20 Dicembre 2021
Liti fiscali ancora in calo nel terzo trimestre del 2021
Non si arresta il calo graduale e costante delle pendenze che, al 30 settembre, risultano pari a 287mila (-22% su base annua). I ricorsi pervenuti nel periodo luglio-settembre 2021 registrano un calo tendenziale del 35%, mentre le definizioni sono aumentate del 24%. Il 44% delle sentenze è stato depositato via web e il 32% delle udienze si è svolto in videoconferenza
È il quadro che emerge dal Rapporto trimestrale sul contenzioso tributario luglio – settembre 2021 disponibile online sul sito del Mef accompagnato dalle relative Appendici statistiche.
Nel periodo in esame, i ricorsi pervenuti nei due gradi di giudizio sono stati 24.997, in diminuzione rispetto a quanto registrato all’analogo periodo del 2020 (-35,27%, pari a -13.622 controversie). Le liti fiscali definite, pari a 34.924, registrano un aumento tendenziale del 24,21%.
Questo dato consente di affermare che alla data del 30 settembre 2021 si consolida il calo delle controversie pendenti, che si attestano a 287.439: la diminuzione risulta del 16,80% rispetto all’inizio dell’anno e del 21,69% rispetto al 30 settembre 2020.
In particolare, sono stati presentati 16.192 ricorsi presso le Commissioni tributarie provinciali e 8.805 appelli presso le Commissioni tributarie regionali.
Rispetto all’analogo periodo del 2020, il flusso delle nuove controversie presentate diminuisce considerevolmente nel primo grado (-44,87%) e, meno marcatamente, nel secondo (-4,78%).
Il valore dei ricorsi decresce del 42,50% in primo grado, e del 28,46% in appello. Le riduzioni sopra descritte risentono ancora della vigenza della normativa emergenziale che ha differito i termini dell’attività di controllo e di riscossione dei tributi.
Nello stesso periodo sono state definite complessivamente 34.924 controversie, di cui 24.094 in Ctp pari a +18,63% e 10.830 provvedimenti in Ctr con un aumento pari a 38,72% rispetto al corrispondente trimestre del 2020: questo permette di affermare, quindi, una decisa ripresa dell’attività giurisdizionale, dopo il calo registrato nell’anno 2020 a causa della emanazione della normativa emergenziale Covid-19.
Presso le Ctp, nel terzo trimestre 2021 la percentuale di giudizi completamente favorevoli all’ente impositore è stata pari al 52,26% dei provvedimenti emessi, per un valore complessivo di 1.096,50 milioni di euro mentre la percentuale di giudizi completamente favorevoli al contribuente si è attestata al 26,17%, per un valore complessivo pari a 249,03 mln di euro. La percentuale delle cause concluse con giudizi intermedi è del 10,71%, per un valore complessivo di 252,97 mln di euro.
Nelle Ctr, le cause concluse con giudizi completamente favorevoli all’ente impositore sono il 49,73% del totale, per un valore complessivo pari a 926,88 milioni di euro; la percentuale di giudizi completamente favorevoli al contribuente è il 29,26%, per un valore complessivo pari a 389,72 milioni di euro. La percentuale delle cause concluse con giudizi intermedi è dell’8,41%, per un valore complessivo di 275,65 milioni di euro.
Nel periodo preso in considerazione, infine, circa il 32% delle controversie totali sono state discusse in videoconferenza.
Nelle sei regioni in cui è stato attivato il nuovo sistema informatico di deposito del provvedimento giurisdizionale digitale, il 44% dei provvedimenti definitori pubblicati è stato redatto e depositato utilizzando il servizio telematico.
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