24 Giugno 2025
Il trust beneficiario ha scopi diversi: per il Fisco si tratta di donazione
Scontano l’imposta sulle donazioni e, in caso di immobili, le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura proporzionale, i trasferimenti di beni appartenenti a un trust a favore di altri trust istituiti in base al regolamento del primo, e aventi obietti e finalità autonome. Con l’attribuzione dei beni il trustee ha raggiunto il suo scopo di gestore del patrimonio.
La risposta n. 170/E pubblicata oggi, 24 giugno 2025, sul sito dell’Agenzia delle entrate, riguarda l’ipotesi di attribuzione del patrimonio di un trust a beneficiari anch’essi trust. Il dubbio da sciogliere è se l’operazione e il relativo trasferimento di beni siano soggetti o no all’imposta sulle successioni o donazioni.
A presentare l’interpello è un trust i cui disponenti sono tre fratelli e i beneficiari sono i discendenti in linea retta di ciascun disponente.
In estrema sintesi, l’organismo è stato istituito con lo scopo di mantenere unita e indivisa la proprietà del gruppo e della compagine sociale formata dai fratelli. Il regolamento prevede, tra l’altro, che il trustee (ossia il gestore della formazione) sia tenuto, fin quando i beneficiari non abbiano compiuto il trentesimo anno di età, a dichiarare istituito un trust distinto, il cui scopo sia conforme e funzionale alle esigenze, bisogni e interessi della famiglia di ognuno dei beneficiari.
Di conseguenza, come stabilito dal regolamento, il 27 novembre 2014, il trustee ha istituito tre distinti trust per ognuno dei quali è stato nominato lo stesso gestore. I tre organismi nati a novembre sono stati istituiti con tratti, regole e caratteristiche identiche al trust originario.
Il richiedente fa presente che, per incrementarne le risorse, intende attribuire a ognuno dei nuovi trust una quota pari un terzo delle azioni e degli immobili presenti nel patrimonio del trust originario e chiede chiarimenti in merito all’applicazione delle imposte sulle successioni e donazioni, ipotecaria e catastale a tali attribuzioni.
Il contribuente ritiene che l’incremento debba scontare le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa e non l’imposta sulle successioni e donazioni, come previsto per qualsiasi atto di apporto di beni nell’organismo in questione. A sostegno di tale conclusione menziona i chiarimenti forniti cona la circolare n. 34/E/2022 (vedi “Disciplina fiscale dei trust, il punto sulle novità normative”).
L’Agenzia è di parere diverso.
Cos’è il trust
L’istituto del trust, spiega innanzitutto la risposta, è stato introdotto nell’ordinamento italiano con la ratifica della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985 per mezzo della legge n. 364/1992. Si tratta, in breve, di un rapporto giuridico fiduciario in cui un soggetto, chiamato “disponente” o “settlor”, trasferisce dei beni (possono essere immobili, azioni, denaro o altri patrimoni) a un altro soggetto, il “trustee”. Quest’ultimo ha il compito di gestire e amministrare quei beni secondo le istruzioni stabilite nell’atto di istitutivo del trust, con l’obiettivo di raggiungere finalità specifiche, mentre i beneficiari, che sono generalmente i discendenti in linea retta dei disponenti, possono ricevere i benefici del patrimonio in modo programmato e sicuro.
La conseguenza principale è la creazione di un patrimonio “segregato”, separato e autonomo rispetto a quello del disponente, del trustee e dei beneficiari. Ciò significa che i beni coinvolti non possono essere escussi dai creditori di queste persone.
Il trattamento fiscale
La circolare n. 34/2022 già richiamata ha precisato che, in via generale, gli atti di costituzione del trust e i trasferimenti di beni al suo interno non sono soggetti all’imposta sulle successioni e donazioni, poiché l’istituto non attribuisce definitivamente i beni al gestore, che li amministra solo temporaneamente, vincolandoli agli scopi istitutivi della formazione, in attesa di trasferimento ai beneficiari.
