Normativa e prassi

20 Aprile 2021

Iva su percorsi educativi speciali: la modalità a distanza non incide

L’attività svolta da una cooperativa a favore di minori con bisogni educativi speciali (Bes), caratterizzata da una duplice funzione educativa e socio-sanitaria, sconta l’Iva ridotta, anche se è svolta online, con lezioni video-registrate e webinar a domande e risposte. Le prestazioni non vanno segnalate al Sistema tessera sanitaria, ma regolarmente documentate con l’emissione di fatture elettroniche tramite il Sistema di interscambio; una copia, in formato elettronico o cartaceo, andrà messa a disposizione del cliente, salvo sua rinuncia.

La risposta n. 274 del 20 aprile 2021 nasce a seguito dell’interpello presentato da una cooperativa che offre servizi socio-sanitari ed educativi a ragazzi in età scolare (e alle loro famiglie), prevalentemente affetti da disturbo specifico dell’apprendimento e da deficit di attenzione e iperattività. L’istante rappresenta che, a causa dell’emergenza Covid-19, parte dell’attività è passata dalla modalità in presenza a quella a distanza, con l’attivazione di un percorso formativo destinato a genitori e figli, basato su lezioni video-registrate e un servizio di tutoraggio sotto forma di webinar a domande e risposte.
In riferimento a tali prestazioni, due le domande poste:

  • l’aliquota Iva del 5% (parte II-bis, numero 1), tabella A allegata al Dpr n. 633/1972) è applicabile sia quando rese ai minori sia se rivolte ai loro genitori?
  • i relativi dati vanno trasmessi al Sistema tessera sanitaria oppure bisogna emettere fattura elettronica?

Per quanto riguarda l’aliquota agevolata del 5%, l’Agenzia ricorda che la norma di riferimento ne prevede l’applicabilità, sotto il profilo soggettivo, alle prestazioni rese da cooperative sociali e loro consorzi nei confronti di anziani e inabili adulti, tossicodipendenti e malati di Aids, handicappati psicofisici, minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e devianza, persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, persone detenute, donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo; invece, sotto il profilo oggettivo, deve trattarsi di prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù, d’insegnamento scolastico o universitario, per la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, di lezioni su materie scolastiche e universitarie impartite da insegnati a titolo personale, di prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in comunità e simili.
Nel caso in esame, si tratta di un’attività caratterizzata da una duplice funzione, educativa e socio-sanitaria, pensata in prevalenza per una categoria specifica. Infatti, la direttiva Miur 27 dicembre 2012, che stabilisce la necessità di elaborare un percorso didattico/educativo individualizzato e personalizzato per alunni e studenti con bisogni educativi speciali nonché di utilizzare strumenti compensativi e forme di verifica e valutazione personalizzate, individua nell’ambito dei Bes, tra l’altro, i disturbi specifici dell’apprendimento che causano difficoltà nell’esecuzione dei compiti di lettura, scrittura o calcolo (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia) e la sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività, che causa una compromissione della sfera personale, sociale e scolastica.
Ne discende che, alle prestazioni rese dalla cooperativa a favore di minori con bisogni educativi speciali, l’Iva è applicabile con l’aliquota del 5 per cento.
Lo stesso trattamento può essere esteso ai servizi di sostegno all’apprendimento forniti ai genitori, l’intervento dei quali, nel delineato percorso online, consente ai minori di ricevere feedback sul lavoro svolto e avere supporto. Questo, perché si tratta di prestazioni accessorie a quella principale resa direttamente ai minori e, come tali, concorrono a formarne la base imponibile (articolo 12, Dpr n. 633/1972).

Circa il dubbio sull’obbligo di invio al Sistema tessera sanitaria dei dati relativi alle prestazioni, l’Agenzia rileva che le cooperative non sono incluse né tra i soggetti tenuti all’adempimento ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi (articolo 3, comma 3, Dlgs n. 175/2014) né nella più dettagliata elencazione contenuta nell’allegato A del recente decreto Mef 19 ottobre 2020, con cui è stato adeguato il tracciato ai fini della trasmissione dei dati relativi alle spese sanitarie e veterinarie. La cooperativa, peraltro, non eroga servizi prettamente sanitari, bensì prestazioni a carattere socio-sanitario ed educativo.
Pertanto, non sussistendo l’obbligo di invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, nel caso in esame non trova applicazione la disposizione che esclude dall’emissione delle fatture elettroniche i soggetti tenuti a quell’adempimento (articolo 10-bis, Dl n. 119/2018): le prestazioni svolte dalla cooperativa dovranno essere regolarmente documentate con fattura elettronica, tramite il Sistema di interscambio, e una copia della stessa, in formato elettronico o cartaceo, andrà messa a disposizione del cliente, salvo sua rinuncia.

Condividi su:
Iva su percorsi educativi speciali: la modalità a distanza non incide

Ultimi articoli

Normativa e prassi 23 Luglio 2021

Investimenti in beni strumentali, tutti i chiarimenti delle Entrate

Per gli investimenti che danno accesso al credito d’imposta effettuati dal 16 novembre 2020 (data di decorrenza della nuova disciplina introdotta dalla legge di bilancio 2021) al 31 dicembre 2020 (termine finale delle disposizioni previste dalla legge di bilancio 2020), o al 30 giugno 2021 nel caso degli investimenti “prenotati”, cioè con ordine accettato dal venditore e avvenuto pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione entro la data del 31 dicembre 2020, gli effetti del nuovo regime sono anticipati, senza attendere il 31 dicembre 2020, termine naturale delle precedenti misure.

Normativa e prassi 23 Luglio 2021

Importazioni e cessioni senza Iva per contrastare il Covid-19

Le modifiche al regime agevolativo per l’importazione in esenzione da Iva e dazi degli strumenti necessari a prevenire e ostacolare la pandemia non hanno mutato la ratio e le finalità della misura.

Normativa e prassi 23 Luglio 2021

Dispositivo cardiaco con monitor, Kit unico con aliquota Iva al 4%

Con la risposta n. 504 del 23 luglio 2021 l’Agenzia delle entrate fornisce dei chiarimenti a una società che commercializza dispositivi medici contro i disturbi cardiovascolari, in merito all’aliquota Iva applicabile alle cessioni dei dispositivi per il monitoraggio da remoto acquistati in un Paese Ue e rivenduti sul territorio nazionale.

Normativa e prassi 23 Luglio 2021

Senza Iva le cessioni di gasolio da un deposito fiscale a un altro

Con la risposta n. 506 del 23 luglio 2021 l’Agenzia chiarisce che il trasferimento da un deposito fiscale a un altro deposito fiscale, in regime di accisa sospesa, di carburanti identificati con determinati codici di nomenclatura doganali (27101245, 27101249, 27101943, 27102011) regolarmente utilizzabili per motori autotrazione rientra sempre nell’ambito applicativo della disciplina di cui all’articolo 1, commi 937-939 della legge di bilancio 2018 (la n.

torna all'inizio del contenuto