21 Ottobre 2026
Forfettari, al via la consultazione sul limite massimo di ricavi/compensi
In un questionario i contribuenti interessati potranno esprimersi sugli effetti dell’innalzamento a 85mila euro della soglia prevista, avvenuto con la legge di bilancio 2023, e proporre nuove modifiche
Parte da oggi, 21 ottobre 2026, la consultazione pubblica promossa dal dipartimento delle Finanze per raccogliere le opinioni degli operatori sugli effetti dell’innalzamento a 85mila euro della soglia di ricavi e compensi prevista per l’accesso al regime forfettario, introdotto con la legge di bilancio 2023. Gli interessati possono partecipare fino al 18 novembre direttamente online rispondendo a un questionario allegato all’avviso del Df che annuncia l’avvio della consultazione. La loro opinione sarà utile all’Amministrazione finanziaria per valutare l’impatto della misura, che ha portato da 65mila a 85mila euro il limite massimo di ricavi conseguiti o compensi percepiti nell’anno precedente ai fini dell’accesso e della permanenza nel regime.
Il sondaggio, precisa il dipartimento, si svolge online e in forma aperta per facilitare la partecipazione di una platea quanto più ampia e diversificata.
Le osservazioni dei contribuenti saranno valutate senza tuttavia costituire un vincolo per eventuali interventi normativi successivi. Come precisa il dipartimento, saranno prese in considerazione esclusivamente le riflessioni e le proposte attinenti all’oggetto della consultazione e trasmesse in forma non anonima.
Passato e presente
Nella pagina dedicata all’avviso è pubblicato un file che riepiloga con un breve excursus il percorso normativo del regime forfettario introdotto e regolato dalla legge di stabilità 2015 (articolo 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190/2014) e, dal 1° gennaio 2027, dagli articoli da 232 a 243 del Dlgs n. 117/2026 (nuovo Testo unico imposte dirette).
Il Df ricorda, in particolare, che il regime è riservato alle persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arte o professione in forma individuale e che, oltre al rispetto specifici requisiti, prevede attualmente un limite di ricavi o compensi pari a 85mila euro annui e un tetto di 20mila euro per le spese sostenute per lavoro.
In origine, con la legge di stabilità 2015, erano previsti limiti differenziati in base all’attività esercitata, ritoccati poi l’anno successivo, mentre dal 2019 è stato introdotto un limite unico di 65mila euro valido per tutte le categorie di contribuenti interessate. Infine, con la legge di bilancio 2023, come già detto, il limite di accesso riguardo ai ricavi o compensi è diventato di 85mila euro.
Ed è proprio da quest’ultimo intervento che parte la consultazione attivata dal Mef. In concreto, scopo dell’indagine è comprendere se l’innalzamento della soglia abbia favorito o meno l’accesso al regime e lo sviluppo delle attività economiche, e quali siano gli aspetti maggiormente apprezzati del forfettario, dalla semplificazione degli adempimenti ai vantaggi economici.
Le domande dell’indagine
Le prime quattro domande del questionario sono strutturate con risposte predefinite e mirano a capire se il contribuente utilizzasse il regime forfetario già prima del 2023; se l’innalzamento della soglia sia stato determinante per un successivo ingresso, se abbia favorito l’espansione o lo sviluppo dell’attività, quale sia stata la principale motivazione della scelta del forfettario (semplificazione degli adempimenti, convenienza economica o altri fattori).
Le ultime due domande sono invece aperte e chiedono ai partecipanti di descrivere l’eventuale impatto concreto che l’innalzamento della soglia a 85mila euro ha avuto sull’attività economica svolta, e di proporre miglioramenti al regime sul fronte della semplificazione, efficacia e coordinamento con altre agevolazioni e disposizioni normative.
Fonte: FiscoOggi
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