Normativa e prassi

27 Luglio 2023

Anche se la lavanderia è cessata i “suoi” crediti energetici vivono

L’ex titolare di una lavanderia/tintoria, che ha maturato crediti energetici nel terzo e quarto trimestre 2022, nonostante la cessazione dell’attività avvenuta il 31 dicembre dello stesso anno, può ancora utilizzarli in compensazione, entro il termine del 30 settembre 2023, con i debiti tributari e previdenziali riferibili alla ditta individuale. Vale a dire con l’Iva del quarto trimestre 2022 e con i debiti verso l’Inps e l’Erario, per gli allora dipendenti aziendali: si tratta, infatti, di debiti correlati all’attività d’impresa svolta ed emergenti dalle dichiarazioni annuali riferibili alla stessa dell’ultimo periodo d’imposta.

Lo afferma l’Agenzia delle entrate nella risposta n. 396 del 27 luglio 2023, aggiungendo che il contribuente conserva anche la facoltà di cederli, purché la cessione riguardi l’intero importo maturato e non solo ciò che residua.

Così risolve il dubbio dell’istante sulla possibilità di fruire dei contributi straordinari, introdotti dal legislatore a più riprese (nel caso in esame, con i decreti legge “Auiti-bis” – articolo 6, Dl n. 115/2022; “Aiuti-ter” – articolo 3, Dl n. 144/2022 e “Aiuti-quater” – articolo 1, Dl n. 176/2022), per limitare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas sulla produzione e sul carovita. Dubbio scaturito dal fatto di avere cessato l’attività.

La conclusione trae spunto, da quanto chiarito, in riferimento al requisito soggettivo richiesto dalla norma per fruire dell’agevolazione, dalla circolare n. 36/2022, nella quale l’Agenzia ha precisato che “beneficiarie dei crediti d’imposta in esame sono le ”imprese” che sostengono i costi per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale. Sotto il profilo soggettivo, dunque, i crediti d’imposta sono riservati a tutte le imprese residenti, ivi incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, che indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali, nonché dal regime contabile adottato rispettano le condizioni normativamente previste”. La conseguenza è che tali crediti possono essere utilizzati per estinguere, tramite compensazione, i debiti fiscali e previdenziali riferibili all’attività d’impresa, e non anche altri debiti ”personali” ove, come nel caso concreto, il credito sia maturato da una ditta individuale.

Pertanto, come auspicato dall’istante, la chiusura della lavanderia non implica l’estinzione dei crediti maturati. Questi, come anticipato, potranno essere compensati, entro il 30 settembre 2023, ma soltanto con i debiti tributari e previdenziali riferibili alla ditta individuale, emergenti dalle dichiarazioni annuali dell’ultimo periodo d’imposta. E anche ceduti a terzi, purché la cessione riguardi l’intero importo maturato e non solo ciò che resta.

Anche se la lavanderia è cessata i “suoi” crediti energetici vivono

Ultimi articoli

Attualità 18 Settembre 2026

Call center per la precompilata: apertura extra sabato 19 settembre

Domani dalle 9 alle 13 gli esperti dell’Agenzia offriranno assistenza telefonica ai cittadini su consultazione, compilazione e invio online della dichiarazione dei redditi La stagione della precompilata entra nella sua fase finale.

Attualità 18 Settembre 2026

Sale cinematografiche, via alle domande per il tax credit 2025

Dal 21 settembre al 20 ottobre 2026 gli esercenti possono richiedere il credito di imposta sui costi sostenuti per il potenziamento dell’offerta cinematografica Si apre la sessione per accedere al credito d’imposta destinato al funzionamento delle sale cinematografiche.

Attualità 18 Settembre 2026

Accise, bollo auto e autotrasporto, pubblicato il decreto-legge n. 162/2026

Il provvedimento punta a sostenere famiglie, automobilisti, autotrasportatori e lavoratori frontalieri in una fase ancora segnata dal caro energia Dall’esenzione del bollo auto, per gran parte dei veicoli, al taglio temporaneo delle accise sul diesel, fino al sostegno economico per le aree di confine con la Svizzera.

Normativa e prassi 17 Settembre 2026

Data center, la private cage rileva come servizio legato all’immobile

La collocazione fisica dei server determina la territorialità in base alla geolocalizzazione dell’immobile, le prestazioni accessorie incidono sul trattamento fiscale applicabile Quando all’uso esclusivo di un’area delimitata all’interno di una data center italiano si aggiungono i servizi di fornitura elettrica, climatizzazione, interconnessione e sicurezza, la disponibilità della porzione immobiliare determina la territorialità dell’operazione, senza comportarne l’esenzione ai fini Iva.

torna all'inizio del contenuto