15 Giugno 2023
Nel 2022 calano i contenziosi tributari. L’arretrato complessivo è pari a 11,3%
Pubblicato, sul sito del dipartimento delle Finanze, il report con l’andamento del contenzioso tributario e delle attività delle Commissioni tributarie relativo all’anno 2022, elaborato dal Dipartimento delle finanze – Direzione della Giustizia tributaria.
I dati mostrano un calo delle liti pari all’1,3 per cento. La durata media dei giudizi di primo grado è stata pari a 1 anno e 7 mesi, il valore più basso nel periodo 2018 – 2022. Per il secondo grado è invece diminuita la durata media (2 anni e 8 mesi), in controtendenza rispetto al dato del biennio 2020-2021.
É il quadro che emerge dalla Relazione sull’andamento del contenzioso tributario e sulle attività delle Commissioni tributarie relativa al 2022 pubblicata dal Dipartimento delle finanze – Direzione della Giustizia tributaria.
La Relazione è corredata dalle Appendici statistiche e Guida all’interpretazione dei dati.
Aumentano i ricorsi in primo grado che registrano un + 88,2%. Leggera flessione, invece, pari al 4,4% per i ricorsi in appello. Nel complesso i processi arrivati sul tavolo delle Corti di giustizia tributaria sono oltre 187mila. L’ elevato numero dei ricorsi presentati in primo grado è legato fra l’altro alla ripresa delle attività di riscossione e di controllo dei tributi, dopo lo stop dovuto all’emergenza sanitaria per il Covid-19.
Il valore complessivo delle controversie definite nel 2022 è di circa 23,6 miliardi di euro per un ammontare medio della singola controversia pari a circa 124 mila euro.
Un apposito paragrafo è dedicato all’indice di vittoria dell’Agenzia delle entrate. Si tratta di un dato costruito confrontando le pronunce di merito e di legittimità passate in giudicato nel 2022 favorevoli all’Agenzia in tutto o in parte, con il totale delle pronunce di merito e legittimità divenute definitive in cui le Entrate sono parte processuale. Nel 2022 l’indice di vittoria nazionale dell’Agenzia è pari al 76,6%. Ciò significa che circa 3 pronunce su 4 passate in giudicato hanno confermato totalmente o parzialmente la pretesa dell’ufficio.
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