Normativa e prassi

1 Settembre 2026

Attività dei consorzi forestali: esente l’esperienza nell’aula museale

L’Agenzia chiarisce che le escursioni in percorsi naturalistici non sono soggette alla disciplina speciale riservata a spettacoli e intrattenimenti e quindi non occorrono le biglietterie Siae

Le visite guidate nei percorsi naturalistici, i laboratori didattici e l’esperienza nell’aula immersiva museale non costituiscono attività di spettacolo o intrattenimento, di conseguenza, non richiedono l’utilizzo della biglietteria automatizzata Siae e l’applicazione della relativa disciplina fiscale. L’esperienza nell’aula museale, inoltre, è esente da Iva perché assimilabile a una visita al museo. È quanto precisa l’Agenzia delle entrate con la risposta n. 166 del 1° settembre 2026.

A chiedere il chiarimento è un consorzio forestale volontario che svolge, senza fini di lucro, attività di supporto agli enti locali per lo sviluppo, la valorizzazione e la gestione delle risorse ambientali nell’ambito del territorio affidato al consorzio stesso. Più nel dettaglio, si occupa, in primis, della valorizzazione del patrimonio agrosilvopastorale dei comuni soci, e, in via secondaria, di educazione ambientale.

Organizza, dietro pagamento di un corrispettivo da parte degli utenti, visite guidate su percorsi naturalistici, attività di divulgazione naturalistica e interpretazione ambientale, laboratori educativi, e visite in un’aula immersiva inserita in un contesto museale.

Le escursioni sono effettuate in aree aperte al pubblico e non richiedono biglietti d’ingresso. Il corrispettivo versato riguarda, quindi, esclusivamente il servizio di accompagnamento eseguito dalla guida abilitata e l’attività didattico divulgativa erogata.

Per quanto riguarda l’esperienza in un’aula immersiva museale, l’esperienza consiste in un’attività multimediale interattiva progettata con finalità educative e divulgative. L’accesso può essere subordinato all’ingresso al museo oppure tramite prenotazione specifica come attività museale. Se la visita nell’aula immersiva è abbinata alla visita del museo, i corrispettivi sono indicati separatamente nel documento fiscale.

Ciò detto, il consorzio domanda se le attività descritte siano qualificabili come attività di spettacolo o di intrattenimento con conseguente obbligo di biglietteria automatizzate Siae.
In caso di risposta negativa, chiede se le stesse, non essendo riconducibili tra i servizi spettacolistici o di intrattenimento, possano essere qualificate, ai fini Iva, come generiche prestazioni di servizi culturali, turistico-didattiche o museali e beneficiare del regime di esenzione previsto dall’articolo 10, primo comma, n. 22), del decreto Iva a favore delle “prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili e quelle inerenti alla visita di musei, gallerie, pinacoteche, monumenti, ville, palazzi, parchi, giardini botanici e zoologici e simili”.

Per risolvere i quesiti bisogna innanzitutto stabilire se le prestazioni svolte dall’ente siano qualificabili come attività di intrattenimento o di spettacolo e, se di conseguenza, i relativi corrispettivi debbano essere certificati attraverso i titoli di accesso emessi mediante gli appositi misuratori fiscali o le biglietterie automatizzate Siae.

L’Agenzia ritiene di no e, richiamando la circolare n. 165/2000, precisa che l’imposta sugli intrattenimenti trova applicazione esclusivamente nei confronti delle attività espressamente individuate dalla tariffa allegata al Dpr n. 640/1972, caratterizzate da finalità prevalentemente ludiche o ricreative. Analogamente, il particolare regime previsto per le attività spettacolistiche, come stabilito dall’articolo 74-quater del decreto Iva, è riservato alle manifestazioni indicate nella Tabella C allegata al decreto Iva.

Dalle informazioni fornite dal consorzio emerge, osserva l’Amministrazione, che le visite guidate, i laboratori didattici e l’esperienza nell’aula immersiva offerti dall’ente presentano una prevalente finalità educativa, culturale e divulgativa e non comprendono esibizioni artistiche, spettacoli dal vivo, attività ludico-ricreative organizzate o altre caratteristiche tipiche dell’intrattenimento. Pertanto, l’Agenzia esclude che a tali attività possa essere applicata sia l’imposta sugli intrattenimenti sia la disciplina fiscale propria degli spettacoli. Conseguentemente, i relativi corrispettivi possono essere certificati secondo le modalità ordinarie, senza obbligo di emissione dei titoli di accesso tramite sistemi di biglietteria automatizzata Siae.

Per quanto riguarda il trattamento Iva e l’eventuale esenzione prevista dall’articolo 10, comma 1, n. 22) del Dpr n. 633/1972, l’Agenzia ricorda che l’agevolazione riguarda le prestazioni collegate alla visita di musei, gallerie, monumenti, parchi e altri luoghi di interesse culturale o a essi assimilabili. La finalità della norma è favorire la fruizione di servizi di rilevante interesse culturale e sociale. Per beneficiare dell’esenzione, tuttavia, la prestazione deve essere strettamente collegata a una vera e propria visita culturale: non è sufficiente che l’attività abbia contenuti educativi o divulgativi, ma occorre che essa costituisca parte integrante dell’accesso e della visita a un luogo qualificabile come museo o struttura analoga.

Alla luce di tali principi, l’Agenzia esclude l’applicazione dell’esenzione Iva alle attività escursionistiche oggetto dell’interpello, pur riconoscendone la valenza educativa e divulgativa. Sebbene siano svolte da guide abilitate e perseguano finalità culturali, tali iniziative si svolgono in aree liberamente accessibili, senza il pagamento di un titolo d’ingresso riferito alla visita di un luogo di interesse culturale. I corrispettivi versati dai partecipanti remunerano, quindi, un’autonoma prestazione di servizi, consistente nell’accompagnamento escursionistico e nell’attività didattico-divulgativa, che deve essere assoggettata a Iva secondo le regole ordinarie.

Diversa è invece la conclusione per l’attività svolta all’interno del museo. In questo caso il corrispettivo è versato per accedere e partecipare a una visita all’interno di una “aula immersiva”. Si tratta di uno spazio espositivo con finalità educative e divulgative che, per caratteristiche e modalità di fruizione, è assimilabile a un museo.
In questo caso non si tratta di un semplice servizio di accompagnamento, ma della fruizione di un percorso espositivo culturale organizzato. L’Agenzia ritiene pertanto applicabile il regime di esenzione Iva, proprio perché il pagamento è direttamente collegato alla visita di un luogo riconducibile a quelli indicati dall’articolo 10, comma 1, n. 22) del Dpr n. 633/1972 (“prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili e quelle inerenti alla visita di musei, gallerie, pinacoteche, monumenti, ville, palazzi, parchi, giardini botanici e zoologici e simili”).


Fonte: FiscoOggi

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