Analisi e commenti

6 Ottobre 2023

L’economia sommersa nella Ue, analisi del dipartimento Tesoro

Il dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia e delle Finanze ha elaborato un documento, con il quale approfondisce la valutazione di modelli statistici che, attraverso l’individuazione e l’associazione tra molteplici variabili socio-economiche, cercano di predisporre strumenti utili per individuare le ragioni profonde dell’economia sommersa e, al contempo, fornire chiavi di lettura del fenomeno, utili a chi è chiamato a definire politiche economiche efficaci.
Uno dei focus del lavoro si concentra, infatti, sull’analisi empirica, basata sull’osservazione diretta o indiretta dei fatti, della relazione esistente tra l’economia informale e alcune variabili esplicative. Sotto il profilo geografico d’indagine, i dati a disposizione e, quindi, utilizzati sono dei panel riguardanti 28 paesi appartenenti all’Unione europea relativi a 11 rilevazioni annuali comprese tra il 2005 e il 2015.

Il tema al centro dell’indagine
Cosa s’intende per Economia sommersa (Es)? La definizione tecnica usata dall’Istat la estende a tutte le attività economiche non registrate, che sfuggono a ogni rilevazione statistica e ai controlli fiscali. Si tratta, quindi, d’un insieme di comportamenti scorretti messi in atto dagli individui e dalle imprese per occultare la loro ricchezza, la produzione e lo scambio di beni e servizi, così da non adempiere ai propri doveri verso l’operatore pubblico. Dunque, un fenomeno molto complesso che influisce negativamente sullo sviluppo economico, distorcendo la concorrenza tra operatori all’interno del mercato, e provocando inoltre iniquità, in quanto determina una riduzione del gettito che può pregiudicare la qualità dei servizi pubblici offerti a tutti i cittadini, compresi coloro che regolarmente contribuiscono attraverso il pagamento delle imposte.

La novità del documento di lavoro
Scorrendo il report elaborato dal dipartimento del Tesoro, la novità è nell’individuazione di fattori socioeconomici cosiddetti regressori, che maggiormente impattano sulla crescita o meno dell’economia sommersa. Ad esempio, i seguenti tratti dinamici rinvenibili nei diversi Stati rivelano come tanto più un Paese è densamente popolato quanto più l’economia sommersa tende ad aumentare. E ancora, nelle zone con una maggiore presenza di dipendenti pubblici, il sommerso è meno radicato e ciò a dimostrazione della positiva opera dei pubblici dipendenti di tutte le istituzioni centrali e periferiche. Inoltre, un tasso d’istruzione maggiore è senza dubbio una dinamica che ha un effetto frenante sul fenomeno del sommerso. Lo stesso vale per l’industrializzazione che vede generalmente regredire le attività informali. Importante è anche il livello di benessere percepito. Infatti, secondo alcuni studiosi, se le persone sono più felici e hanno un’elevata qualità della vita sono più propense ad avere rispetto della legge e quindi sono disponibili a pagare le tasse. Lo stesso vale per l’occupazione femminile e giovanile, due parametri che hanno una forte incidenza sul sommerso, riducendolo se i tassi di occupazione sono elevati, alimentandolo se si mantengono bassi.

L’Europa e l’economia informale
In termini meramente numerici, i dati del sommerso a livello europeo, desunti dal lavoro di Friedrich Schneider e Leandro Medina (Medina e Schneider, 2017), abbracciano l’arco di tempo dal 1991 al 2015 e sono tutti espressi in percentuali di Pil. Cosa ci rivelano questi aggregati statistici? Che i Paesi con più alto livello di economia sommersa, sia all’inizio che alla fine del periodo, sono Cipro, Romania, Malta e Croazia, mentre i Paesi con il più basso livello sono Austria, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito e Germania. Cosa implica questo? Il primo fattore che emerge da questi dati è che tra Paesi che hanno aderito all’Ue a partire dagli anni ’90, tra cui i Paesi dell’Est-Europa, i tassi dell’economia informale al momento della loro adesione erano generalmente elevati, mentre con il passare degli anni si sono ridotti di valori significativi, con una sola eccezione, Cipro. Al contrario, i Paesi Ue con minore economia sommersa sono quelli che fanno parte dell’Unione Europea da più tempo, ossia dalla sua costituzione (1957).

In pratica, il lavoro ci offre una chiave di lettura innovativa del fenomeno del sommerso, centrato più sulle dinamiche regressive e socioeconomiche che non sulle definizioni puramente numeriche.

L’economia sommersa nella Ue, analisi del dipartimento Tesoro

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