3 Febbraio 2026
Dichiarazione Iva precompilata, continua la fase sperimentale
Obiettivo della proroga è stimolare ulteriormente e consolidare l’utilizzo delle funzionalità di scarico dei documenti Iva tramite i servizi in cooperazione applicativa
Estesa di un anno e, quindi, alle operazioni effettuate nel 2026, la fase sperimentale con cui l’Amministrazione finanziaria mette a disposizione dei contribuenti le bozze precompilate dei registri, dei prospetti riepilogativi, delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche e della dichiarazione annuale Iva. È quanto stabilisce il provvedimento firmato oggi, 3 febbraio 2026, dal direttore dell’Agenzia delle entrate, Vincenzo Carbone.
Il fine dell’ulteriore proroga è potenziare e consolidare l’utilizzo delle funzionalità di scarico dei documenti resi disponibili dall’Amministrazione tramite i servizi in cooperazione applicativa.
Con lo stesso provvedimento sono state approvate anche le specifiche tecniche aggiornate per l’elaborazione dei registri Iva precompilati, che sostituiscono i tracciati definiti nell’allegato B al provvedimento del 21 luglio 2021. Dalle nuove specifiche sono stati eliminati i riferimenti a documenti non più utilizzati, come quelli relativi alle operazioni transfrontaliere (“esterometro”).
A dare il via alla sperimentazione dei documenti Iva precompilati è stato l’articolo 4, comma 1, del Dlgs n. 127/2015, che ha previsto, a partire dalle operazioni Iva effettuate dal 1° luglio 2021, la possibilità di mettere a disposizione dei contribuenti Iva residenti o stabiliti in Italia una serie di documenti precompilati basati sui dati acquisiti tramite, ad esempio, le fatture elettroniche e la comunicazione telematica dei corrispettivi. Con il provvedimento dell’8 luglio 2021 sono state approvate le prime specifiche tecniche per l’elaborazione delle bozze dei documenti interessati, la platea dei destinatari del servizio e le modalità di accesso da parte degli operatori Iva e degli intermediari.
Negli anni successivi, altri provvedimenti hanno ampliato la platea degli utenti coinvolti, aumentato i tipi di documenti disponibili, perfezionato le funzionalità per rendere sempre più attendibili i dati precompilati, prorogato la fase sperimentale. In particolare, la proroga al 2024 del periodo di prova è stata motivata dall’esigenza di consolidare le funzionalità dell’applicativo web e migliorare l’integrazione dei registri proposti, così da rendere più precisa la determinazione delle liquidazioni periodiche e annuali. Sempre nel 2024 è stata introdotta la possibilità di scaricare registri Iva e Lipe tramite servizi in cooperazione applicativa machine to machine, già utilizzati per fatture elettroniche, corrispettivi e bollo.
Il provvedimento odierno precisa che restano confermate le modalità di accesso all’applicativo web, le regole tecniche per l’elaborazione delle bozze dei documenti Iva, le modalità e i termini per la convalida dei registri e le connesse condizioni per la memorizzazione dei registri convalidati da parte dell’Amministrazione finanziaria, disciplinate dai precedenti provvedimenti del direttore delle Entrate.
Infine, l’Agenzia anticipa che nel corso del 2026 saranno svolte verifiche per valutare la possibilità, dal periodo d’imposta 2027, di ampliare ulteriormente la platea dei destinatari della dichiarazione Iva precompilata e di arricchire i dati disponibili, includendo anche le informazioni provenienti dalle bollette doganali.
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