Normativa e prassi

15 Aprile 2021

“Aiuti di Stato”, come aggiustare la confusione fatta in “dichiarazione”

I contribuenti che hanno inserito nel prospetto “Aiuti di Stato” delle dichiarazioni fiscali 2018 l’ammontare della deduzione o della variazione in diminuzione, su cui è calcolata l’agevolazione, anziché l’importo del contributo spettante, potranno correggere l’errore presentando una dichiarazione integrativa, a seguito della quale l’Agenzia delle entrate provvederà a effettuare la correzione in diminuzione del maggior importo precedentemente indicato nel Registro nazionale aiuti di Stato (Rna) dell’aiuto individuale.
Sono le istruzioni fornite dall’Agenzia con la risoluzione n. 26/E del 15 aprile 2021 ai contribuenti che hanno segnalato di aver commesso l’errore.

L’esigenza di rimediare alla svista riguarda, innanzitutto, la deduzione forfetaria Irap allora prevista in caso di assunzioni di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, impiegati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, in determinati (articolo 11, comma 1, lettera a), n. 3, Dlgs n. 446/1997 (codice aiuto 354).
La deduzione doveva essere riportata nel rigo IS2 colonna 2 del modello Irap/2019, mentre l’aiuto spettante andava indicato nei righi IS201 colonna 14 e 26 del prospetto “Aiuti di Stato”.

Il Registro nazionale aiuti di Stato, istituito presso il Mise, ha lo scopo di garantire il rispetto dei divieti di cumulo e degli obblighi di trasparenza e di pubblicità previsti dalla normativa europea e nazionale in materia di aiuti di Stato.
Le regole per il suo funzionamento sono state definite con il decreto interministeriale n. 115/2017. In particolare, il Regolamento distingue gli aiuti subordinati a provvedimenti di concessione da quelli automatici” e “semi-automatici”, ossia fruibili senza specifica autorizzazione.

L’Agenzia delle entrate gestisce quest’ultimi e ne registra l’importo nell’Rna sulla base dei dati indicati dai contribuenti nel prospetto “Aiuti di Stato” delle dichiarazioni fiscali.
Nel quadro devono essere segnalati i contributi i cui presupposti si sono verificati nel periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.
L’amministrazione finanziaria procede con la conseguente iscrizione dell’aiuto individuale nell’esercizio finanziario successivo a quello di presentazione della dichiarazione che contiene l’agevolazione.

La risoluzione precisa che nelle istruzioni alla compilazione del quadro “Aiuti di Stato” della dichiarazione e nelle relative specifiche tecniche è specificato che l’ammontare complessivo del beneficio spettante consiste nel risparmio d’imposta oppure nel credito d’imposta spettante nel periodo.
Quindi, se il contribuente ha fatto confusione indicando la deduzione o la variazione in diminuzione al posto dell’ammontare del beneficio, con conseguente incongruenza dell’importo dell’aiuto individuale iscritto in Rna, per recuperare potrà presentare una dichiarazione integrativa, in base ai commi 8 e 8-bis, dell’articolo 2, Dpr n. 322/1998, segnalando l’importo corretto. L’Agenzia poi procederà a effettuare la correzione in diminuzione del maggior importo precedentemente iscritto in Rna dell’aiuto individuale.
L’irregolarità comporta la sanzione amministrativa in misura fissa da 250 a 2mila euro (comma 1, articolo 8, Dlgs n. 471/1997) con la possibilità per il contribuente di avvalersi del ravvedimento operoso.

Condividi su:
“Aiuti di Stato”, come aggiustare la confusione fatta in “dichiarazione”

Ultimi articoli

Analisi e commenti 22 Ottobre 2021

Prima casa under 36 – 2 Dettagli sul bonus “riacquisto”

Il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa, previsto dall’articolo 7 della legge n.

Attualità 22 Ottobre 2021

Rottamazione, pagamenti, rate: le Faq sul sito di Riscossione

Pubblicate sul sito di Agenzia entrate-Riscossione, le Faq con alcuni chiarimenti sul set di misure di favore introdotte dal decreto fiscale (Dl n.

Attualità 22 Ottobre 2021

Cartelle e avvisi esecutivi inevasi, non c’è esproprio senza intimazione

La procedura finalizzata all’espropriazione forzata, innescata dal mancato versamento di somme indicate in cartelle e avvisi di accertamento esecutivi, da parte di contribuenti che li avevano ricevuti all’inizio della sospensione dei termini (articolo 68, Dl n.

Analisi e commenti 22 Ottobre 2021

Collegato fiscale 2022 – 1: riscossione con kit anti-crisi

Più tempo – centocinquanta giorni – per pagare le somme richieste con le cartelle notificate nell’ultimo quadrimestre di quest’anno; rimessione in termini per i decaduti dalla “rottamazione-ter” e dal “saldo e stralcio”, con versamento degli arretrati, senza oneri aggiuntivi, entro il mese di novembre; innalzamento a diciotto del numero di rate non onorate che fa venir meno i piani di dilazione.

torna all'inizio del contenuto