Dati e statistiche

11 Aprile 2021

Entrate tributarie: l’andamento di tutto il 2020 e di gennaio 2021

La flessione delle entrate nel corso del 2020 ha contribuito al peggioramento dell’indicatore di indebitamento netto: le entrate tributarie erariali accertate sono state pari a 446.796 milioni di euro con una diminuzione del 25.183 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno 2019 (-5,3%). Per il mese di gennaio 2021 il gettito è pari a 36,5 miliardi, con circa 1.179 milioni di euro in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (-3,1%) e una leggera variazione delle imposte dirette in aumento dello 0,3%, ma un calo del 10,9% delle indirette. Disponibili sul sito del Def sia il Bollettino delle entrate tributarie dell’anno 2020, corredato dalle Appendici statistiche e Nota tecnica, sia quello del mese gennaio 2021, anche questo accompagnato dalle rispettive Appendici statistiche e Nota tecnica.

Anno 2020
In base ai dati Istat sul Pil e sull’indebitamento delle Pa nel quadriennio 2017-2020, lo scorso anno il prodotto interno lordo ai prezzi di mercato è diminuito del 7,8 per cento. Rispetto al 2019, in termini reali, la flessione del Pil è stata pari all’8,9%, i consumi finali nazionali sono diminuiti del 7,8% e gli investimenti fissi lordi del 9,1%. Il rapporto tra deficit e Pil è risultato pari a -9,5% rispetto a -1,6% del 2019.
La flessione delle entrate nel corso del 2020 ha contribuito al peggioramento dell’indicatore di indebitamento netto: le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica sono state pari a 446.796 milioni di euro con una diminuzione del 25.183 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno 2019 (-5,3%). La variazione negativa riflette sia il peggioramento del quadro macroeconomico sia gli effetti dei provvedimenti di sostegno all’economia che sono stati adottati dal Governo nel corso dello scorso anno per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Le misure adottate sono state in larga parte destinate al sostegno delle imprese e dei contribuenti operanti nelle attività produttive e nelle regioni interessate dalle restrizioni dell’attività economica classificate a rischio epidemiologico medio-alto introdotte negli ultimi mesi e hanno previsto, in particolare, per alcuni contribuenti e tributi, lo slittamento al 2021 dei versamenti tributari.
Nel 2020, le imposte dirette ammontano a 252.572 milioni di euro, e risultano nel complesso sostanzialmente in linea con quelle del 2019 (+23 milioni di euro).
Il gettito Irpef si è attestato a 187.436 milioni di euro in riduzione di 4.178 milioni di euro (-2,2%) rispetto all’anno precedente per effetto sia dell’andamento negativo delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (-4.262 milioni di euro, -5,2%), che riflettono gli effetti sul gettito del maggior ricorso alla cassa integrazione, e di quelle sui redditi dei lavoratori autonomi (-599 milioni di euro, -5,3%). Le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico, invece, hanno mostrano un incremento di 3.109 milioni di euro (+4,1%) ma, segnala il Def, confluiscono su questo capitolo di bilancio anche le ritenute sulla cassa integrazione corrisposta ai dipendenti privati.
I versamenti Irpef da autoliquidazione hanno segnato una diminuzione di 2.282 milioni di euro (-10,9%).
L’Ires, che risente dell’andamento negativo dell’acconto (-2,8%), si è ridotta di 170 milioni di euro (-0,5%). I versamenti a saldo hanno segnato un incremento dell’8,3 per cento.
Tra le altre imposte dirette, il Def richiama gli incrementi delle entrate dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+1.615 milioni di euro), che riflette le performance positive dei mercati nel corso del 2019 e di quelle relativa all’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione, quella sui redditi, le ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale ha evidenziato un calo limitato a 40 milioni di euro (-0,5%).
Le imposte indirette ammontano a 194.224, con una diminuzione tendenziale di 25.206 milioni di euro (pari al -11,5%). Il dipartimento precisa che la dinamica negativa è dovuta alla riduzione dell’Iva (-13.227 milioni di euro, -9,7%), e, in particolare, della componente di prelievo sugli scambi interni (-9.377 milioni di euro, –7,6%) e di quella sulle importazioni (-3.850 milioni di euro, -27,7%).
Tra le altre imposte indirette, le entrate dell’imposta sulle assicurazioni hanno registrato una diminuzione di gettito di 483 milioni di euro (-11,2%). Negativi risultano anche gli andamenti delle entrate derivanti da imposte sulle transazioni (tasse e imposte ipotecarie: -159 milioni di euro, pari a -10%, imposta di registro: -865 milioni di euro (-18,1%) e diritti catastali e di scritturato: -38 milioni di euro pari a -6,2%). Il Bollo registra un gettito in aumento, +158 milioni di euro (+2,4%).
Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi hanno registrato una riduzione di 4.184 milioni di euro (-16,4%). Parimenti, registrano una diminuzione le entrate relative all’accisa sul gas naturale per combustione (-527 milioni di euro, -14,7%), l’accisa e imposta erariale sui gas incondensabili (-109 milioni di euro, -17,2%) e l’accisa sull’energia elettrica e addizionali (-51 milioni di euro, -1,9%).
Le entrate relative ai “giochi” ammontano, nel 2020, a 10.510 milioni di euro (-5.095 milioni di euro, -32,6%).
Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si sono attestate a 8.854 milioni (-4.462 milioni di euro, pari a -33,5%) di cui 3.977 milioni di euro (-2.940 milioni di euro, -42,5%) affluiti dalle imposte dirette e 4.877 milioni di euro (-1.522 milioni di euro, -23,8%) dalle imposte indirette. Anche questi andamenti riflettono gli effetti del decreti adottati in conseguenza dell’emergenza sanitaria, come il “Cura Italia”, il “Rilancio” e l’ultimo Dl n. 129/2020 che hanno sospeso i termini di versamento.

