7 Aprile 2026
Bollettino delle entrate tributarie: i risultati dei primi due mesi del 2026
Gettito in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per quanto riguarda l’attività di accertamento e controllo, che si è attestato a 2.083 milioni di euro
Nel periodo gennaio-febbraio 2026 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica risultano pari a 91.769 milioni di euro, registrando una flessione di 313 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025 (-0,3%). È quanto emerge dal Bollettino mensile disponibile da oggi, 7 aprile 2024, sul sito del dipartimento delle Finanze, corredato dalle Appendici statistiche e dalla Nota tecnica. Disponibile anche la serie storica dicembre 2002-2026.
Nel dettaglio, diminuiscono le imposte dirette, le cui entrate ammontano a 57.663 milioni di euro, con una perdita di 976 milioni (-1,7%) rispetto allo stesso bimestre del 2025, mentre aumenta del 2% il gettito delle imposte indirette, pari a 34.106 milioni di euro (+663 milioni).
Imposte dirette
Dall’analisi statistica elaborata dai tecnici del dipartimento emerge che il gettito Irpef ammonta a 47.066 milioni di euro (-384 milioni, -0,8%). In particolare, le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato sono pari a 21.302 milioni (-682 milioni, -3,1%), e quelle relativa ai lavoratori del settore pubblico a 21.345 milioni (+1.015 milioni, +5,0%). In crescita le ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi, che salgono del 4,1% e portano nelle casse dello Stato 2.926 milioni di euro (+115 milioni rispetto al 2025).
Diminuiscono le ritenute a titolo di acconto applicate ai pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per spese detraibili, che si attestano a 822 milioni, con una perdita di 515 milioni (-38,5%) rispetto al 2025.
In calo anche i versamenti in autoliquidazione, che registrano entrate per 671 milioni (-317 milioni, -32,1%).
L’Ires è in flessione, con un gettito pari a 1.407 milioni di euro (-425 milioni, -23,2%). In diminuzione anche l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e le ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale, che ammontano a 2.277 milioni (-1.017 milioni, -30,9%).
Scendono a 167 milioni (-1.280 milioni, -88,5%) le ritenute su interessi e premi corrisposti da istituti di credito (capitolo 1026, articolo 5).
In controtendenza l’imposta sostitutiva su interessi e premi di obbligazioni e titoli similari (capitolo 1026, articolo 23), che registra entrate per 646 milioni, ossia 23 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025 (+3,7%). Crescono anche le altre entrate confluite nel capitolo 1026, che raggiungono 1.464 milioni di euro (+240 milioni, +19,6%).
Risultato positivo anche per l’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze, che porta all’Erario 1.777 milioni (+160 milioni, +9,9%), mentre il gettito dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione raggiunge 2.314 milioni (+812 milioni, +54,1%).
Imposte indirette
Il gettito Iva ammonta a 23.436 milioni di euro, in aumento di 466 milioni rispetto a gennaio-febbraio 2025 (+2,0%). Di questi, 20.418 milioni (+447 milioni, +2,2%) provengono dagli scambi interni, comprensivi dei 2.840 milioni (+177 milioni, +6,6%) versati dalle Pubbliche amministrazioni tramite split payment. Le importazioni contribuiscono con 3.018 milioni (+19 milioni, +0,6%).
Per quanto riguarda le altre imposte indirette, l’imposta di registro vanta entrate pari a 942 milioni (-28 milioni, -2,9%), mentre l’imposta di bollo si attesta a 907 milioni (-29 milioni, -3,1%).
In lieve ripresa le tasse e imposte ipotecarie, pari a 263 milioni (+3 milioni, +1,2%). Crescono anche i diritti catastali e di scritturato, che raggiungono 110 milioni (+2 milioni, +1,9%).
Aumenta il gettito dell’imposta sulle assicurazioni, pari a 420 milioni (+41 milioni, +10,8%). In calo, invece, le entrate derivanti dai canoni di abbonamento radio e Tv, pari a 54 milioni (-4 milioni, -6,9%), dalle concessioni governative, pari a 34 milioni (-1 milione, -2,9%), e dalle tasse automobilistiche, pari a 78 milioni (+2 milioni, +2,6%).
