13 Novembre 2025
L’Agenzia mette in guardia: false mail a tema tassazione redditi esteri
Le comunicazioni-truffa provengono da un inesistente “Ufficio rimborsi capitali esteri” e richiedono il versamento urgente di un’imposta sul capital gain per un trasferimento di fondi
Da una recente segnalazione, l’Agenzia è venuta a conoscenza di una nuova tipologia di false comunicazioni via mail, incentrate su presunte imposte su capitali esteri e ritardi nel trasferimento di fondi.
Di seguito un esempio di comunicazione:
Il documento, sfruttando una veste grafica apparentemente riconducibile a quella delle Entrate, richiede il versamento urgente di un’imposta pari al 26% del capital gain, che deriverebbe da presunti errori della compagnia alla quale l’utente si è affidato. Il mittente fa leva sul senso di urgenza e di gravità per indurre il destinatario ad azioni immediate e impulsive.
Tuttavia, la comunicazione riporta svariate anomalie che indicano la natura falsa del documento:
- un falso numero di protocollo contenente dicitura INT, riservata per comunicazioni interne
- l’indicazione di due Direzioni inesistenti, riportate sia in intestazione sia in calce: “Direzione centrale – ufficio rimborsi da investimenti estero” e “Direzione ufficio rimborsi capitali esteri”
- un riferimento normativo generico (“decreto legislativo in vigore per l’anno fiscale 2025”) privo di dettagli identificativi
- Llapposizione di un falso timbro in fondo, con relativa firma illeggibile del finto responsabile.
L’Agenzia delle entrate disconosce queste comunicazioni, rispetto alle quali si dichiara totalmente estranea. In caso di dubbi sulla veridicità di una comunicazione ricevuta dall’Agenzia, è consigliabile effettuare una verifica preliminare consultando la pagina “Focus sul phishing” del portale istituzionale dell’Agenzia, ed eventualmente rivolgersi ai contatti di assistenza sul sito istituzionale o direttamente all’ufficio territorialmente competente.
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