Normativa e prassi

15 Gennaio 2021

Servitù su terreni agricoli: l’imposta di registro è al 9%

L’imposta di registro da applicare alla costituzione di servitù su terreno agricolo a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e imprenditori agricoli è quella del 9% e non del 15% prevista in caso di trasferimento del bene. Di conseguenza, le controversie pendenti nei vari gradi di giudizio dovranno essere riesaminate alla luce di tale indicazione e le precisazioni fornite con i precedenti documenti di prassi (risoluzione n. 92/2000 e circolare n. 18/2013) devono ritenersi superate.

È quanto chiarito dall’Agenzia con la risoluzione n. 4 del 15 gennaio 2021.

Le nuove indicazioni si basano sull’analisi del consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità in tema di imposta di registro da applicare agli atti costitutivi di servitù sui terreni agricoli (Cassazione, sentenze n. 22198/2019, n. 22199/2019, n. 22200/2019 e n. 22201/2019).
Va ricordato che la normativa vigente (articolo 1 della Tariffa, Parte prima, allegata al Dpr n. 131/1986) prevede, al primo periodo del comma 1, l’applicazione dell’imposta di registro proporzionale nella misura del 9%, in via generale, agli “Atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili in genere e atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento, compresi la rinuncia pura e semplice agli stessi, i provvedimenti di espropriazione per pubblica utilità e i trasferimenti coattivi”.
L’aliquota sale al 15% “Se il trasferimento ha per oggetto terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale”, come indicato nel successivo periodo della norma.

A parere dei giudici di legittimità, in relazione alla natura peculiare del diritto di servitù (agli articoli 1027 e ss del codice civile), il legislatore non ha voluto dare ampia accezione al termine “trasferimento” avendolo invece circoscritto a un preciso atto negoziale posto in essere dalle parti. Di conseguenza, in una servitù prediale non vi è alcun trasferimento di diritto, trattandosi di una limitazione imposta al proprietario di un fondo (servente) a vantaggio di un altro fondo (dominante). In base a tali criteri, nelle citate pronunce la Cassazione si è sempre espressa nel senso che la servitù prediale costituita su un terreno agricolo essendo un atto costitutivo e non traslativo deve scontare l’aliquota del 9% e non quella del 15% prevista per i trasferimenti.

Alla luce del quadro delineato, l’Agenzia ritiene superate le indicazioni contenute nei precedenti documenti di prassi (risoluzione n. 92/2000 e circolare n. 18/2013) e chiarisce che i numerosi contenziosi pendenti, concernenti la tassazione ai fini dell’imposta di registro degli atti costitutivi di servitù su terreno agricolo, devono essere riletti e risolti applicando l’aliquota del 9% (primo periodo del comma 1 dell’articolo 1 della Tariffa, Parte prima, allegata al Dpr n. 131/1986) al posto di quella del 15% applicata dagli Uffici.

Inoltre, nella risoluzione odierna si precisa che per gli atti costitutivi del diritto di servitù non c’è l’obbligo di presentazione della domanda di voltura volta ad aggiornare le intestazioni catastali, a norma dell’articolo 3 del Dpr n. 650/1972, secondo cui “Ogni qualvolta vengono posti in essere atti civili o giudiziali od amministrativi che diano origine al trasferimento di diritti censiti nel catasto dei terreni, coloro che sono tenuti alla registrazione degli atti stessi hanno altresì l’obbligo di richiedere le conseguenti volture catastali”, mentre è prevista la trascrizione dei “contratti che costituiscono o modificano servitù prediali” (articolo 2643, comma 1, n. 4) del codice civile).

Condividi su:
Servitù su terreni agricoli: l’imposta di registro è al 9%

Ultimi articoli

Attualità 26 Febbraio 2021

Bonus pubblicità, marzo è il mese per prenotare il tax credit 2021

Dal 1° al 31 marzo 2021 sarà possibile presentare la comunicazione che consente l’accesso al credito d’imposta per investimenti pubblicitari, realizzati o ancora da realizzare nel 2021, utilizzando i servizi resi disponibili nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate, a cui si può accedere mediante tramite Spid, Carta nazionale dei servizi (CNS) o Carta d’identità elettronica (CIE), e con Entratel e Fisconline.

Attualità 26 Febbraio 2021

Bonus quotazione Pmi, dalla proroga le nuove scadenze per le domande

Le piccole e medie imprese che intendono sfruttare il credito d’imposta pari al 50% delle spese di consulenza, fino a un massimo di 500mila euro, sostenute per quotarsi sui mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, avranno tempo per presentare le domande relative ai costi sopportati fino al prossimo 31 marzo, per quelli 2020 e, dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022, per le spese 2021.

Analisi e commenti 26 Febbraio 2021

Consolidato nazionale e mondiale. Tutte le novità del modello 2021

Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 29 gennaio scorso è stato approvato il modello “Consolidato nazionale e mondiale 2021” (Cnm 2021), con le relative istruzioni, da presentare nell’anno 2021 ai fini della dichiarazione dei soggetti ammessi alla tassazione di gruppo di imprese controllate residenti nonché dei soggetti ammessi alla determinazione dell’unica base imponibile per il gruppo di imprese non residentiIl Tuir disciplina gli istituti del consolidato nazionale e del consolidato mondiale (si vedano gli articoli da 117 a 142).

Attualità 26 Febbraio 2021

Gianni Marongiu: l’etica del tributo e il rispetto del contribuente

Nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 febbraio ci ha lasciato Gianni Marongiu.

torna all'inizio del contenuto