Segno positivo per l’accisa sui prodotti energetici, derivati e prodotti analoghi (oli minerali), che registra un gettito di 3.204 milioni (+70 milioni, +2,2%). In diminuzione l’accisa sull’energia elettrica e addizionali, che si ferma a 270 milioni (-154 milioni, -36,3%). Cresce invece l’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano), che aumenta del 102,4%, raggiungendo 599 milioni (+303 milioni).
L’analisi dei tecnici delle Finanze evidenzia una riduzione del gettito anche per le imposte il cui andamento non è direttamente collegato alla congiuntura economica, in calo dell’1,3%. È il caso, ad esempio, delle entrate dai giochi (-12,4%).
Mostra invece un andamento positivo l’imposta sul consumo dei tabacchi, che raggiunge 1.908 milioni di euro, con un incremento di 66 milioni (+3,6%). In aumento anche l’imposta sulle successioni e donazioni, che cresce del 61,5% e registra 197 milioni di euro, con 75 milioni in più rispetto al 2025.
Accertamento e controllo
Nel periodo gennaio-febbraio 2026 il gettito derivante dall’attività di accertamento e controllo ha raggiunto i 2.083 milioni di euro, registrando un incremento di 144 milioni (+7,4%). Di questi, 1.033 milioni di euro (+18 milioni, +1,8%) provengono dalle imposte dirette, mentre 1.050 milioni di euro (+126 milioni, +13,6%) derivano dalle imposte indirette.
Focus sul mese di febbraio
A febbraio 2026 sono state registrate entrate per 42.842 milioni di euro (+243 milioni, +0,6%).
Le imposte dirette ammontano a 22.557 milioni (-588 milioni, -2,5%). Nel dettaglio, il gettito Irpef si è attestato a 16.136 milioni (+88 milioni, +0,5%), mentre l’Ires ha registrato 539 milioni (-238 milioni, -30,6%). L’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e le ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale hanno portato all’Erario 1.285 milioni (-1.126 milioni, -46,7%).
Le imposte indirette, pari a 20.285 milioni, sono in crescita di 831 milioni (+4,3%). Le entrate mensili derivanti dall’Iva ammontano a 14.515 milioni (+224 milioni, +1,6%), di cui 13.077 milioni (+253 milioni, +2,0%) dalla componente relativa agli scambi interni, comprensivi di 1.387 milioni derivanti dallo split payment (+34 milioni, +2,5%). Il prelievo sulle importazioni si attesta a 1.438 milioni (-29 milioni, -2,0%).
Ultimi articoli
Analisi e commenti 30 Ottobre 2026
Dividendi e catene societarie: i confini della clausola antiabuso
Con una recente pronuncia, la Corte di giustizia europea è tornata sul tema dell’applicazione illegittima della direttiva madre-figlia e sulla nozione di “beneficiario effettivo” La cosiddetta“request for a preliminary ruling” è prevista dall’articolo 267 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue) e permette a un giudice nazionale di uno Stato membro di sospendere un processo in corso e chiedere alla Corte di giustizia dell’Unione europea (Cgue) di chiarire come si deve interpretare una norma del diritto dell’Unione europea.
Attualità 30 Ottobre 2026
Modello Redditi 2026, ultime ore per l’invio
Lunedì 2 novembre è l’ultimo giorno per presentare la dichiarazione tramite il modello Redditi 2026.
Attualità 29 Ottobre 2026
Agenzia delle entrate e Inps, il roadshow riparte dalle università
Dopo gli eventi presso le imprese, parte da Roma Tre la fase due del percorso informativo e formativo su fisco, previdenza e servizi digitali, che si rivolgerà ai giovani e farà tappa in diversi atenei Prende il via da Roma la seconda fase del Roadshow nazionale promosso da Agenzia delle entrate e Inps, dedicato ai temi del fisco, della previdenza e dei servizi digitali.
Normativa e prassi 28 Ottobre 2026
Azioni ai dipendenti non imponibili se l’offerta dei titoli è generalizzata
Il regime agevolativo che prevede l’esclusione dalla base imponibile del valore azionario è accessibile se i criteri di selezione dei destinatari non creano disparità o vantaggi individuali Un gruppo internazionale assegna gratuitamente lo stesso numero di titoli a circa l’85% del personale, richiedendo tre anni di servizio ed escludendo sette figure apicali già destinatarie di altri incentivi.