5 Ottobre 2026
Possibili anomalie Iva in Redditi 2024, come risolvere o fornire informazioni
L’Agenzia invierà segnalazioni tramite Pec che saranno disponibili anche in area riservata sul sito istituzionale. I destinatari potranno fornire chiarimenti o regolarizzare
Con il provvedimento firmato oggi, 5 ottobre 2026, dal direttore Vincenzo Carbone, l’Agenzia delle entrate individua le modalità con cui comunicherà preventivamente ai contribuenti titolari di partita Iva eventuali anomalie riscontrate nel periodo d’imposta 2023. Le anomalie riguardano, nello specifico, gli importi di fatture elettroniche emesse e/o corrispettivi telematici regolarmente trasmessi, ma non confluiti nel reddito d’impresa indicato nei quadri RF/RG/LM della dichiarazione modello Redditi 2024. Definite anche le procedure che consentono ai destinatari di fornire chiarimenti o di regolarizzare spontaneamente la propria posizione mediante ravvedimento operoso.
Il provvedimento, ricordiamo, dà attuazione ai commi da 634 a 636 della legge di stabilità 2015 (legge n. 190/2014), che disciplinano le comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo. Le stesse informazioni sono messe a disposizione anche della Guardia di finanza tramite strumenti informatici.
Le informazioni condivise
Per consentire ai contribuenti di verificare la propria posizione e, se necessario, regolarizzarla spontaneamente, l’Agenzia metterà a disposizione dei destinatari degli alert preventivi con una serie di elementi informativi relativi alle anomalie riscontrate tra i dati delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici e quanto dichiarato ai fini delle imposte sui redditi per il 2023.
In particolare, la comunicazione conterrà gli elementi identificativi del contribuente e della dichiarazione dei redditi interessata; il numero identificativo della comunicazione, la data di emissione, il codice atto e il periodo d’imposta di riferimento; le modalità attraverso cui il contribuente potrà chiedere chiarimenti o segnalare all’Amministrazione finanziaria elementi, fatti e circostanze non conosciuti dal Fisco, che possano giustificare l’irregolarità rilevata; le istruzioni operative per correggere eventuali errori o omissioni tramite ravvedimento operoso, beneficiando della riduzione delle sanzioni prevista dalla normativa.
Gli alert arrivano via Pec
Le comunicazioni saranno inviate tramite Posta elettronica certificata (Pec) al domicilio digitale comunicato dagli interessati. Le stesse informazioni saranno disponibili anche nell’area riservata del sito dell’Amministrazione finanziaria, nella sezione “L’Agenzia scrive” del Cassetto fiscale e del portale “Fatture e Corrispettivi”.
Come chiedere o inviare informazioni
I destinatari delle Pec, oppure i loro intermediari abilitati, potranno chiedere ulteriori informazioni sulle irregolarità evidenziate o fornire chiarimenti, segnalando fatti e circostanze non conosciuti dall’Agenzia, seguendo le istruzioni riportate nella stessa comunicazione ricevuta. Non sarà invece possibile, specifica il provvedimento, utilizzare la Pec da cui è stato inviato l’avviso, poiché non abilitata alla ricezione di messaggi.
Definizione agevolata con il ravvedimento operoso
I contribuenti potranno verificare attraverso le informazioni e gli elementi messi a disposizione dal Fisco, la fondatezza delle anomalie riportate nella comunicazione. Dopodiché potranno regolarizzare errori e omissioni beneficiando degli sconti sulle sanzioni previsti dal ravvedimento operoso disciplinato dall’articolo 13 del Dlgs n. 472/1997, in misura correlata al tempo trascorso dalla commissione della violazione.
Sarà possibile avvalersi dell’istituto premiale anche qualora la violazione sia già stata constatata oppure siano già iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo di cui gli interessati abbiano avuto formale conoscenza. Il ravvedimento non potrà invece essere utilizzato dopo la notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, più in generale, di un atto di accertamento, né dopo il ricevimento di comunicazioni di irregolarità derivanti dai controlli automatici o formali effettuati dall’Amministrazione finanziaria.
Fonte: FiscoOggi
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