenta poco più del 30% del totale del gruppo delle grandi città.

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