Il presupposto dell’imposta sulle successioni e donazioni nasce, però, nel momento in cui i beni vincolati vengono attribuiti ai beneficiari. Al riguardo ricordiamo che, dal 1° gennaio 2025, sono in vigore le modifiche al Dlgs n. 346/1990 (Testo unico successioni e donazioni). La nuova disciplina precisa, a proposito dei trust, che “[…] L’imposta si applica al momento del trasferimento dei beni e diritti a favore dei beneficiari”.
Ai fini del quesito dell’interpello è, quindi, necessario stabilire se i trust successivi sono da considerare i beneficiari del primo trust.
L’Agenzia ritiene di sì.
Secondo il regolamento istitutivo dell’organismo, ricorda la risposta, scopo del trust è tutelare la coesione del gruppo e suo patrimonio. I beneficiari di reddito e i beneficiari finali sono i discendenti dei disponenti. In particolare, il regolamento individua specificamente quali beneficiari di reddito “i discendenti in linea retta, nati e nascituri, purché figli di persona vivente alla data d’istituzione del Trust, ed anche adottivi, di ciascun Disponente, dovendo a tal fine il Trustee, fin quando i Beneficiari non abbiano compiuto il 30° anno di età, dichiarare istituito un diverso trust il cui scopo sia conforme e funzionale alle esigenze, bisogni ed interessi della Famiglia di ognuno dei beneficiari, al fine di soddisfare i loro bisogni periodici e le quotidiane e ordinarie necessità di una esistenza conforme al loro abituale tenore di vita”.
Come emerge dalla documentazione prodotta, ognuno dei trust successivi è stato istituito a favore della famiglia di ognuno di tre fratelli, quindi, con finalità diverse da quelle stabilite per il richiedente. Nascono, inoltre, in esecuzione del regolamento istitutivo di quest’ultimo e dovranno perseguire gli specifici scopi a favore della famiglia per essi previsti.
Di conseguenza, l’Agenzia ritiene che con il trasferimento dei beni oggetto del quesito, il richiedente ha raggiunto il proprio obiettivo, e l’attività gestionale del trustee deve ritenersi conclusa.
I tre trust, in definitiva, sono da considerare ulteriori beneficiari del trust e va da sé che agli atti di attribuzione dei beni debba essere applicata l’imposta di donazione, così come anche le imposte ipotecaria e catastale in misura proporzionale nel caso dei trasferimenti di immobili.
Ultimi articoli
Attualità 29 Ottobre 2026
Agenzia delle entrate e Inps, il roadshow riparte dalle università
Dopo gli eventi presso le imprese, parte da Roma Tre la fase due del percorso informativo e formativo su fisco, previdenza e servizi digitali, che si rivolgerà ai giovani e farà tappa in diversi atenei Prende il via da Roma la seconda fase del Roadshow nazionale promosso da Agenzia delle entrate e Inps, dedicato ai temi del fisco, della previdenza e dei servizi digitali.
Normativa e prassi 28 Ottobre 2026
Azioni ai dipendenti non imponibili se l’offerta dei titoli è generalizzata
Il regime agevolativo che prevede l’esclusione dalla base imponibile del valore azionario è accessibile se i criteri di selezione dei destinatari non creano disparità o vantaggi individuali Un gruppo internazionale assegna gratuitamente lo stesso numero di titoli a circa l’85% del personale, richiedendo tre anni di servizio ed escludendo sette figure apicali già destinatarie di altri incentivi.
Normativa e prassi 28 Ottobre 2026
Holding dinamica, semaforo verde al regime di neutralità fiscale
Determinante la presenza di una struttura organizzata di mezzi, rapporti e risorse umane che assicura la prosecuzione dell’attività economica La detenzione di partecipazioni non esclude, di per sé, la qualificazione di un compendio come azienda.
Attualità 28 Ottobre 2026
Arma dei Carabinieri e Agenzia, intesa su formazione, ricerca e studio
Avviata una collaborazione quinquennale che potenzierà le rispettive competenze investigative, attraverso lo scambio di docenze ed esperienze e l’impiego congiunto di strutture logistiche Firmato un protocollo d’intesa tra l’Arma dei Carabinieri e l’Agenzia delle entrate, che avvia una collaborazione nel campo della formazione, della ricerca e dello studio.