Normativa e prassi

29 Gennaio 2021

Invio telematico tramite Muic: il servizio si estende alle Pa

Le procedure per la predisposizione e presentazione degli atti di aggiornamento catastale, tramite modello unico informatico di aggiornamento degli atti catastali (Muic), sono estese alle amministrazioni pubbliche per i beni di cui siano proprietarie o titolari di altri diritti reali soggetti alla iscrizione in catasto. In una prima fase l’utilizzo dei servizi di trasmissione telematica è facoltativo, l’obbligatorietà sarà disposta con successivo provvedimento.
Sono in sintesi le novità contenute nel provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 28 gennaio 2021.

Domande all’Agenzia tramite Pec
L’utilizzo del servizio telematico da parte delle Pa è effettuato mediante propri dipendenti, in possesso di un titolo di studio idoneo all’esercizio delle professioni tecniche con cui possono sottoscrivere gli atti di aggiornamento catastale, previamente autorizzati a trasmettere gli atti alle Entrate. Tali dipendenti hanno le stesse facoltà dei professionisti iscritti agli ordini professionali di poter accedere in via telematica agli atti conservati nell’archivio catastale non ricompresi negli atti del catasto. Le amministrazioni pubbliche inviano tramite Pec all’Agenzia delle entrate un’apposita domanda di accesso al servizio, sottoscritta digitalmente da un soggetto che potere di rappresentare la stessa amministrazione. L’Agenzia, sulla base della documentazione ricevuta, abilita sul sistema telematico il responsabile del servizio, che potrà a sua volta abilitare ulteriori dipendenti della stessa amministrazione autorizzati all’uso delle procedure informatiche.
Gravi e ripetute violazioni degli obblighi indicati nel provvedimento di oggi o il mancato utilizzo della trasmissione telematica per un periodo superiore a dodici mesi possono comportare la revoca o la sospensione del servizio da parte dell’Agenzia.

L’iter normativo
Il provvedimento di oggi trova origine nella legge Finanziaria 2005 che ha previsto la possibilità di presentare gli atti di aggiornamento catastale con procedure telematiche con un modello unico informatico, demandando ad appositi provvedimenti dell’allora Agenzia del territorio la fissazione di termini, condizioni e modalità attuative (articolo 1, comma 374, della legge n. 311/2004)

Successivamente con il provvedimento attuativo direttoriale del 22 marzo 2005, l’Agenzia del territorio ha stabilito termini, le condizioni e le modalità di presentazione del modello unico informatico di aggiornamento degli atti catastali (Muic), individuando, tra l’altro, i professionisti iscritti agli Ordini e Collegi professionali abilitati alla predisposizione e presentazione degli atti di aggiornamento del catasto con procedure telematiche, mediante tale modello.

Il provvedimento direttoriale 22 marzo 2005 ha poi attivato il servizio di trasmissione telematica del Muic in relazione alle dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione e alle dichiarazioni di variazione dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari urbane censite (Docfa). L’attivazione, eseguita inizialmente solo in alcune aree, è stata poi estesa a tutto il territorio nazionale.

Successivi provvedimenti, inoltre, hanno attivato il servizio di trasmissione telematica su tutto il territorio nazionale, ad eccezione di quelli in cui le funzioni amministrative in materia di catasto edilizio urbano sono esercitate dalle Province autonome.

Nel 2010, con il provvedimento del 26 ottobre, è stato previsto che i modelli unici informatici catastali trasmessi per via telematica sono sottoscritti dal tecnico professionista che li ha redatti con firma digitale.

Infine, l’obbligo di utilizzare il  servizio telematico per la presentazione, mediante Muic, degli atti tecnici di aggiornamento catastale (Docfa e Pregeo) da parte dei tecnici professionisti iscritti agli ordini e collegi professionali arriva con il provvedimento dell’11 marzo 2015.

Con il provvedimento di oggi il servizio di trasmissione telematica del Muic viene esteso alle amministrazioni pubbliche (indicate nell’articolo 1, comma 2, del Dlgs 165/2001), consentendo anche alle stesse, l’utilizzo facoltativo, delle procedure telematiche di trasmissione degli atti di aggiornamento catastale.

Condividi su:
Invio telematico tramite Muic: il servizio si estende alle Pa

Ultimi articoli

Attualità 5 Marzo 2021

Il lavoro agile in Agenzia delle entrate. Focus sull’esperienza del personale

Soddisfazione per le modalità di comunicazione con colleghi e capi, per i risultati raggiunti sul lavoro, per i nuovi equilibri nel bilanciamento tra vita professionale e personale.

Normativa e prassi 5 Marzo 2021

Bonus facciate per il palazzo all’interno del chiostro pubblico

La detrazione del 90% della spesa sostenuta per il recupero o il restauro della parte esterna del palazzo può essere fruita anche nel caso in cui la facciata messa a nuovo non sia visibile dalla strada ma dal chiostro interno al complesso monumentale, il cui suolo è pubblico e quindi accessibile dai cittadini.

Normativa e prassi 5 Marzo 2021

Struttura privata accreditata al Ssn, invio delle spese “svincolato”

La società privata accreditata al Ssn, tenuta alla comunicazione dei dati sanitari all’Agenzia delle entrate per la predisposizione delle dichiarazioni precompilate, che opera sia in regime di accreditamento mediante specifiche convenzioni con le varie Asl, sia in regime di libero mercato, fino a quando tale accreditamento perdura, comunicherà al Sistema Ts tutte le prestazioni sanitarie rese a partire dal 1° gennaio 2020, senza indicazione della modalità di pagamento e indipendentemente dalla modalità di pagamento utilizzata.

Normativa e prassi 5 Marzo 2021

Iva ordinaria per il capanno non demaniale su area demaniale

Alla cessione del capanno da pesca non di proprietà dello Stato, anche se situato su un’area demaniale data in concessione, va applicata l’aliquota ordinaria del 22%, perché l’operazione realizzata si configura, per il concessionario che subentra, come trasferimento di diritto reale di godimento del bene acquistato, assimilato al diritto di superficie.

torna all'inizio del contenuto