26 Marzo 2021
L’Agenzia a M’illumino di meno 2021 per spronare l’evoluzione ecologica
Anche quest’anno l’Agenzia delle entrate aderisce all’iniziativa “M’Illumino di meno”, la celebre campagna di sensibilizzazione radiofonica sul risparmio energetico e gli stili di vita sostenibili, ideata dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio2.
“M’illumino di meno” torna oggi 26 marzo 2021 ed è dedicata alla promozione dell’evoluzione ecologica del nostro modo di vivere. L’invito è quindi raccontare i piccoli e grandi “Salti di specie” nelle nostre vite. Quelli già fatti e quelli in programma: dalla mobilità all’abitare, dall’alimentazione all’economia circolare.
L’amministrazione, conscia del fatto che ciascuno deve fare la propria parte per il contenimento delle emissioni climalteranti, promuove il “Salto di specie” attraverso “acquisti verdi” quale volàno dell’economia circolare, ossia scegliendo energia prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili e beni e servizi con criteri di preferibilità ambientale, promuove la mobilità sostenibile dei suoi dipendenti attraverso la propria rete di 84 mobility manager e realizza azioni di sensibilizzazione al risparmio energetico e raccolta differenziata in ufficio.
In Agenzia, anche la comunicazione e la rendicontazione hanno fatto il suo “Salto di Specie” con la pubblicazione del primo Bilancio sociale, che nel capitolo “Responsabilità Ambientale” evidenzia i risultati conseguiti nel 2019 (vedi articolo “In rete il “Bilancio sociale 2019”, l’attività delle Entrate e i riflessi”). Nel documento possiamo legge come l’acquisto di energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili (91,2% del totale) abbia consentito di evitare le emissioni di CO2 per 40.166 tonnellate equivalenti, senza contare l’importante risparmio nei consumi registrati tra il 2018 e 2019, di circa 3 milioni di kwh (oltre il 3,5%).
Riguardo agli acquisti verdi, nel 2019, sono stati sottoscritti contratti per un valore di circa 22,3 milioni di euro, ai quali l’energia elettrica ha contribuito con circa 18 milioni, i toner per oltre 1,2 milioni, la carta per circa 1 milione e i mobili e gli arredi per oltre 800mila euro.
Quando si fanno acquisti verdi si promuove l’economia circolare e la green economy. Infatti, i “criteri ambientali”, definiti dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, oggi ministero della Transizione ecologica, prevedono delle specifiche tecniche che promuovono l’utilizzo di “materie prime seconde” ossia materiale proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti, che viene selezionato e lavorato e al quale viene data nuova vita e valore, riducendo il carico ambientale legato al prelievo delle materie prime dall’ambiente. Ne sono esempi l’acquisto di carta (utilizzo di carta riciclata o certificata da foreste che vengono ri-piantumate) e di toner (riutilizzo delle cartucce) che nel Bilancio ambientale vengono approfonditi sia in termini di caratteristiche ambientali che di razionalizzazione del loro utilizzo.
Per ridurre la propria “impronta ecologica” (un indicatore utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle, ossia un indicatore di impatto ambientale) è fondamentale, oltre acquistare beni e servizi a ridotto impatto ambientale, razionalizzarne l’utilizzo, ovvero eliminare gli sprechi, valutare bene i fabbisogni, riutilizzare e/o avviare a riciclo o recupero i rifiuti.
L’amministrazione finanziaria può fare molto, ma è assolutamente necessario il contributo di tutti i dipendenti per raggiungere obiettivi sempre più sfidanti e completare l’anello dell’economia circolare, che parte dalla produzione, passa per il consumo e la raccolta differenziata, per tornare alla produzione.
Pensiamo, ad esempio, al ciclo di produzione e consumo della carta. L’Agenzia acquista sia carta vergine che riciclata con criteri di preferibilità ambientale, fornisce istruzioni e sensibilizza i dipendenti sulle corrette modalità di utilizzo della carta per ridurre gli sprechi e sulle modalità di conferimento per l’avvio a riciclo attraverso l’organizzazione della raccolta differenziata. L’Agenzia, quindi, con la collaborazione dei propri dipendenti e attraverso le ditte incaricate consente alla carta, che era diventata “rifiuto”, di tornare nel ciclo di produzione, minimizzando così l’impatto ambientale.
Appare, quindi, evidente il ruolo dei dipendenti nel ciclo di “rigenerazione”, perché senza raccolta differenziata sarebbe interrotto. Pertanto, le Entrate realizzano azioni di sensibilizzazione alla raccolta differenziata e al risparmio energetico in ufficio, attraverso la diffusione di vademecum, guide e partecipazione a eventi di sensibilizzazione, come M’illumino di meno o la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti.
La sensibilizzazione ambientale non rimane confinata alle “mura” dell’ufficio, ma comincia da quando il dipendente deve raggiungere la sede attraverso azioni di sostegno e diffusione della mobilità sostenibile. A tal riguardo, è stata realizzata la rete degli 84 mobility manager, che promuovono la riduzione dell’inquinamento legato agli spostamenti casa-lavoro in 83 città.
Il mobility manager, previsto inizialmente per enti e aziende con almeno 300 dipendenti (articolo 3 del decreto 27 marzo 1998 del ministero dell’Ambiente), a seguito del decreto “Rilancio” deve essere nominato in tutte le sedi con più di 100 dipendenti. Considerato che il mobility manager aziendale fa riferimento alla città (nella quale è presente la sede con più di 100 dipendenti) e nella stessa possono essere presenti anche altre sedi, in Agenzia delle entrate 194 sedi con circa 25mila dipendenti sono soggette a politiche di mobility management, ossia: analisi degli spostamenti, informazione e promozione delle modalità di raggiungimento dell’ufficio più ecologiche, realizzazione di convenzioni per l’acquisto di mezzi di spostamento a basso impatto ambientale (bici, mezzi di micro-mobilità, mobilità elettrica), accordi con le società di trasporto pubblico, promozione della mobilità ciclabile ed elettrica, attraverso l’installazione di rastrelliere e punti di ricarica. Insomma, un bel da fare per i mobility manager nel cambiare le nostre abitudini di spostamento, ancora troppo ancorate all’utilizzo dell’automobile di proprietà.
È chiaro, dunque, che ciascuno di noi deve fare un “Salto di specie” nelle proprie abitudini di acquisto, consumo e spostamento!
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