Normativa e prassi

12 Agosto 2026

Federalismo fiscale e tributi locali: pubblicato il decreto attuativo

Approda in Gazzetta il decreto legislativo che aggiunge un tassello fondamentale per la riforma del sistema tributario e amministrativo degli enti locali e territoriali

Con la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, 11 agosto 2026, del Dlgs n. 147/2026, l’attuazione della riforma fiscale aggiunge il tassello riguardante i tributi regionali e locali e il federalismo fiscale regionale. In particolare, con il nuovo provvedimento, viene ridisegnato il rapporto tra contribuenti, enti territoriali e sistema dei tributi regionali e locali. I punti chiave sono l’introduzione di misure che favoriscano l’adempimento spontaneo attraverso la semplificazione degli obblighi tributari, strumenti più efficaci in materia di accertamento e riscossione e il rafforzamento dell’autonomia finanziaria di Regioni ed enti locali con un nuovo assetto del federalismo fiscale. Il decreto specifica che gli enti interessati sono tenuti ad applicare i principi generali dell’ordinamento tributario contenuti nello Statuto dei diritti del contribuente e ad essi devono adeguare i propri ordinamenti.

Il decreto punta, dunque, a potenziare la compliance fiscale attraverso iniziative che, in pratica, replicano quanto già messo in atto a livello nazionale dall’Amministrazione finanziaria. E così, anche Regioni ed enti locali sono invitati a sviluppare modelli di collaborazione preventiva con i contribuenti, attraverso l’utilizzo di strumenti digitali, la diffusione di informazioni in materia tributaria, servizi di assistenza e consulenza, semplificazioni amministrative e percorsi orientati alla prevenzione degli errori. È introdotta infatti la possibilità di inviare comunicazioni preventive contenenti dati e informazioni già disponibili all’ente, con l’obiettivo di consentire al contribuente di correggere spontaneamente eventuali irregolarità prima dell’avvio delle attività di accertamento. Inoltre, il decreto prevede l’adozione di istituti premiali destinati a incentivare l’adempimento spontaneo e introduce la possibilità di ridurre aliquote e tariffe in caso di pagamento tramite addebito diretto su conto corrente bancario o postale.

Particolarmente rilevanti sono le novità sul ravvedimento e sull’accertamento. Gli enti territoriali potranno inviare avvisi bonari per consentire la regolarizzazione di versamenti omessi, tardivi o parziali, applicando sanzioni ridotte. Il contribuente avrà sessanta giorni per fornire chiarimenti, documentazione o ricevute di pagamento eventualmente non considerate dall’ente o per correggere le irregolarità riscontrate.

Sul fronte delle sanzioni, viene estesa ai tributi regionali e locali la disciplina generale delle sanzioni amministrative tributarie contenuta nel decreto legislativo n. 472/1997 e, dal 1° gennaio 2027, nella parte I, titolo I, capo I del nuovo Testo unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali (Dlgs n. 173/2024).

Una parte del decreto è dedicata inoltre alla disciplina specifica dei singoli tributi. Per quanto riguarda il tributo locale più noto, l’Imu, il decreto interviene soprattutto sul terreno della semplificazione con l’introduzione di un modello dichiarativo unico telematico. La dichiarazione avrà efficacia anche per gli anni successivi, salvo variazioni rilevanti.

Il provvedimento non trascura la sostenibilità ambientale. In tema di Tari, il decreto rafforza il principio secondo cui il prelievo tributario deve riflettere l’effettiva gestione dei rifiuti. Le utenze non domestiche che conferiscono fuori dal servizio pubblico i propri rifiuti urbani e dimostrano di averli avviati al riciclo o al recupero vengono escluse dalla componente tariffaria collegata alla quantità dei rifiuti conferiti. La scelta tra servizio pubblico e mercato dovrà tuttavia avere una durata minima di due anni. Un occhio di riguardo anche per il compostaggio aerobico, sia per le utenze agricole e vivaistiche sia per quelle domestiche, con specifiche riduzioni tariffarie.

Rilevanti, infine, le novità sul versante del federalismo fiscale. Dal 2027 è istituita una compartecipazione al gettito Irpef a favore delle Province e delle città metropolitane delle Regioni a statuto ordinario, della Regione siciliana e della Regione Sardegna.


Fonte: FiscoOggi

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