3 Maggio 2021
Ancora un mese di sospensione per notifica cartelle e riscossione
Slitta al 31 maggio 2021 il termine di sospensione delle attività di riscossione, fissato al 30 aprile 2021 dal decreto” Sostegni” (articolo 4, Dl n. 41/2021). Il Mef anticipa la notizia con un comunicato stampa in attesa del provvedimento normativo che ufficializzerà l’ulteriore proroga della sospensione introdotta, a causa dell’emergenza determinata dalla pandemia Covid-19, a partire dall’8 marzo 2020, dal decreto “Cura Italia (articolo 68, Dl n.18/2020).
La misura riguarda tutti le cartelle di pagamento, gli avvisi di addebito e gli avvisi di accertamento esecutivi affidati all’Agente della riscossione, nonché l’invio di nuove cartelle e la possibilità per l’Agenzia di avviare procedure cautelari o esecutive di riscossione, come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.
Un altro mese di stop anche per le verifiche di inadempienza che le pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica sono tenute a effettuare prima di disporre pagamenti di importo superiore a 5mila euro (articolo 48-bis, Dpr n. 602/1973).
Ultimi articoli
Normativa e prassi 27 Gennaio 2026
Niente Iva per la distribuzione dei Gruppi di acquisto solidale
L’entrata in vigore della nuova disciplina fiscale in tema di terzo settore, che trasforma l’agevolazione per questo tipo di operazioni in esenzione è stata rimandata fino al 2036 Sono fuori campo Iva le operazioni di distribuzione ai soci dei beni acquistati collettivamente da un Gruppo di acquisto solidale costituito in forma di Associazione di promozione sociale, in quanto attività non commerciale, sempreché siano rispettate le condizioni statutarie previste dall’articolo 4 del decreto Iva.
Attualità 27 Gennaio 2026
Invio dati spese sanitarie 2025, ultimo giorno lunedì 2 febbraio
Prende avvio il nuovo regime annuale della comunicazione dei dati al sistema Tessera sanitaria.
Attualità 27 Gennaio 2026
Pagamento del canone tv chi ha diritto all’esonero
Possono evitare l’addebito del canone i contribuenti che non hanno un televisore, i cittadini sopra i 75 anni di età a basso reddito e i militari e diplomatici stranieri.
Normativa e prassi 26 Gennaio 2026
Contributi sanitari aziendali, fuori dal reddito di lavoro
I premi versati dal datore di lavoro ai dipendenti per un sistema di assistenza sanitaria integrativa sono esclusi dal reddito, a prescindere dall’eventuale intermittenza del rapporto di lavoro Non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente i contributi di assistenza sanitaria versati, in conformità a disposizioni del Ccnl, dal datore di lavoro a un fondo sanitario integrativo, iscritto all’apposita Anagrafe che opera secondo principi di mutualità tra gli iscritti.