Gennaio 2021
Le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 36.508 milioni di euro, segnando una diminuzione di 1.179 milioni di euro rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (-3,1%). Le imposte dirette segnano una lieve variazione in aumento dello 0,3%, mentre quelle indirette registrano un calo del 10,9 per cento.
Le imposte dirette si assestano a 26.293 milioni di euro (+74 milioni di euro, +0,3%) rispetto al mese di gennaio 2020. La ragione di tale andamento, spiega il Def, è riconducibile essenzialmente all’imposta sostitutiva sui redditi, alle ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale (+ 100 milioni di euro, +21,3%) e alle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+55 milioni di euro, +19,0%). Calo di gettito, invece, per l’Irpef con -74 milioni di euro (-0,3%) e l’Ires, con -141 milioni di euro (-47,8%).
Le imposte indirette ammontano a 10.215 milioni di euro, in flessione di 1.253 milioni di euro (-10,9%). All’andamento negativo ha contribuito la diminuzione del gettito Iva (-473 milioni di euro, -7,5%) e in particolare di quello sulle importazioni che, rispetto al 2020, è diminuito di -506 milioni di euro (-38,0%), per effetto del calo dei consumi petroliferi (-15%).
Il gettito Iva sugli scambi interni registra un incremento di 33 milioni di euro (+0,7%), poiché nel primo anno 2021 risente, tra l’altro, degli effetti della sospensione dei versamenti in scadenza nel mese di dicembre 2020. Il Def segnala, inoltre, la diminuzione del gettito relativo all’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (-216 milioni di euro, pari a –19,1%).
Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si attestano a 523 milioni (-301 milioni di euro, -36,5%) articolanti in: 238 milioni di euro (-110 milioni di euro, -31,6%) riferiti alle imposte dirette e 285 milioni di euro (-191 milioni di euro, -40,1%) a quelle indirette.

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