3 Marzo 2026
Ramo alberghiero adibito a studentato esente da imposte di registro e bollo
L’agevolazione sul Registro si applica solo alla parte di corrispettivo riferita all’immobile destinato a housing universitario ammesso al finanziamento del ministero dell’Università e della ricerca
Con la risposta n. 60/2026, l’Agenzia delle entrate ha fornito un importante chiarimento sull’esenzione dalle imposte di registro e bollo per gli atti che hanno ad oggetto immobili destinati ad alloggi e residenze per studenti universitari che godono delle agevolazioni previste per l’housing universitario (articolo 1-bis, comma 10, legge n. 338/2000). La cessione dell’immobile destinato a housing universitario può beneficiare dell’esenzione dalle due imposte anche quando non sia trasferito autonomamente, ma nell’ambito della cessione di un ramo d’azienda. L’imposta di registro non si applica, tuttavia, limitatamente alla parte del corrispettivo riferita al trasferimento immobiliare e non si estende automaticamente al complesso aziendale nel suo insieme.
Il quesito
Una Srl intende avviare un progetto di realizzazione di un’infrastruttura di housing universitario, cioè un complesso immobiliare destinato ad alloggio e servizi abitativi per studenti.
A tali fini, la società ha presentato domanda per il contributo pubblico a copertura dei costi previsto a favore di gestori delle residenze universitarie dall’articolo 1-bis della legge n. 338/2000, introdotto dal decreto di attuazione del Pnrr a favore degli alloggi e residenze per studenti universitari (articolo 25 del Dl n. 144/2022) e previsto dal decreto del ministero dell’università e della ricerca (Mur) n. 481/2024
Per realizzare l’intervento, la società intende acquistare un ramo d’azienda da un’altra impresa avente ad oggetto un’attività alberghiera. Nel complesso organizzato di beni sono ricompresi un immobile adibito ad attività alberghiera e destinato a diventare residenza universitaria, oltre ad attrezzature, arredi, altri beni strumentali e all’avviamento.
Su queste premesse, la società chiede se l’atto di cessione del ramo d’azienda – poiché comprensivo dell’immobile ammesso a contributo – possa godere dell’esenzione totale dall’imposta di registro e di bollo prevista dallo stesso 1‑bis della legge n. 338/2000, al comma 10.
La risposta
L’Agenzia preliminarmente ricostruisce il quadro normativo: la riforma Pnrr in materia di alloggi universitari e il decreto del Mur n. 481/2024 riconoscono ai soggetti gestori ammessi a finanziamento i benefici fiscali dei commi 9, 10 e 11 dell’articolo 1‑bis della legge n. 338/2000. Il comma 10, in particolare, prevede l’esenzione da imposta di bollo e di registro per “gli atti aventi ad oggetto gli immobili destinati ad alloggi e residenze per studenti universitari stipulati in relazione alle proposte ammesse al finanziamento”.
Secondo la prospettazione dell’Agenzia, tale disposizione è effettivamente applicabile anche nel caso di un atto di cessione di ramo d’azienda, purché l’immobile incluso nel ramo sia destinato a housing universitario e il progetto sia stato ammesso al finanziamento. Quindi la società, una volta che sarà destinataria del contributo pubblico previsto dal Dm 481/2024 (articolo 2),potrà godere esenzione della imposte di bollo e registro. Tuttavia, per quanto riguarda l’imposta di registro, l’esenzione può applicarsi esclusivamente alla parte del corrispettivo riguardante l’immobile e individuata in base alla ripartizione indicata nell’atto di vendita.
Infatti, in applicazione dell’articolo 23, comma 4 del Testo unico sull’Imposta di registro (Dpr n. 131/1986) – che disciplina il trattamento delle cessioni di azienda e dei singoli rami – in presenza di un atto che include beni eterogenei, ciascuno con propria aliquota di registro, si applicano le imposte in base alla ripartizione del corrispettivo indicata nell’atto.
Di conseguenza, l’esenzione si applica esclusivamente alla quota di corrispettivo riferita all’immobile. Rimangono invece soggette a imposta ordinaria le componenti relative a beni mobili, attrezzature, arredi, avviamento e ogni altro asset aziendale trasferito.
La limitazione risponde al principio, richiamato anche dalla Corte di cassazione nella sentenza n. 2925/2013, secondo cui le norme fiscali agevolative sono di “carattere eccezionale” e quindi di stretta interpretazione e non possono essere estese oltre il perimetro definito dalla legge.
Ultimi articoli
Normativa e prassi 23 Ottobre 2026
Ravvedimento e concordato: le regole per sanare gli anni passati
L’opzione per regolarizzare le annualità dal 2020 al 2023 può essere esercitata dal 1° gennaio al 15 marzo 2027 Con un provvedimento del 23 ottobre 2026, il direttore dell’Agenzia delle entrate ha definito modalità e termini per accedere al ravvedimento speciale previsto dall’articolo 29 del Dlgs n.
Normativa e prassi 23 Ottobre 2026
Erasmus Mundus, borsa senza Irpef Il master Ue supera il test fiscale
Con la risposta a interpello n. 187/2026, l’Amministrazione riconosce la continuità tra i programmi europei Erasmus+ e Emjm e conclude per l’esenzione dal prelievo sul reddito Borse per master internazionali: riconosciuta l’esenzione Irpef dei sostegni economici erogati agli studenti delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) per l’intera durata del programma Erasmus+.
Normativa e prassi 23 Ottobre 2026
Gmt: conta il bilancio approvato. Oic 34 rilevante solo a confronto
Le rettifiche derivanti dai nuovi criteri di contabilizzazione non incidono sulla verifica dei requisiti previsti dalla disciplina internazionale, per l’applicazione della global minimum tax In caso di adozione del nuovo principio contabile Oic 34, la rideterminazione retroattiva dei ricavi non può essere utilizzata per modificare l’esito della verifica della soglia dimensionale richiesta dalla disciplina della global minimum tax (Gmt).
Attualità 23 Ottobre 2026
Phishing: false regolarizzazioni sulla dichiarazione dei redditi
Una finta comunicazione dell’Agenzia, che arriva via mail, induce i destinatari a fare dei pagamenti online per saldare presunti importi dovuti L’Agenzia delle entrate, con l’avviso del 23 ottobre 2026, mette in guarda i contribuenti su una campagna di phishing veicolata tramite mail che utilizza indebitamente il nome e l’immagine dell’Amministrazione finanziaria per indurre i destinatari a effettuare pagamenti non dovuti.