12 Settembre 2023
Transizione green, per il contributo domande telematiche dal 10 ottobre
Nuova linfa per gli investimenti delle imprese volti alla tutela ambientale dei processi aziendali. A sostegno dello sviluppo sostenibile sono stati stanzianti, infatti, fa sapere il ministero delle Imprese e del Made in Italy, 300 milioni di euro confluiti nel “Fondo per il sostegno alla transizione industriale”, istituito con l’obiettivo di adeguare il sistema produttivo italiano alle politiche Ue sulla lotta ai cambiamenti climatici. Le risorse saranno utilizzate per il contributo a fondo perduto da destinare alle imprese per l’attuazione dei programmi agevolabili.
Le richieste di accesso alle agevolazioni potranno essere inviate a partire dalle ore 12 del 10 ottobre e fino alle ore 12 del 12 dicembre 2023, esclusivamente per via telematica, allo sportello online Invitalia, come prevede il decreto del direttore per gli Incentivi alle Imprese del 30 agosto 2023, che definisce le modalità attuative della misura. È possibile presentare una sola domanda per unità produttiva, indipendentemente dalla pluralità di obiettivi ambientali perseguiti dal programma di investimento.
I contributi sono assegnati, fino all’esaurimento delle risorse disponibili, alle condizioni ed entro i limiti delle intensità massime di aiuto previste dal Regolamento Gber e dalla sezione 2.6: “Aiuti a favore della decarbonizzazione” del “Quadro temporaneo” europeo.
A prescindere dalle dimensioni, possono usufruire degli incentivi le imprese con sede in Italia e, in particolare, quelle che operano nei settori estrattivo e manifatturiero, indicate alle sezioni B e C della classificazione Ateco 2007. Gli aiuti economici sono concessi nella forma del contributo a fondo perduto per attuare investimenti che prevedono:
- una maggiore efficienza energetica
- il cambiamento fondamentale del processo produttivo
- l’installazione di impianti da autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, idrogeno e impianti di cogenerazione ad alto rendimento
- la riduzione dell’utilizzo delle risorse tramite il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime e/o l’uso di materie prime riciclate.
Sono ammesse spese per un importo complessivo compreso tra 3 e 20 milioni di euro.
Ultimi articoli
Normativa e prassi 9 Marzo 2026
Immobili “D” non ancora accatasti, aggiornati i coefficienti Imu e Impi
I valori adeguati dovranno essere utilizzati per il calcolo dell’imposta municipale propria e dell’imposta immobiliare sulle piattaforme marine da corrispondere per l’annualità 2026 Sul sito del dipartimento delle Finanze del Mef è disponibile il decreto del 6 marzo che aggiorna i coefficienti necessari per determinare la base imponibile dell’imposta municipale propria (Imu) e dell’imposta immobiliare sulle piattaforme marine (Impi) per il 2026, relativi ai fabbricati del gruppo catastale “D” cioè immobili a destinazione speciale come opifici, alberghi, ospedali, capannoni e palestre.
Normativa e prassi 9 Marzo 2026
Controlli nell’agroalimentare: esami di laboratorio senza Iva
Gli istituti a cui le autorità pubbliche devono affidarsi per le analisi richieste nei controlli ufficiali sono designati specificamente dalle norme di settore e manca quindi il presupposto soggettivo Gli importi versati a copertura dei costi delle analisi, prove e diagnosi svolte dai laboratori ufficiali incaricati nell’ambito dei controlli ufficiali nel settore agroalimentare (regolamento Ue “Ocr”) sono esclusi dall’Iva.
Normativa e prassi 9 Marzo 2026
Spese di telefonia connesse a ricavi: se distinte, la deduzione è piena
I costi relativi a servizi telefonici destinati ad essere ceduti ai propri clienti, anche esteri, non soggiacciono al limite di deducibilità dell’80% previsto per il normale uso in azienda L’Agenzia delle entrate torna sul tema dell’inerenza delle spese di telefonia fissa, mobile e di trasmissione dati nell’ambito aziendale, fornendo indicazioni a una società di servizi erogati a livello internazionale nella risposta n.
Normativa e prassi 6 Marzo 2026
La comunicazione della Pec degli amministratori è senza Bollo
L’esenzione, in origine prevista solo per la registrazione del domicilio digitale dell’impresa, si estende anche al nuovo adempimento, grazie a una lettura logico‑sistematica delle norme di riferimento La comunicazione al Registro delle imprese del domicilio digitale (Pec) degli amministratori di società, obbligati a tale adempimento dalla legge di bilancio 2025, cioè amministratore unico, amministratore delegato o, in assenza di quest’ultimo, presidente del consiglio di amministrazione, non è soggetta a imposta di bollo.