29 Settembre 2026
America’s Cup, la guida Adm per team e operatori economici
Il vademecum illustra il quadro normativo e operativo, fornendo indicazioni a organizzatori e operatori chiamati a gestire l’ingresso in Italia di imbarcazioni, attrezzature e materiali
In occasione della 38a edizione dell’America’s Cup, in corso Napoli fino a tutto il 2027, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha predisposto un’articolata guida destinata ai soggetti coinvolti nella manifestazione (team, partner, fornitori, operatori logistici, media, spettatori e agli altri soggetti coinvolti nell’organizzazione e nella realizzazione dell’evento). L’obiettivo è fornire un quadro chiaro delle procedure doganali applicabili ai natanti, alle merci e alle attrezzature che saranno movimentate in occasione del più importante evento mondiale della vela.
Nel dettaglio la guida contiene:
- procedure doganali applicabili, tra cui immissione in libera pratica, ammissione temporanea, esportazione e transito
- documentazione per le spedizioni cargo, inclusi documenti di trasporto, Carnet Ata, fatture, attestazioni di origine, licenze e certificazioni
- previsioni riguardanti le merci al seguito del viaggiatore, gli effetti personali, le attrezzature sportive e il materiale professionale
- disposizioni relative a denaro contante, farmaci, alimenti, animali, beni culturali, mezzi di trasporto, acquisti tax free e donazioni
- semplificazioni dedicate e utilizzo del codice 70YY per consentire la rapida identificazione delle merci collegate alla manifestazione.
La guida, predisposta da Adm sia in italiano sia in inglese, rappresenta non soltanto uno strumento operativo per gli operatori del settore, ma anche un riferimento importante dell’organizzazione dell’America’s Cup. Il documento, infatti, si inserisce nell’attività di supporto istituzionale che Adm svolge in occasione dei grandi eventi internazionali, con l’obiettivo di garantire procedure uniformi, tempi certi e un corretto coordinamento tra le diverse autorità coinvolte.
L’ammissione temporanea
Nel manuale, particolare rilievo assume il regime di ammissione temporanea, uno degli strumenti maggiormente utilizzati nel settore della nautica internazionale. Sul punto, l’Agenzia delle dogane, con la circolare n. 11 del 15 aprile 2026, ha fornito importanti chiarimenti applicabili anche al contesto dell’America’s Cup. Nel documento di prassi ha ricordato, infatti, che l’ingresso di uno yacht nelle acque territoriali dell’Unione europea, cioè entro il limite delle dodici miglia, è sufficiente per attivare automaticamente il regime di ammissione temporanea, che consente di non pagare, né dazi doganali né Iva all’importazione, quando l’imbarcazione entra nell’Unione europea. In pratica, un’imbarcazione proveniente da un Paese extra Ue può entrare e restare nella Ue per un periodo limitato senza essere “importata definitivamente”. Questo evita costi molto elevati che normalmente si applicherebbero.
In riferimento al periodo di permanenza consentito nel territorio unionale, per le imbarcazioni utilizzate a fini privati il limite è fissato in diciotto mesi dalla normativa europea. La guida precisa che per le imbarcazioni vincolate al regime di ammissione temporanea, destinate allo svolgimento della manifestazione, si applica l’articolo 234 del Regolamento Ue 2015/2446, pertanto, il periodo di permanenza si considera correlato alla durata della manifestazione stessa. Adm, nella circolare richiamata, ha chiarito che tale termine continua a decorrere anche nel caso in cui l’unità sia temporaneamente assoggettata ad altri regimi doganali, ad esempio per effettuare lavori di manutenzione o riparazione, purché restino invariati sia il proprietario sia la finalità privata dell’utilizzo.
Le indicazioni della circolare utili per l’evento velico
La circolare 11/2026 richiama, inoltre, principi destinati ad assumere rilievo durante l’America’s Cup, vista la presenza di numerose unità di supporto e imbarcazioni professionali. Ad esempio, il passaggio dall’uso privato di una imbarcazione all’uso commerciale non può avvenire direttamente all’interno del territorio unionale: lo yacht deve prima uscire dalle acque europee e successivamente rientrare per attivare il nuovo regime. La stessa regola si applica quando un’imbarcazione entra inizialmente come unità privata e successivamente viene destinata a un’attività di charter. Un ulteriore chiarimento riguarda la figura dello skipper: quando il comandante conduce l’imbarcazione per conto del proprietario non residente, quest’ultimo continua a essere considerato il reale utilizzatore dell’unità e, quindi, il titolare dell’autorizzazione doganale, indipendentemente dalla sua presenza o meno a bordo.
Un aspetto particolarmente importante riguarda i componenti delle imbarcazioni che arrivano da Paesi terzi per costruire o riparare in Italia un’imbarcazione destinata all’America’s Cup. In tal caso si applica il regime di perfezionamento attivo: i pezzi vengono importati senza pagamento immediato dei dazi perché saranno incorporati nella barca in costruzione. Se invece i componenti, le attrezzature o i pezzi di ricambio sono destinati a imbarcazioni già esistenti che partecipano alla competizione, si utilizza il regime di ammissione temporanea. I beni entrano in Italia per il tempo necessario all’evento e devono poi essere riesportati.
Fonte: FiscoOggi
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